Architettura - Progettazione urbana

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Il Corso di Laurea Magistrale in Architettura - Progettazione Urbana individua il centro della ricerca progettuale non nel singolo edificio, ma in un insieme urbano più ampio, come risultato equilibrato di fattori compositivi, urbanistici, funzionali, ambientali, sociali ed economici, con attenzione al rapporto con l'ambiente e il tessuto urbano preesistente sia moderno che antico.
L'obiettivo è formare professionisti consapevoli e capaci di partecipare efficacemente ai processi di trasformazione della città contemporanea e di rigenerazione urbana, contribuendo a innalzare il livello qualitativo dell'ambiente urbano nel senso della sostenibilità ambientale/ecologica, della vivibilità, accessibilità, fruibilità e qualità intrinseca degli spazi urbani, attraverso l'utilizzazione di specifiche tecniche di progettazione, valutazione e comunicazione e mediante i più recenti strumenti di descrizione e rappresentazione digitale (GIS e gestione dei big data, modellizzazione tridimensionale, smart cities e smart environments).
Il progetto didattico si fonda sulla conoscenza delle radici storiche e degli attuali processi sociali, politici, economici e amministrativi che sono alla base dell'evoluzione dell'ambiente costruito e del suo contesto ambientale di inserimento. Temi e argomenti di studio sono fondamentalmente quelli che concorrono alla costruzione del progetto urbano, inteso come strumento per la messa in atto e realizzazione di azioni complesse e integrate di trasformazione urbana (iniziative, programmi, progetti) riguardo i soggetti, le funzioni, la tipologia degli interventi, la gestione delle risorse, le procedure amministrative, etc., con particolare riferimento alle recenti programmazioni nazionali ed europee (programmi di rigenerazione urbana e di recupero delle periferie, Pon Metro, Aree interne, ricostruzione post-sismica e messa in sicurezza del patrimonio a rischio). Ciò consente di raggiungere una preparazione culturale e professionale adeguata ad analizzare e comprendere criticamente il contesto ambientale e sociale entro cui si collocano tali trasformazioni, nonché a progettare e valutare gli interventi necessari ad attuarle in concreto, con specifico riguardo alle forme fisiche di organizzazione e alle modalità d'uso dello spazio urbano, e in particolare degli spazi pubblici e d'uso collettivo. Attraverso l'utilizzazione dei metodi e delle tecniche di più recente definizione, lo studente è indirizzato ad affrontare i temi della ristrutturazione, riqualificazione e riorganizzazione della città e del territorio, con particolare attenzione al contesto spaziale e morfologico, e alle ricadute ambientali e sociali delle trasformazioni indotte.

OBIETTIVI
OBIETTIVI
L’Architetto
I laureati, superato l'esame di stato per l'accesso, potranno iscriversi a uno degli ordini nazionali nella Sezione A- Settore Architettura dell’albo degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori; inoltre, è in corso la procedura di accreditamento del percorso formativo presso la Commissione Europea, che permetterà ai laureati di esercitare la loro attività e stabilire la loro sede professionale in uno degli stati aderenti all'Unione Europea.

Gli architetti trovano impiego non solo nel campo dell'edilizia, ma anche in settori più o meno affini all'architettura, e possono svolgere una vasta gamma di attività professionali sia in forma autonome che in forma di collaborazione presso enti istituzionali, aziende pubbliche e private, studi professionali, società di promozione e di ingegneria operanti nei campi della progettazione architettonica e urbana, industrie di settore e imprese di costruzione.(vedi il DPR 328/2001 sulla riforma delle professioni)

L'architetto è la figura professionale massimamente esperta nella progettazione architettonica e urbana a qualsiasi scala, nel restauro dei monumenti, dell’urbanistica, nella progettazione del paesaggio, nell'allestimento, nell'estimo immobiliare e nel disegno. È storicamente tra gli attori principali della trasformazione dell'ambiente costruito.

Il curriculum del corso di laurea, senza trascurare nessuno degli aspetti citati, pone un particolare accento sul campo del progetto urbano.


Attività professionale autonoma
Collaborazione con enti, studi professionali, aziende, società di progettazione, imprese di costruzione.


Nell'ambito di una piena, articolata e consapevole formazione dell'architetto europeo, obiettivo comune di tutti i corsi di laurea magistrali della facoltà, il Corso di Laurea magistrale in Architettura - Progettazione Urbana individua il centro della ricerca progettuale non nel singolo edificio, ma in un insieme urbano più ampio, come risultato equilibrato di fattori compositivi, urbanistici, funzionali, ambientali, sociali ed economici, con attenzione al rapporto con l'ambiente e il tessuto urbano preesistente sia moderno che antico.
L'obiettivo è formare professionisti consapevoli e capaci di partecipare efficacemente ai processi di trasformazione della città contemporanea, contribuendo a innalzare il livello qualitativo dell'ambiente urbano – nel senso della sostenibilità ambientale/ecologica, della vivibilità, accessibilità, fruibilità e qualità intrinseca degli spazi urbani – attraverso l'utilizzazione di specifiche tecniche di progettazione, valutazione e comunicazione.
Il progetto didattico si fonda sulla conoscenza delle radici storiche e degli attuali processi sociali, politici, economici e amministrativi che sono alla base dell'evoluzione dell'ambiente costruito. Temi e argomenti di studio sono fondamentalmente quelli che concorrono alla costruzione del progetto urbano, inteso come strumento per la messa in atto e realizzazione di azioni complesse e integrate di trasformazione urbana (iniziative, programmi, progetti) riguardo i soggetti, le funzioni, la tipologia degli interventi, la gestione delle risorse, le procedure amministrative, etc. Ciò consente di raggiungere una preparazione culturale e professionale adeguata ad analizzare e comprendere criticamente il contesto ambientale e sociale entro cui si collocano tali trasformazioni, nonché a progettare e valutare gli interventi necessari ad attuarle in concreto, con specifico riguardo alle forme fisiche di organizzazione e alle modalità d'uso dello spazio urbano, e in particolare degli spazi pubblici e d'uso collettivo. Attraverso l'utilizzazione dei metodi e delle tecniche di più recente definizione, lo studente è indirizzato ad affrontare i temi della ristrutturazione, riqualificazione e riorganizzazione della città e del territorio, con particolare attenzione al contesto spaziale e morfologico, e alle ricadute ambientali e sociali delle trasformazioni indotte.

La struttura del percorso formativo delle tre lauree magistrali è volutamente organizzata in modo analogo ed è articolata in semestri tematici, caratterizzati da laboratori applicativi spiccatamente interdisciplinari. I contenuti, invece, sono differenziati in relazione agli obiettivi formativi specifici dei singoli corsi.
In particolare, il Corso di Laurea magistrale in Architettura-Progettazione Urbana prevede una sequenza che porta dagli aspetti analitici legati alla lettura della città esistente affrontati nel primo semestre, a quelli della progettazione urbana affrontati dai laboratori del secondo e terzo semestre. Il quarto semestre è occupato prevalentemente dall'elaborazione della tesi di laurea, che può avvenire autonomamente con un relatore a scelta del laureando, oppure all'interno di un laboratorio di tesi tra quelli di anno in anno istituiti dal Dipartimento, volti a completare l'iter didattico con un contributo specialistico.


Ai sensi della normativa vigente, per essere ammessi ad un corso di laurea magistrale LM-4,
- occorre essere in possesso di una laurea o di un diploma universitario di durata triennale (DM 270/04, art. 6),
- è requisito curricolare inderogabile l'adempimento delle attività formative indispensabili riportate nella tabella relativa alla laurea in Scienze dell'Architettura L-17 (108 CFU vedi ordinamento classe L-17 DM 16 marzo 2007),
- aver superato i test d'ammissione obbligatori per l'iscrizione ad un corso di laurea e/o di laurea magistrale a ciclo unico, con la esplicita finalizzazione diretta "alla formazione di architetto", come regolato a livello nazionale ogni anno dal Ministero che determina a livello nazionale, con proprio decreto, il numero di posti per le immatricolazioni degli studenti per tali corsi di studio.

Non vengono considerate ai fini della valutazione dei requisiti le attività didattiche acquisite con attività extra-curriculari, post-lauream o corsi singoli.
a - Conoscenza e capacità di comprensione (knowledge and understanding)
La struttura didattica del corso di laurea magistrale, nell'ambito più generale del presente descrittore, è organizzata specificamente per ottenere che i laureati acquisiscano:
a1 - conoscenze e capacità di comprensione relativamente ai vari ambiti disciplinari proposti, compresi quelli del primo ciclo di studi, alla loro consequenzialità logica e strutturale ed alle loro mutue relazioni;
a2 - conoscenze e capacità di comprensione dei processi tipicamente induttivi e complessi propri dell'attività progettuale in generale;
a3 - conoscenze, padronanza e capacità di comprensione delle strumentazioni tecniche, dei linguaggi specifici, dei metodi, delle abilità connesse alla produzione progettuale dell'architettura;
a4 - capacità di estendere le proprie conoscenze e capacità di comprensione, giungendo all'elaborazione e sviluppo di idee, linee di ricerca e proposte originali nel campo delle tematiche attinenti l'architettura.
L'obiettivo a1 è perseguito innanzi tutto con la programmazione ordinata e sequenziale delle attività didattiche e con la loro ragionata alternanza tra approfondimenti teorico-critici e fasi applicative (i corsi di laurea magistrali nel campo dell'architettura si distinguono per la loro struttura stringente e per la compresenza del "fare" col "saper fare" e col "conoscere"). Inoltre la maggior parte delle attività formative presenta una struttura sostanzialmente interdisciplinare, dove più moduli settoriali concorrono a costituire veri e propri "corsi integrati".
Gli obiettivi a2 a3 a4 sono perseguiti soprattutto nei "laboratori": strutture didattiche di carattere applicativo e progettuale, riferite a ss.dd. centrali della cultura e della prassi architettonica (icar/14, icar/19, icar/21, icar/09), ma anche caratterizzate da un'elevata interdisciplinarità. I laboratori, più in particolare, hanno un rigoroso obbligo alla frequenza, un numero ridotto di studenti ammessi (max 50 per laboratorio) e infine godono di un'elevata dotazione di spazi, strumentazioni e supporti didattici (tutors). Fondamentale è il fatto che essi siano mirati non solo a proporre esperienze di carattere tecnico applicativo nel campo progettuale, ma a verificarle, in costante contraddittorio critico, sul piano delle conoscenze (generali e specifiche), dei metodi (tradizionali ed innovativi) e della responsabilità sociale.
L'obiettivo a4, che è in generale promosso dalla stessa natura conoscitiva del progetto (uno spazio di ricerca che non è solamente deduttivo, ma che implica una personale e rischiosa ricerca del nuovo), viene perseguito anche dall'articolazione dei laboratori nei semestri, che, pur restando attentamente guidati dai docenti, lasciano progressivamente più spazio alla definizione personale e autonoma delle linee di ricerca: questo vale in particolare nel laboratorio del quarto semestre e nella prova finale.
Le modalità di verifica del raggiungimento di questi obiettivi, oltre agli esami tradizionali, presenti in numero ridotto, prevedono vari strumenti intermedi (prove applicative, produzione di elaborati teorici o tecnici, ecc.), programmati liberamente e non burocraticamente durante i semestri, senza che essi si costituiscano come frazioni di esame o diano luogo ad alterazioni o interruzioni del normale ciclo di apprendimento. In particolare i laboratori vedono nella stessa costante critica dell'evoluzione dei progetti prodotti dagli studenti una sostanziale verifica in itinere, che di fatto conferisce all'esame finale un carattere quasi secondario. b - Capacità di applicare conoscenza e comprensione (applying knowledge and understanding)
I laureati devono essere capaci di:
b1 - applicare le loro conoscenze, capacità di comprensione ed abilità nel campo del progetto di architettura (in senso ampio, cioè nel progetto del nuovo, nel restauro, nel progetto urbano), affrontandone l'intrinseca complessità e la specifica processualità;
b2 - applicare le loro conoscenze, capacità di comprensione ed abilità nel campo della cultura architettonica (urbana, del restauro) nel risolvere o istruire problemi e tematiche complesse, anche interdisciplinari.
Premesso che l'applicazione delle abilità e delle conoscenze è implicita nella frequentazione di un corso di laurea magistrale che ha il progetto come obiettivo istitutivo, va detto che la duplice natura di questo descrittore ha un preciso riscontro nel ruolo che un architetto maturo e consapevole dovrebbe poter svolgere nella società contemporanea: quello di un professionista dotato di capacità operative efficaci ed elastiche e insieme di capacità critiche e conoscitive.
Facendo riferimento al testo che illustra il precedente descrittore, dove è illustrata la struttura didattica formativa connessa a questo obiettivo, va precisato che il tema dell'applicazione delle conoscenze ed abilità è sviluppato, in questo corso di laurea, attraverso una particolare attenzione alla concretezza ed attualità delle proposizioni didattiche. In particolare:
- i temi applicativi dei laboratori progettuali si riferiscono a casi e problemi reali, spesso particolarmente urgenti, presenti nella città contemporanea, sviluppati secondo un'ordinata e crescente difficoltà e complessità di soluzione.
- i soggetti delle ricerche e degli studi proposti dai corsi si riferiscono a questioni culturali (metodologiche, analitiche, critiche) vive ed aperte nel tessuto della società contemporanea.
- i temi di studio proposti da laboratori e corsi propongono una particolare attenzione a tutti gli aggiornamenti strumentali, conoscitivi e di ricerca, che la realtà nazionale e soprattutto internazionale propone.
Si noti come questa scelta verso la concretezza e l'attualità comporti una facilitazione nella verifica dei risultati didattici, la cui maggiore o minore credibilità ed efficacia risalta proprio nel confronto con l'evidenza sociale dei problemi attuali.
Va aggiunto, sempre in tema di applicazione delle conoscenze, che il presente corso di laurea magistrale, orienta le attenzioni dello studente verso una delle componenti essenziali del ruolo dell'architetto della società (progetto architettonico, progetto urbano e restauro), ma non smarrisce il senso della sua formazione complessiva: non forma insomma degli specialisti, ma degli architetti completi.
Autonomia di giudizio
c - Autonomia di giudizio (making judgements)
I laureati devono essere capaci di:
c1 - utilizzare le loro conoscenze, capacità di comprensione ed abilità nel campo del progetto e della cultura architettonica, integrandole con la comprensione della complessità e contraddittorietà del reale e con la consapevolezza delle responsabilità sociali ed etiche che questo esercizio comporta;
c2 - maturare una propria autonomia di giudizio nell'esercizio delle proprie conoscenze, capacità di comprensione ed abilità nel campo del progetto e della cultura architettonica, evitandone ogni applicazione meramente meccanica, ripetitiva o tecnicistica.
Il raggiungimento di una libera e consapevole autonomia di giudizio è un obiettivo centrale per un corso di laurea al cui centro sta il progetto architettonico (edilizio, urbano o di restauro che sia), attività che chiede appunto l'esercizio di responsabili, complesse, e spesso molto difficili scelte individuali (non per caso il progetto è fra le attività a cui viene attribuito un potenziale rischio sociale), ed è un obiettivo - infine - che può essere perseguito soltanto attraverso un complesso sistema di procedimenti maieutici: cioè attraverso strategie interdisciplinari, confronto fra opinioni, pratiche di discussione e comunicazione, piuttosto che attraverso l'insegnamento di singole discipline.
Per questo, innanzi tutto, il presente corso di laurea magistrale è fortemente strutturato per far interagire l'attività progettuale sia con discipline miranti a un costante aggiornamento metodologico, conoscitivo, scientifico e sociologico, sia anche con discipline che promuovano un arco di riflessioni più generalmente culturale e umanistico: qui vale in particolare il ruolo delle discipline storiche (o storico-critiche), che soprattutto nei corsi di laurea magistrali assumono un carattere eminentemente formativo piuttosto che informativo.
Poi ancora concorrono a questo obiettivo ed implicitamente alla sua valutazione (o, meglio, autovalutazione):
- la pratica di discussioni collettive dei risultati progettuali, applicata in tutti i laboratori;
- la pratica dell'esposizione finale dei progetti in mostre pubbliche;
- la pubblicità della discussione delle tesi di laurea e l'esposizione pubblica dei loro elaborati;
- la pubblicità dei vari prodotti (progettuali e no) del corso di laurea, ottenuta attraverso il sito di facoltà e varie pubblicazioni dedicate;
- l'uso di strumenti in rete per la comunicazione e la discussione dei lavori progettuali in itinere.
- la frequente programmazione di conferenze e "lectures" di docenti, critici e professionisti di valore nazionale ed internazionale;
- l'interazione e lo scambio di esperienze fra più corsi (di laurea, magistrali, di perfezionamento, master) nella stessa facoltà;
- gli scambi Erasmus, i viaggi di studio, ecc.;
- lo sviluppo e l'incentivo di sistemi di valutazione dei corsi e di iniziative di discussione da parte degli studenti.
Abilità comunicative
d - Abilità comunicative (communication skills)
Il presente corso di laurea si attende che i propri laureati debbano saper comunicare a interlocutori specialisti e non specialisti in modo chiaro e privo di ambiguità (sia sul piano verbale e letterario, che su quello tecnico: cioè attraverso tutti gli strumenti grafici, informatici e mediatici propri della cultura architettonica contemporanea) le loro idee, le loro ragioni, i loro progetti e ricerche.
A quest'obiettivo, sul versante della comunicazione tecnica, sono dedicati alcuni corsi e/o moduli, specialmente rivolti a fornire strumenti ed aggiornamenti sul piano del disegno, della rappresentazione e del rilievo (con modalità sia tradizionali che informatiche). Queste attività didattiche, che procedono alla valutazione dei risultati con le modalità descritte più sopra, sono supportate da vari laboratori applicativi attivati dalla Facoltà: si tratta in particolare di un laboratorio informatico, dotato di software ed hardware adeguati e di un laboratorio modelli (ad ambedue i laboratori applicativi sono connessi corsi opzionali per l'addestramento e l'aggiornamento strumentale).
Sul versante della comunicazione scritta e verbale, il corso di laurea si affida:
- alla richiesta, avanzata da quasi tutti i corsi teorici e nei laboratori, di presentazioni scritte (tesine, ricerche, curricula ragionati e critici delle proprie attività, ecc.), intese come elementi essenziali per la valutazione dei risultati specifici e delle abilità comunicative;
- all'utilizzazione generalizzata, sia nella sede dei laboratori progettuali (in itinere ed all'esame), che in sede di laurea, di articolate e complete presentazioni pubbliche orali (con o senza supporti informatici) delle proprie proposizioni progettuali o teoriche; anche questa pratica è intesa come essenziale elemento di valutazione.
Capacità di apprendimento
e - Capacità di apprendimento (learning skills)
Il presente corso di laurea si attende che i propri laureati debbano aver sviluppato capacità di apprendimento ed abilità progettuali tali da permetter loro un costante aggiornamento e un reale progresso conoscitivo nell'esercizio di una professione che (oggi in particolare) è soggetta a un rapidissimo processo di modificazione strutturale.
La strategia didattica messa in atto per puntare a tale obiettivo si può riassumere in questo: il corso di laurea integra, in ogni caso (anche nelle attività formative dedicate agli aspetti normativi, tecnici, tecnologici e strumentali), gli aspetti e i momenti formativi con quelli informativi. In sintesi, e facendo riferimento a quanto è stato scritto per i precedenti descrittori, tale strategia vede come punti essenziali:
- l'interdisciplinarità, presente sia all'interno alle singole unità didattiche che nella complessiva articolazione del corso;
- l'interazione tra fasi operative e fasi di riflessione culturale;
- l'accentuazione della responsabilità autocritica nella pratica del progetto;
- l'aggiornamento prodotto dal (e cercato nel) confronto di diverse esperienze.
Il criterio essenziale per la valutazione del raggiungimento di questo obiettivo sta nello spazio che viene dato, istitutivamente, all'autonoma espressione e discussione delle proprie proposizioni, motivazioni e proposte progettuali, che (vedi il descrittore d) ha una così gran parte nello svolgimento e nell'esame dei corsi teorici e progettuali, nonché nello svolgimento e presentazione della tesi di laurea.
La prova finale consiste:
1) nella presentazione di un portfolio, illustrante il percorso, comprensivo della Laurea in Scienze dell'Architettura, degli studi e delle ricerche del laureando.
2) nella esposizione di un elaborato progettuale o di una tesi scritta originali.
3) nella discussione sostenuta con la commissione dal laureando su quanto ha presentato.
La tesi di laurea è un elaborato originale realizzato individualmente su temi scientifici e culturali concordati col relatore ed attinente, per contenuti e metodi, il corso di laurea magistrale.

RISULTATI
RISULTATI
I dati di iscrizione al corso APU dimostrano una certa stabilizzazione; i neoiscritti sono sempre stati superiori a 20, e la sequenza degli ultimi anni ha visto un andamento sostanzialmente costante oltre i 40 iscritti: 45 iscritti nel 2012, 55 nel 2013, 46 nel 2014 e 42 nel 2015.
La capacità attrattiva nei confronti di laureati triennali in altro ateneo, che fino al 2012 ha oscillato fra il 20 e il 50%, risulta comunque confermata, con valori del 16,4% nel 2013, del 34,8% nel 2014 e del 35,7% nel 2015.
L’attrattività risulta anche espandersi oltre l’ambito regionale, con il 21,4% dei laureati nel 2015 provenienti da altra regione.
Il valore dell’indicatore iC09, di qualità della ricerca dei docenti per le lauree magistrali, a fronte di un valore di riferimento dello 0,8 ha fatto registrare per il corso APU un valore oscillante negli ultimi tre anni fra 1,0 e 1,2, sempre pari o superiore alla media di ateneo di 1,0.
I passaggi al secondo anno e il tasso di abbandono paiono rispettivamente in linea con le attese, e allineati con i valori medi di ateneo nel 2015, e comunque non significativi su questi numeri. Il numero di studenti che passano al secondo anno avendo acquisito almeno 2/3 dei CFU al primo anno è in costante crescita, passando dal 53,8% del 2013 al 78,1% del 2014 e all’80% del 2015, ed in controtendenza rispetto alle medie delle lauree magistrali di ateneo scese dal 82,4% al 67,8% fra il 2013 e il 2015.
Più faticoso il percorso di conseguimento della laurea (del resto tipico per le lauree in architettura), che vede la percentuale di studenti laurearsi entro la durata prevista del corso scendere dal 15,4% del 2015 al 9,45 del 2015. Tale andamento trova però una mitigazione valutando il numero di matricolati che conclude gli studi entro un anno oltre la durata normale del corso: tale valore oscilla negli ultimi tre anni fra il 58% e il 77%, con valori corrispondenti alla media di ateneo. Fra i laureati nel 2015 che hanno risposto all’intervista risultavano aver concluso il percorso di studi con non più di un anno di ritardo l’88,1% degli intervistati.
La revisione del cds, con l'istituzione dei laboratori di laurea avvenuta nel 2016, ma ancora non rilevabile statisticamente, dovrebbe consentire una accelerazione dei tempi di uscita.
Da segnalare invece l’incremento dei fuoricorso da più di un anno, passati da 19 nel 2013 a 52 nel 2015, e degli abbandoni, saliti da 1 nel 2013 a 12 nel 2015. Si tratta di numeri che segnalano la cessazione della condizione di avvio del corso e l’ingresso in una condizione a regime.

Anche il corso APU risente del generale stato di crisi del settore edilizio, che ha visto fra il 2008 e il 2016 calare di circa il 60% la produzione di nuovi edifici (dati CRESME), e che ha colpito in modo particolare le professioni tecniche dell’architettura. Tale stato di crisi è particolarmente grave nel contesto romano, nel quale si concentrano circa il 13,5% di tutti gli architetti iscritti agli ordini professionali d’Italia.
Secondo Almalaurea nel 2016, ad un anno dalla laurea dei 42 laureati nel 2015, dei 30 che rispondevano all’intervista il 50% risultava occupato, a fronte di una percentuale del 33% nel 2010, del 56% nel 2011, dell’83% nel 2012 e del 38,5% nel 2013. Un 26,7% era in cerca di lavoro e un ulteriore 6,7% risultava impegnato in attività formativa universitaria o in praticantato.
Fra gli occupati, tutti nel settore privato (si fa sentire il blocco del turn-over nella pubblica amministrazione) il 40% era lavoratore autonomo e il 33% subordinato, mentre il restante 27% era senza copertura contrattuale. Secondo Almalaurea il 25% dei laureati dichiarano inoltre di essere intenzionati alla prosecuzione degli studi, rispettivamente il 9% verso il dottorato e oltre il 10% verso master o perfezionamenti, mentre il 6% verso tirocini o altre forme di qualificazione professionale.
I rispondenti hanno sempre dichiarato votazioni finali molto elevate, prossime al 100. La frequenza di impegno lavorativo si traduce in compensi monetari ridotti, generalmente più elevati per gli uomini. La laurea viene dichiarata molto utile in buona percentuale e in misura crescente.
Fino ad ora nessuna riflessione distinta rispetto a quello delle altre lauree è stata dedicata alla immissione degli studenti di Progettazione urbana nel mercato del lavoro. I dati pur confortevoli relativi ai laureati APU celano probabilmente situazioni assai diversificate. Uno dei problemi è certamente l'alta variabilità dei profili occupazionali dell'architetto; un ulteriore, non certo specifico all'area dell'architettura, è la scarsa remunerazione delle prestazioni professionali e tecniche, che in anni recenti hanno registrato un ulteriore calo (dati CRESME per Ordine Architetti di Roma e provincia).
Tra le molte iniziative possibili, quasi tutte eccedenti le risorse disponibili o la pur esistente buona volontà, il dipartimento intende curare l'organizzazione di stage presso aziende o enti che consentano esperienze nel campo professionale della progettazione urbana, nonché fornire conoscenze relative alla organizzazione del mercato del lavoro. A titolo esplorativo sono stati organizzati alcuni stage formativi presso enti pubblici ante lauream (ANCI) o post lauream (comune di Guidonia Montecelio), che hanno portato ad utili esperienze, auspicabilmente ripetibili. E’ attualmente in corso uno studio per attivare alcuni stage formativi presso il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Sono stati anche intrapresi contatti con l’ordine degli Architetti di Roma e provincia, che può svolgere una funzione di orientamento a stage presso alcuni qualificati studi professionali.
Va comunque ricordato che il 25,6% degli studenti hanno una qualche esperienza di lavoro durante il periodo degli studi in attività coerenti con gli studi effettuati, per lo più collaborazioni presso studi professionali.

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