Alberi stradali - Una ricerca coordinata dalla prof.ssa Caneva ne svela il codice

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Alberi stradali - Una ricerca coordinata dalla prof.ssa Caneva ne svela il codice
A partire dall’Ottocento le alberate stradali hanno iniziato a costituire un importante elemento di connotazione delle città, assumendo un ruolo centrale sia dal punto di vista ecologico sia socioeconomico e funzionale.
In Italia e in altre realtà europee, esistono tuttavia relativamente pochi dati sulla loro consistenza, diversità e funzionalità a livello specifico, nonché sui criteri di scelta e selezione.

A colmarne la mancanza ci ha pensato una ricerca coordinata dalla prof.ssa Giulia Caneva, docente di Botanica del Dipartimento di Scienze dell’Università degli Studi Roma Tre, pubblicata il 4 maggio sui Rendiconti dell’Accademia dei Lincei, dal titolo: Link identifier #identifier__181021-1“Street trees in italian cities: story, biodiversity and integration within the urban environment”.
Oltre ad una breve indagine di carattere storico, il gruppo di lavoro ha effettuato una valutazione comparativa delle alberate stradali su 15 città italiane (nord: Bologna, Milano, Padova, Torino, Trento e Trieste; centro: Firenze, Perugia e Roma; sud: Bari, Cagliari, Campobasso, Napoli, Palermo e Sassari) tramite sia dati di letteratura sia quelli forniti dai rispettivi Servizi Giardini.

Ne sono risultate 277 specie arboree, di diversa tipologia dimensionale e funzionale, ma poche sono le specie che assumono un rilievo nel paesaggio urbano in termini quantitativi. In particolare, le specie più diffuse nelle città italiane sono risultate il platano (Platanus × hispanica Mill. ex Münchh.), il bagolaro o spaccasassi (Celtis australis L.) e il leccio (Quercus ilex L).

“In generale, la selezione segue valutazioni di idoneità fitoclimatica, relazionata agli evidenti gradienti bioclimatici presenti nel territorio – spiega la prof.ssa Caneva - ma altri fattori, quali funzionalità, estetica economicità e facile reperibilità, sono altrettanto rilevanti. Più del 60% delle specie utilizzate nell’allestimento delle alberature italiane è inoltre di origine esotica.
Non sempre la ricchezza di specie e l’entità della copertura arborea sono proporzionali alle densità abitativa ed evidentemente sia la struttura urbana sia approcci culturali diversi generano una diversa attenzione all’uso di alberate stradali e alla selezione delle specie. Una maggiore attenzione alla scelta dei criteri di selezione risulta necessaria”.
 
Per un approfondimento, l’articolo a firma di Fabio Marzano su Link identifier #identifier__51087-2La Repubblica