Architettura - Restauro

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Il Corso di Laurea Magistrale in Architettura - Restauro si occupa in particolare dell'intervento progettuale sul patrimonio edilizio e monumentale, sviluppando una tematica cruciale e particolarmente qualificante della professione (il restauro dei monumenti è infatti l'unica attività nel campo della progettazione esclusivamente riservata agli architetti).
Il corso di laurea amplia e approfondisce gli elementi disciplinari specifici già presenti nel corso di Laurea in Scienze dell'Architettura, consentendo l'apprendimento dei modi e delle tecniche di formazione dell'edilizia urbana di ogni genere e grado, e fornisce nello stesso tempo possibilità di sperimentazione applicativa e di sintesi progettuale sul tema del recupero della qualità del patrimonio architettonico, con riferimento sia agli aspetti archeologici e monumentali sia a quelli dell'ambiente edilizio e urbano dei centri storici.
Gli obiettivi del percorso formativo sono quelli di istruire un programma di studio sui diversi temi della valorizzazione del patrimonio architettonico, controllato dal punto di vista scientifico e operativo, attraverso un equilibrato rapporto di insegnamenti teorici e progettuali.

OBIETTIVI
OBIETTIVI
L’Architetto
I laureati, superato l'esame di stato per l'accesso, potranno iscriversi a uno degli ordini nazionali nella Sezione A- Settore Architettura dell’albo degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori; inoltre, è in corso la procedura di accreditamento del percorso formativo presso la Commissione Europea, che permetterà ai laureati di esercitare la loro attività e stabilire la loro sede professionale in uno degli stati aderenti all'Unione Europea.

Gli architetti trovano impiego non solo nel campo dell'edilizia, ma anche in settori più o meno affini all'architettura, e possono svolgere una vasta gamma di attività professionali sia in forma autonome che in forma di collaborazione presso enti istituzionali, aziende pubbliche e private, studi professionali, società di promozione e di ingegneria operanti nei campi della progettazione architettonica e urbana, industrie di settore e imprese di costruzione.(vedi il DPR 328/2001 sulla riforma delle professioni)

L'architetto è la figura professionale massimamente esperta nella progettazione architettonica e urbana a qualsiasi scala, nel restauro dei monumenti, dell’urbanistica, nella progettazione del paesaggio, nell'allestimento, nell'estimo immobiliare e nel disegno. È storicamente tra gli attori principali della trasformazione dell'ambiente costruito.

Il curriculum del corso di laurea, senza trascurare nessuno degli aspetti citati, pone un particolare accento sul campo del restauro.


Attività professionale autonoma
Collaborazione con enti, studi professionali, aziende, società di progettazione, imprese di costruzione.


Nell'ambito di una piena, articolata e consapevole formazione dell'architetto europeo, obiettivo comune di tutti i corsi di laurea magistrali, il Corso di Laurea magistrale in Architettura - Restauro si occupa in particolare dell'intervento progettuale sul patrimonio edilizio e monumentale, sviluppando una tematica cruciale e particolarmente qualificante della professione (il restauro dei monumenti è infatti l'unica attività nel campo della progettazione esclusivamente riservata agli architetti).
Il corso di laurea amplia e approfondisce gli elementi disciplinari specifici già presenti nel corso di Laurea in Scienze dell'Architettura, consentendo l'apprendimento dei modi e delle tecniche di formazione dell'edilizia urbana di ogni genere e grado, e fornisce nello stesso tempo possibilità di sperimentazione applicativa e di sintesi progettuale sul tema del recupero della qualità del patrimonio architettonico, con riferimento sia agli aspetti archeologici e monumentali sia a quelli dell'ambiente edilizio e urbano dei centri storici.
Gli obiettivi del percorso formativo sono quelli di istruire un programma di studio sui diversi temi della valorizzazione del patrimonio architettonico, controllato dal punto di vista scientifico e operativo, attraverso un equilibrato rapporto di insegnamenti teorici e progettuali.
La struttura del percorso formativo delle tre lauree magistrali è volutamente organizzata in modo analogo ed è articolata in semestri tematici, caratterizzati da laboratori applicativi spiccatamente interdisciplinari. I contenuti, invece, sono differenziati in relazione agli obiettivi formativi specifici dei singoli corsi.
In particolare, il Corso di Laurea magistrale in Architettura-Restauro prevede una sequenza di corsi di cultura scientifico-tecnica e storico-critica che comprendono l'approfondimento degli aspetti conoscitivi e applicativi della costruzione storica,
del progetto del restauro urbano ed architettonico, e la sistemazione critica, guidata da una sperimentazione operativa, sui diversi temi relativi alla cultura del patrimonio storico, artistico e antropologico. Sono previste, nell'ambito di una serie di attività didattiche, iniziative di collegamento con diverse Istituzioni pubbliche, responsabili a diverso titolo del patrimonio architettonico delle città e dei paesaggi storici italiani. Il quarto semestre è occupato prevalentemente dall'elaborazione della tesi di laurea, che può avvenire autonomamente con un relatore a scelta del laureando, oppure all'interno di un laboratorio di tesi tra quelli di anno in anno istituiti dal Dipartimento, volti a completare l'iter didattico con un contributo specialistico.
Ai sensi della normativa vigente, per essere ammessi ad un corso di laurea magistrale LM-4,
- occorre essere in possesso di una laurea o di un diploma universitario di durata triennale (DM 270/04, art. 6),
- è requisito curricolare inderogabile l'adempimento delle attività formative indispensabili riportate nella tabella relativa alla laurea in Scienze dell'Architettura L-17 (108 CFU vedi ordinamento classe L-17 DM 16 marzo 2007),
- aver superato i test d'ammissione obbligatori per l'iscrizione ad un corso di laurea e/o di laurea magistrale a ciclo unico, con la esplicita finalizzazione diretta "alla formazione di architetto", come regolato a livello nazionale ogni anno dal Ministero che determina a livello nazionale, con proprio decreto, il numero di posti per le immatricolazioni degli studenti per tali corsi di studio.

Non vengono considerate ai fini della valutazione dei requisiti le attività didattiche acquisite con attività extra-curriculari, post-lauream o corsi singoli.
a - Conoscenza e capacità di comprensione (knowledge and understanding)
La struttura didattica del corso di laurea magistrale, nell'ambito più generale del presente descrittore, è organizzata specificamente per ottenere che i laureati acquisiscano:
a1 - conoscenze e capacità di comprensione relativamente ai vari ambiti disciplinari proposti, compresi quelli del primo ciclo di studi, alla loro consequenzialità logica e strutturale ed alle loro mutue relazioni;
a2 - conoscenze e capacità di comprensione dei processi tipicamente induttivi e complessi propri dell'attività progettuale in generale;
a3 - conoscenze, padronanza e capacità di comprensione delle strumentazioni tecniche, dei linguaggi specifici, dei metodi, delle abilità connesse alla produzione progettuale dell'architettura;
a4 - capacità di estendere le proprie conoscenze e capacità di comprensione, giungendo all'elaborazione e sviluppo di idee, linee di ricerca e proposte originali nel campo delle tematiche attinenti l'architettura.
L'obiettivo a1 è perseguito innanzi tutto con la programmazione ordinata e sequenziale delle attività didattiche e con la loro ragionata alternanza tra approfondimenti teorico-critici e fasi applicative (i corsi di laurea magistrali nel campo dell'architettura si distinguono per la loro struttura stringente e per la compresenza del "fare" col "saper fare" e col "conoscere"). Inoltre la maggior parte delle attività formative presenta una struttura sostanzialmente interdisciplinare, dove più moduli settoriali concorrono a costituire veri e propri "corsi integrati".
Gli obiettivi a2 a3 a4 sono perseguiti soprattutto nei "laboratori": strutture didattiche di carattere applicativo e progettuale, riferite a ss.dd. centrali della cultura e della prassi architettonica (icar/14, icar/19, icar/21, icar/09), ma anche caratterizzate da un'elevata interdisciplinarità. I laboratori, più in particolare, hanno un rigoroso obbligo alla frequenza, un numero ridotto di studenti ammessi (max 50 per laboratorio) e infine godono di un'elevata dotazione di spazi, strumentazioni e supporti didattici (tutors). Fondamentale è il fatto che essi siano mirati non solo a proporre esperienze di carattere tecnico applicativo nel campo progettuale, ma a verificarle, in costante contraddittorio critico, sul piano delle conoscenze (generali e specifiche), dei metodi (tradizionali ed innovativi) e della responsabilità sociale.
L'obiettivo a4, che è in generale promosso dalla stessa natura conoscitiva del progetto (uno spazio di ricerca che non è solamente deduttivo, ma che implica una personale e rischiosa ricerca del nuovo), viene perseguito anche dall'articolazione dei laboratori nei semestri, che, pur restando attentamente guidati dai docenti, lasciano progressivamente più spazio alla definizione personale e autonoma delle linee di ricerca: questo vale in particolare nel laboratorio del quarto semestre e nella prova finale.
Le modalità di verifica del raggiungimento di questi obiettivi, oltre agli esami tradizionali, presenti in numero ridotto, prevedono vari strumenti intermedi (prove applicative, produzione di elaborati teorici o tecnici, ecc.), programmati liberamente e non burocraticamente durante i semestri, senza che essi si costituiscano come frazioni di esame o diano luogo ad alterazioni o interruzioni del normale ciclo di apprendimento. In particolare i laboratori vedono nella stessa costante critica dell'evoluzione dei progetti prodotti dagli studenti una sostanziale verifica in itinere, che di fatto conferisce all'esame finale un carattere quasi secondario. b - Capacità di applicare conoscenza e comprensione (applying knowledge and understanding)
I laureati devono essere capaci di:
b1 - applicare le loro conoscenze, capacità di comprensione ed abilità nel campo del progetto di architettura (in senso ampio, cioè nel progetto del nuovo, nel restauro, nel progetto urbano), affrontandone l'intrinseca complessità e la specifica processualità;
b2 - applicare le loro conoscenze, capacità di comprensione ed abilità nel campo della cultura architettonica (urbana, del restauro) nel risolvere o istruire problemi e tematiche complesse, anche interdisciplinari.
Premesso che l'applicazione delle abilità e delle conoscenze è implicita nella frequentazione di un corso di laurea magistrale che ha il progetto come obiettivo istitutivo, va detto che la duplice natura di questo descrittore ha un preciso riscontro nel ruolo che un architetto maturo e consapevole dovrebbe poter svolgere nella società contemporanea: quello di un professionista dotato di capacità operative efficaci ed elastiche e insieme di capacità critiche e conoscitive.
Facendo riferimento al testo che illustra il precedente descrittore, dove è illustrata la struttura didattica formativa connessa a questo obiettivo, va precisato che il tema dell'applicazione delle conoscenze ed abilità è sviluppato, in questo corso di laurea, attraverso una particolare attenzione alla concretezza ed attualità delle proposizioni didattiche. In particolare:
- i temi applicativi dei laboratori progettuali si riferiscono a casi e problemi reali, spesso particolarmente urgenti, presenti nella città contemporanea, sviluppati secondo un'ordinata e crescente difficoltà e complessità di soluzione.
- i soggetti delle ricerche e degli studi proposti dai corsi si riferiscono a questioni culturali (metodologiche, analitiche, critiche) vive ed aperte nel tessuto della società contemporanea.
- i temi di studio proposti da laboratori e corsi propongono una particolare attenzione a tutti gli aggiornamenti strumentali, conoscitivi e di ricerca, che la realtà nazionale e soprattutto internazionale propone.
Si noti come questa scelta verso la concretezza e l'attualità comporti una facilitazione nella verifica dei risultati didattici, la cui maggiore o minore credibilità ed efficacia risalta proprio nel confronto con l'evidenza sociale dei problemi attuali.
Va aggiunto, sempre in tema di applicazione delle conoscenze, che il presente corso di laurea magistrale, orienta le attenzioni dello studente verso una delle componenti essenziali del ruolo dell'architetto della società (progetto architettonico, progetto urbano e restauro), ma non smarrisce il senso della sua formazione complessiva: non forma insomma degli specialisti, ma degli architetti completi.
Autonomia di giudizio
c - Autonomia di giudizio (making judgements)
I laureati devono essere capaci di:
c1 - utilizzare le loro conoscenze, capacità di comprensione ed abilità nel campo del progetto e della cultura architettonica, integrandole con la comprensione della complessità e contraddittorietà del reale e con la consapevolezza delle responsabilità sociali ed etiche che questo esercizio comporta;
c2 - maturare una propria autonomia di giudizio nell'esercizio delle proprie conoscenze, capacità di comprensione ed abilità nel campo del progetto e della cultura architettonica, evitandone ogni applicazione meramente meccanica, ripetitiva o tecnicistica.
Il raggiungimento di una libera e consapevole autonomia di giudizio è un obiettivo centrale per un corso di laurea al cui centro sta il progetto architettonico (edilizio, urbano o di restauro che sia), attività che chiede appunto l'esercizio di responsabili, complesse, e spesso molto difficili scelte individuali (non per caso il progetto è fra le attività a cui viene attribuito un potenziale rischio sociale), ed è un obiettivo - infine - che può essere perseguito soltanto attraverso un complesso sistema di procedimenti maieutici: cioè attraverso strategie interdisciplinari, confronto fra opinioni, pratiche di discussione e comunicazione, piuttosto che attraverso l'insegnamento di singole discipline.
Per questo, innanzi tutto, il presente corso di laurea magistrale è fortemente strutturato per far interagire l'attività progettuale sia con discipline miranti a un costante aggiornamento metodologico, conoscitivo, scientifico e sociologico, sia anche con discipline che promuovano un arco di riflessioni più generalmente culturale e umanistico: qui vale in particolare il ruolo delle discipline storiche (o storico-critiche), che soprattutto nei corsi di laurea magistrali assumono un carattere eminentemente formativo piuttosto che informativo.
Poi ancora concorrono a questo obiettivo ed implicitamente alla sua valutazione (o, meglio, autovalutazione):
- la pratica di discussioni collettive dei risultati progettuali, applicata in tutti i laboratori;
- la pratica dell'esposizione finale dei progetti in mostre pubbliche;
- la pubblicità della discussione delle tesi di laurea e l'esposizione pubblica dei loro elaborati;
- la pubblicità dei vari prodotti (progettuali e no) del corso di laurea, ottenuta attraverso il sito di facoltà e varie pubblicazioni dedicate;
- l'uso di strumenti in rete per la comunicazione e la discussione dei lavori progettuali in itinere.
- la frequente programmazione di conferenze e "lectures" di docenti, critici e professionisti di valore nazionale ed internazionale;
- l'interazione e lo scambio di esperienze fra più corsi (di laurea, magistrali, di perfezionamento, master) nella stessa facoltà;
- gli scambi Erasmus, i viaggi di studio, ecc.;
- lo sviluppo e l'incentivo di sistemi di valutazione dei corsi e di iniziative di discussione da parte degli studenti.
Abilità comunicative
d - Abilità comunicative (communication skills)
Il presente corso di laurea si attende che i propri laureati debbano saper comunicare a interlocutori specialisti e non specialisti in modo chiaro e privo di ambiguità (sia sul piano verbale e letterario, che su quello tecnico: cioè attraverso tutti gli strumenti grafici, informatici e mediatici propri della cultura architettonica contemporanea) le loro idee, le loro ragioni, i loro progetti e ricerche.
A quest'obiettivo, sul versante della comunicazione tecnica, sono dedicati alcuni corsi e/o moduli, specialmente rivolti a fornire strumenti ed aggiornamenti sul piano del disegno, della rappresentazione e del rilievo (con modalità sia tradizionali che informatiche). Queste attività didattiche, che procedono alla valutazione dei risultati con le modalità descritte più sopra, sono supportate da vari laboratori applicativi attivati dalla Facoltà: si tratta in particolare di un laboratorio informatico, dotato di software ed hardware adeguati e di un laboratorio modelli (ad ambedue i laboratori applicativi sono connessi corsi opzionali per l'addestramento e l'aggiornamento strumentale).
Sul versante della comunicazione scritta e verbale, il corso di laurea si affida:
- alla richiesta, avanzata da quasi tutti i corsi teorici e nei laboratori, di presentazioni scritte (tesine, ricerche, curricula ragionati e critici delle proprie attività, ecc.), intese come elementi essenziali per la valutazione dei risultati specifici e delle abilità comunicative;
- all'utilizzazione generalizzata, sia nella sede dei laboratori progettuali (in itinere ed all'esame), che in sede di laurea, di articolate e complete presentazioni pubbliche orali (con o senza supporti informatici) delle proprie proposizioni progettuali o teoriche; anche questa pratica è intesa come essenziale elemento di valutazione.
Capacità di apprendimento
e - Capacità di apprendimento (learning skills)
Il presente corso di laurea si attende che i propri laureati debbano aver sviluppato capacità di apprendimento ed abilità progettuali tali da permetter loro un costante aggiornamento e un reale progresso conoscitivo nell'esercizio di una professione che (oggi in particolare) è soggetta a un rapidissimo processo di modificazione strutturale.
La strategia didattica messa in atto per puntare a tale obiettivo si può riassumere in questo: il corso di laurea integra, in ogni caso (anche nelle attività formative dedicate agli aspetti normativi, tecnici, tecnologici e strumentali), gli aspetti e i momenti formativi con quelli informativi. In sintesi, e facendo riferimento a quanto è stato scritto per i precedenti descrittori, tale strategia vede come punti essenziali:
- l'interdisciplinarità, presente sia all'interno alle singole unità didattiche che nella complessiva articolazione del corso;
- l'interazione tra fasi operative e fasi di riflessione culturale;
- l'accentuazione della responsabilità autocritica nella pratica del progetto;
- l'aggiornamento prodotto dal (e cercato nel) confronto di diverse esperienze.
Il criterio essenziale per la valutazione del raggiungimento di questo obiettivo sta nello spazio che viene dato, istitutivamente, all'autonoma espressione e discussione delle proprie proposizioni, motivazioni e proposte progettuali, che (vedi il descrittore d) ha una così gran parte nello svolgimento e nell'esame dei corsi teorici e progettuali, nonché nello svolgimento e presentazione della tesi di laurea.
La prova finale consiste:
1) nella presentazione di un portfolio, illustrante il percorso, comprensivo della Laurea in Scienze dell'Architettura, degli studi e delle ricerche del laureando.
2) nella esposizione di un elaborato progettuale o di una tesi scritta originali.
3) nella discussione sostenuta con la commissione dal laureando su quanto ha presentato.
La tesi di laurea è un elaborato originale realizzato individualmente su temi scientifici e culturali concordati col relatore ed attinente, per contenuti e metodi, il corso di laurea magistrale.

RISULTATI
RISULTATI
INGRESSO
Il corso di Laurea in Architettura-Restauro è caratterizzato da un profilo settoriale e specialistico che porta a registrare un numero contenuto di iscrizioni. I dati relativi all'attrattività in entrata oscillano così in una media costante che registra negli ultimi tre anni il seguente numero di immatricolati: 33 (2013); 32 (2014); 23 (2015) a cui si aggiungono gli studenti stranieri provenienti dagli accordi Erasmus. Un lieve incremento si registra per l'anno accademico 2016-2017, che vede l'immatricolazione di 24 studenti.
Rispetto al Patrimonio in entrata bisogna segnalare una rilevante percentuale di immatricolati che proviene da un altro Ateneo: dal 23,4% del 2013 si è passati al 46,9 % del 2014, fino a raggiungere il 47,8% del 2015 (un trend positivo rispetto alla percentuale dell'Ateneo pari a 31%).

PERCORSO
L'obiettivo del percorso formativo della LM è quello di istruire programmi di studio e di valorizzazione del patrimonio architettonico, controllati dal punto di vista scientifico e operativo. Questo profilo, attraverso un equilibrato rapporto di insegnamenti teorici e progettuali, ha consentito di raggiugere una serie di obbiettivi formativi. I buoni dati relativi al passaggio al secondo anno e quelli sul tasso di abbandono (AA coorte 2012: 6,9; AA coorte 2013: 3,3; AA coorte 2014: 6,2) sono indice di un insegnamento che riesce a coniugare con sufficiente integrazione le differenti esperienze didattiche che comprendono l'approfondimento della cultura storico-critica, l'analisi scientifico-tecnica e l'applicazione progettuale. Nell'ambito di una serie di corsi, si segnalano - avviate da tempo - iniziative di collegamento con diverse Istituzioni pubbliche, responsabili a diverso titolo del patrimonio architettonico delle città e dei paesaggi storici italiani. Dagli esiti del percorso formativo risultano positivi i dati delle percentuali relative ai CFU maturati durante il primo anno accademico che registrano un incremento positivo rispetto ai dati degli anni precedenti (gli ultimi dati a disposizione si riferiscono al 2014): 3,3% (fino a 40 CFU), 26,7% (fino a 50 CFU), 33,3% (fino a 60 CFU), 33,3% (fino a 70 CFU), 3,7% (fino a 80 CFU), 3,7% (fino a 90 CFU). Il numero medio di CFU maturati in corrispondenza del primo a.a. di carriera dagli studenti che frequentano il CdLM nell'a.a. successivo (in corso e ripetenti) è pari a 55,7 (maggiore rispetto alla media del Dipartimento che è di 47,9)

USCITA
La percentuale di studenti che si laurea nel CdS - confrontabile con la media degli Atenei romani - è caratterizzata da un ritardo di circa un anno, legato ai tempi fisiologici relativi alla preparazione della tesi di laurea. I dati Alma Laurea relativi alla tesi di laurea indicano che l'età media degli studenti alla laurea è di 27,3 anni (25-26 anni il 51,4% e 27 anni e oltre il 45,7%), la durata degli studi è pari 3,1 anni, con un indice di ritardo di 0,6 (rapporto fra ritardo e durata legale del CdLM). Va segnalata, inoltre, l'alta percentuale della media dei voti degli esami (17% = 30 e lode, 31% = 30, 17% = 28, 11% = 27, dati NdV) e del voto di laurea che è in crescita, pari a 110,8 punti (Alma Laurea 2015), indice del miglioramento della qualità delle tesi che in numerosi casi sono state seguite in collaborazione con le Istituzioni pubbliche responsabili a diverso titolo del patrimonio architettonico.

Dalla Valutazione della didattica - 2015 del NdV, i dati relativi allo stato occupazionale dei laureati, pur scontando le oscillazioni talora significative tra una rilevazione e l’altra, confermano che la condizione dei laureati di RM3, e nello specifico della LM Architettura-Restauro, è sostanzialmente in linea con quella media nazionale. I dati di riferimento sono quelli elaborati da Alma Laurea (rapporto 2016), che per i laureati nel 2015, rispetto alla Quota di laureati occupati a 1 anno dalla laurea, registra, su un campione di 11 intervistati (su 15 laureati), un tasso di occupazione pari al 37,5%; un dato che a tre anni dalla laurea sale al 72,7% (in linea rispetto ai dati dell’Ateneo 76,9%). Come negli anni precedenti, risulta una percentuale elevata di laureati, pari al 72,7 %, che hanno partecipato a diverse attività di formazione post-laurea (tirocinio, stage in azienda, Scuola di Specializzazione, Master, Dottorato). Le medie relative al guadagno netto in euro sono contenute: 501 € (a un anno dalla laurea) e 1.084 € (a tre anni dalla laurea), leggermente superiori rispetto alle precedenti rilevazioni. Ricordiamo che i dati presentano sempre molte fluttuazioni, quindi è difficile trarre delle conclusioni a livello dei singoli Corsi di Studio, che non rischino di essere smentite alla prossima rilevazione.
Nell'ambito di una serie di corsi, si segnalano - avviate da tempo - iniziative di collegamento con diverse Istituzioni pubbliche, responsabili a diverso titolo del patrimonio architettonico delle città e dei paesaggi storici italiani (Direzione Musei dello Stato della Città del Vaticano, Comune di Tivoli, Soprintendenze, Quirinale, FAI).
Gli enti che hanno ospitato gli studenti a svolgere stages professionale hanno manifestato sempre un'ottima opinione relativa al lavoro svolto dagli stagisti. Questo giudizio positivo conferma la necessità di continuare a promuovere ed ampliare spazi di interlocuzione tra il CdS e organizzazioni rappresentative a livello locale e nazionale della produzione, dei servizi e delle professioni, al fine di intraprendere concrete iniziative di sostegno all'occupazione. Sono stati anche intrapresi contatti con l'ordine degli Architetti di Roma e provincia, che può svolgere una funzione di orientamento a stage presso alcuni qualificati studi professionali.
Diversi laureati hanno, inoltre, partecipato a premi, mostre e pubblicazioni per i migliori lavori di tesi (premio dell'ARCo-Associazione per il Recupero del costruto, premio “Hassan Fathy” dell'Ordine degli Architetti di Roma e Provincia, mostra del Dipartimento di Architettura, Arquelogia y proyecto de arquitectura, Città del Messico, 8 febbraio-12 marzo 2016, catalogo Roma Tre-press, Roma 2016, Atti del Convegno SIRA Ricerca/Restauro 2017). Visto che tra gli aspetti ritenuti rilevanti nella ricerca del lavoro risulta importante l'acquisizione di professionalità (78,% dei laureati), sarà necessario sostenere e sviluppare oltre ai rapporti con il mondo del lavoro la specializzazione del Terzo livello. In tal senso è stato pensato il Master in biennale internazionale di secondo livello in "Culture del Patrimoni - Conoscenza, tutela, valorizzazione, gestione", del Dipartimento di Architettura e del Dipartimento di Studi aziendali. Il Master propone una formazione post laurea, mirata a ricomporre in una visione territoriale, contestuale e organica, i contributi delle competenze specialistiche necessarie alla conoscenza, cura e gestione del patrimonio, in sintonia con la recente riorganizzazione degli organi centrali e periferici del MIBACT e con le migliori esperienze provenienti dal campo dell'associazionismo culturale.

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