Lunch seminar Discipol: Una colonia europea dell'impero fascista? L'occupazione italiana dell'Albania 1939-1943

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8 Maggio 2019, ore 13:00
Dipartimento di Scienze Politiche, Sala del Consiglio
via G. Chiabrera, 199 - Roma

Nell'ambito dell'iniziativa "Link identifier #identifier__159418-1Lunch Seminar del DiSciPol", inaugurata il 6 marzo 2019 presso il Dipartimento di Scienze Politiche, mercoledì 8 maggio 2019 alle ore 13.00 presso la Sala del Consiglio del Dipartimento, verrà presentata la ricerca "Una colonia europea dell'impero fascista? L‘occupazione italiana dell'Albania 1939-1943"

Proponente: Alberto Basciani
Discussant: Francesco Guida

Lo scopo del Seminario è quello di analizzare il dominio italiano sull'Albania durante la seconda guerra mondiale. Nell'aprile del 1939 le truppe italiane occuparonol'Albania, nelle settimane e nei mesi successivi una serie di passaggi politici e amministrativi chiarirono la natura dell'unione italo-albanese. Il Paese adriatico restava formalmente indipendente e veniva unito all'Italia attraverso la corona del regno che il successivo 16 aprile fu offerta a Vittorio Emanuele III. A Tirana fu formato un governo formalmente autonomo, di fatto il vero organo di potere era rappresentato dalla Luogotenenza del Regno organo di potere esecutivo albanese ma, allo stesso tempo, strumento dell'esecutivo italiano dipendente dal ministero degli Affari Esteri. Di fatto l'Albania cessava di essere uno Stato indipendente e sovrano e veniva pienamente inglobata nell'impero fascista italiano. Questa operazione aveva due fondamentali obiettivi da raggiungere: fare definitivamente dell’Italia la potenza egemone del Mar Adriatico e trasformare l'Italia in una delle potenze dominanti della penisola balcanica. L'occupazione militare e il progetto volto a trasformarel'Albania in un paese moderno ed efficiente, lo sviluppo delle sue risorse sia naturali che umane rappresentavano una sorta di contromisura italiana per contrastare tra il

Danubio e i Balcani la forza della Germania. In definitiva la nuova Albania dominata dall’Italia e profondamente fascistizzata doveva rappresentare l’avvio di un ambizioso progetto da impiantare in una una zona strategica dell’Europa volto non solo a mostrare la forza del fascismo ma anche la sua capacità di trasformare una regione sottosviluppata in un territorio moderno. Per dare impulso a questo progetto, l'Italia realizzò enormi investimenti finanziari, architettonici, culturali e politici in Albania, che fu l'unica conquista fascista in cui fu fondato un partito fascista locale. La vasta ricerca d’archivio (condotta sia in Italia che in Albania) sulla quale si basa il progetto pare dimostrare anche in questo caso la velleità delle ambizioni fasciste ma soprattutto l’incapacità italiana di integrare validamente un territorio che non solo era tra i più arretrati e arcaici d’Europa ma la cui popolazione era maggioritariamente di religione musulmana.

Per informazioni:
Michela Fusaschi
tel. 3204079596
Link identifier #identifier__73119-2michela.fusachi@uniroma3.it