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In calo le iscrizioni degli studenti europei nel Regno Unito. Il commento del rettore Panizza

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Roma, 2 novembre 2016.  - Il numero di candidature degli studenti europei alle università britanniche è in calo del 9% rispetto all'anno precedente. Il dato, diffuso dalla Universities and Colleges Admissions Service (Ucas), organizzazione inglese che si occupa del processo d’iscrizione alle università del Regno Unito, si riferisce ad alcuni corsi universitari: tutti quelli attivi nelle università di Oxford e Cambridge e a quelli di medicina, odontoiatria e veterinaria in tutte le università britanniche. Le candidature degli studenti europei, secondo quanto reso noto, sono 6.240, 620 in meno rispetto all'anno scorso.

«Il dato, anche se ancora parziale, rafforza le valutazioni negative emerse subito dopo Brexit. I tempi necessari a far uscire il Regno Unito dall’Europa sono ancora lunghi e soprattutto incerti ma, forse, è proprio questa indeterminatezza che sta generando confusione tra i nostri studenti, spingendoli verso destinazioni che sentono più “accoglienti”», commenta Mario Panizza rettore dell’Università degli Studi Roma Tre e presidente del Crul (Comitato regionale di coordinamento delle università del Lazio). «Bisogna augurarsi che il fenomeno rimanga circoscritto e che la decisione britannica non interrompa quella spinta a viaggiare che ha animato l’intera “generazione Erasmus”. Purtroppo altri segnali, ancora più gravi e marcati, si stanno addensando intorno al tema dell’accoglienza. La facilità a comunicare, e quindi a conoscere, sarà tuttavia il deterrente più sicuro e incisivo per contrastare il contenimento degli scambi e la divulgazione dei risultati scientifici tra le università».

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