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Progetto Scientifico del Dipartimento di Giurisprudenza

Il progetto scientifico del Dipartimento di Giurisprudenza prende le mosse dalla ricca esperienza maturata nell'Ateneo "Roma Tre" in una prima fase attraverso il Dipartimento di Studi giuridici che ha operato dal 1995 fino a quando, l' 1 gennaio 2006, hanno preso avvio gli attuali tre dipartimenti che, sotto diverse prospettive, hanno coperto il settore della ricerca nel campo del diritto. Il progetto scientifico del costituendo Dipartimento naturalmente porta con sé l'esperienza precedentemente vissuta che già tendeva a rompere l'isolamento della scienza giuridica, pur nel riaffermare la sua peculiarità metodologica. Invero, la scienza giuridica si trova di fronte a un passaggio cruciale. Durante il XX secolo forze interne ed esterne ne hanno ridimensionato il ruolo nel quadro delle scienze sociali, almeno rispetto alla assoluta centralità di cui godeva la lettura giuridica della società nel secolo XIX. D'altra parte, sempre più le società evolute si rivolgono alla scienza giuridica perché dia risposte alle esigenze di disciplina, formazione, regolazione e giustizia che si levano dal mondo in trasformazione rapidissima. La sfida delle scienze giuridiche oggi è di saper rielaborare la propria millenaria tradizione per assumere un assetto capace di dar risposte a questa congiuntura così pressante. Un nuovo Dipartimento di Giurisprudenza nasce proprio per dar risposta a questa sfida.
Vi è un filone progettuale volto alla promozione delle ricerche specialistiche e interdisciplinari degli studiosi di storia, di filosofia del diritto, e dei diversi ordinamenti giuridici (nazionali, internazionali e religiosi), privilegiando la dimensione del divenire storico e delle forme della precettività e dell'interpretazione. La dimensione culturale degli studi giuridici si coordina e si integra d'altra parte con le discipline a spiccata vocazione pratica, rispecchiando così la struttura stessa del diritto, che è al contempo scienza e prassi, filosofia e casistica. In tal senso, il progetto del Dipartimento esclude ogni prospettiva puramente evoluzionistica, nella consapevolezza che il diritto della contemporaneità - nelle sue varie forme - sembra porsi da un lato con elementi di continuità, ma altresì con elementi di rottura che escludono talvolta una "fisiologica" evoluzione del passato. L'Europa della nuova Unione Europea ed il superamento (o quantomeno il ripensamento) della dimensione statuale e/o regionale rendono opportuno un percorso di rielaborazione che evidenzi soluzioni di continuità e momenti di frattura sul piano delle concrete esperienze storiche e dei modelli di teoria costituzionale e dello Stato. In questo contesto di studi appare senz'altro positivo il mantenimento della coordinazione già operante con il Centro di ricerca interdipartimentale per gli studi politico-costituzionali e di legislazione comparata (CRISPEL).
Altro filone progettuale degli "studi giuridici" vuole comprendere in un'ottica unitaria, ma multidisciplinare, la complessa realtà delle relazioni umane richiedenti regolamentazione con approccio che tenga conto del peculiare profilo della realtà contemporanea costituito dalla regionalizzazione e internazionalizzazione, senza che peraltro sia superato il referente statuale del diritto. In questo contesto, la dimensione europea appare il focus della riflessione giuridica - condotta anche con metodo storico e comparatistico e dell'analisi economica del diritto - dello studio delle fonti e della dinamica delle relazioni giuridiche nazionali e internazionali. In altri termini, il Dipartimento risponde all'esigenza di condurre la ricerca in termini di comprensione della tensione fra il piano nazionale della disciplina e quello europeo. E, d'altra parte, questi piani si confrontano col livello universale che sempre più li condiziona, man mano che la sfera di regolamentazione internazionale si estende a settori che pur rientrano nella sfera di disciplina di altri livelli. Dunque, in termini sintetici, si tratta di rispondere, con la ricerca, alla sfida che il processo di internazionalizzazione delle relazioni umane pone alla loro regolamentazione giuridica sotto la spinta di processi economico-sociali che pure debbono essere ben tenuti presenti nella riflessione. In questa prospettiva, le tradizionali discipline giuridiche (da quelle storiche e filosofiche a quelle privatistiche, da quelle pubblicistiche a quelle penalistiche, da quelle processualistiche a quelle internazionalistiche e dell'Unione Europea, nonché a quelle comparatistiche) sono spinte a porre i problemi su livelli molteplici, appropriandosi ciascuna delle tecniche specifiche di ciascuno di essi in un'ottica di più stretta collaborazione. Chi è dedito allo studio del diritto nazionale è chiamato a farlo in una prospettiva di integrazione delle soluzioni in un ambito europeo e internazionale. Chi studia il diritto europeo è chiamato a farlo in una ottica che non può prescindere dalla idoneità delle soluzioni a operare quale diritto nazionale interindividuale, e a rispondere alle linee di disciplina del circuito internazionale. Chi studia specificamente le tematiche del circuito giuridico internazionale si rende conto di non potere prescindere dalle soluzioni proprie del livello europeo e del livello nazionale interindividuale.
D'altra parte, nell'intersecarsi di livelli ordinamentali, si facilita la comprensione del fenomeno della circolazione di esperienze fra sistemi di diritto, nonché della contaminazione reciproca di istituti civilistici con istituti pubblicistici o di altra natura, talché lo studio di ogni disciplina si sviluppa trasversalmente nella consapevolezza degli stretti legami con il complessivo assetto politico, sociale, economico delle relazioni umane.
E, d'altra parte, il profilo della correlazione fra sistemi giuridici e rapporti economico-sociali è un ulteriore aspetto privilegiato degli obiettivi di ricerca, nella convinzione che la scienza giuridica non può crescere in isolamento, bensì in un dialogo vitalizzante con le altre scienze sociali tra le quali le scienze economiche hanno un posto di sicuro rilievo: lo sviluppo di questa prospettiva richiede un elevato grado di interdisciplinarietà e il coinvolgimento di esperti nel campo del diritto e dell'economia. In questo quadro merita anche segnalare che nella nuova riorganizzazione dipartimentale è intenzione che resti ferma l'adesione al CREI (Centro di Ricerca Interdipartimentale di Economia delle Istituzioni) e al Centro per l'Organizzazione, il Management e l'Informatizzazione degli Uffici Giudiziari.
Nel perseguire gli obiettivi scientifici suindicati particolare attenzione è volta al ruolo dei Dottorati di ricerca ad oggi attivi nell'ambito della Scuola Dottorale Internazionale Tullio Ascarelli, dalle Sezioni "Diritto privato per l'Europa", "Diritto Europeo su base storico comparatistica", "Sistemi punitivi e garanzie del cittadino" e "Diritto amministrativo".
La realizzazione del progetto scientifico quale sinteticamente delineato trova inoltre la sinergia del "Centro di eccellenza in diritto europeo Giovanni Pugliese" al quale afferiscono tutti i proponenti del costituendo Dipartimento di Giurisprudenza, oltre a numerosi prestigiosi docenti italiani e stranieri, in particolare degli Stati europei : il Centro ha la finalità di promuovere le scienze giuridiche nell'ambito delle istituzioni giuridiche e politiche europee, allo scopo di favorire, attraverso attività di ricerca, alta formazione e consulenza, l'armonizzazione dell' esperienza giuridica all'interno dello spazio europeo. In particolare, il Centro intende valorizzare la comunicazione e il confronto tra le varie esperienze nazionali, facilitando la realizzazione di progetti comuni tra enti e istituzioni scientifiche europee e internazionali.
Nel contesto progettuale scientifico che si è fin qui delineato, in un quadro di sintesi, il nuovo Dipartimento ha di fronte a sé alcuni obiettivi che così si possono elencare:
1) Coltivare i profili transnazionali, comparatistici e internazionali (non si può impostare una ricerca soltanto nazionale) e le relazioni con gli studi storici, filosofici ed economici.
2) Quanto agli strumenti: a) Accesso agevolato al vastissimo complesso della produzione scientifica con rinnovato ruolo della Biblioteca giuridica con la quale il Dipartimento deve realizzare una più forte sinergia; b) Creazione di luoghi di discussione e di confronto (forum, seminari, incontri periodici interdisciplinari o specialistici)
3) Quanto alle relazioni internazionali: favorire la mobilità degli studiosi sia accogliendo stranieri di diversi livelli sia promuovendo le esperienze di ricerca all'estero dei membri del Dipartimento; promuovere e gestire dottorati di ricerca in cooperazione multilaterale; favorire, nella prospettiva di un multilinguismo consapevole, la conoscenza di lingue straniere necessaria per l'accesso alle molteplici culture giuridiche.
4) Adeguare i progetti di ricerca alle esigenze culturali e pratiche del mondo contemporaneo:
a) Agevolare la partecipazione a bandi europei attraverso la creazione di un settore di supporto dedicato; b) Intensificare i rapporti con gli attori economici e istituzionali, soprattutto nell'area geografica di insistenza del Dipartimento, per elaborare progetti congiunti in risposta alle richieste di sapere giuridico che vengono dalla pratica.
5) Attenzione verso le nuove e più avanzate richieste che vengono sia dalle professioni tradizionali che in generale dal mondo del lavoro.
6) Impostare il processo di reclutamento in conformità agli obiettivi di eccellenza nella ricerca, a partire dal livello di avviamento rappresentato dal dottorato.