Lingue e mediazione linguistico-culturale

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Il Corso di Studio in Mediazione linguistica (Classe di laurea L-12-Mediazione linguistica) è stato istituito nel 2008/2009 con l'intento di formare una figura professionale di mediatore linguistico in grado di rispondere alle nuove esigenze del mondo del lavoro. Grazie ad un'offerta formativa ampia e diversificata (articolata in due curricula, Linguistica e Lingue Europee - LLE e Operatori della Comunicazione Interculturale - OCI), i laureati in Mediazione linguistica uniscono a solide competenze linguistiche, metalinguistiche e filologiche una formazione di base relativa agli ambiti storico-letterari, economico-giuridici e socio-antropologici.
Tali competenze avviano i laureati in Mediazione linguistica verso l'utilizzo di strumenti adeguati per la comunicazione e la gestione dell'informazione, la conoscenza delle problematiche relative a specifici ambiti di lavoro (istituzioni pubbliche, imprese produttive, culturali, turistiche, ambientali, ecc.), anche in relazione alla vocazione del territorio e alle sue possibili evoluzioni, con riferimento alle dinamiche interetniche e interculturali.
Le lingue offerte nel Corso di Studio sono:
- lingua araba - lingua cinese - lingua francese - lingua inglese - lingua portoghese e brasiliana - lingua russa - lingua spagnola - lingua tedesca
Lo studio delle lingue è articolato in lezioni, esercitazioni e attività di laboratorio. Qualificanti per la formazione degli studenti della laurea triennale sono le esperienze di tirocinio/stage svolte presso enti nazionali e internazionali convenzionati con l'università a tale scopo, in cui gli studenti cominciano ad utilizzare le competenze acquisite durante gli studi universitari anticipando il contatto con il mondo del lavoro, nonché le attività formative e professionalizzanti di Terza Missione previste nelle Attività Altre.
È attiva una fitta rete di scambi con prestigiose università straniere nell'ambito dei programmi comunitari, (Socrates - Erasmus) e di accordi extra-comunitari per l'approfondimento delle lingue araba (Université Européenne d'Été- Lione), cinese (varie Università della Cina Popolare e di Taiwan;) e russa (Università statali di Mosca e S. Pietroburgo). Questa rete permette agli studenti di maturare esperienze di carattere internazionale necessarie per l'attività professionale che svolgeranno e consente confronti costruttivi con diverse realtà accademiche e con nuove forme di ricerca. Sempre nell'ottica di contribuire ad una formazione culturale dinamica, il Corso di Studio si avvale anche di scambi di docenti nei programmi ERASMUS, e di collaborazioni di colleghi stranieri (Visiting Professor), alcuni dei quali sono rimasti per periodi maggiori di un mese impegnati in attività di ricerca, didattica e in collaborazioni scientifiche.
La risposta positiva degli studenti nel corso degli anni – con un elevato numero di iscritti al Corso di Studio, molti dei quali provenienti da regioni italiane diverse e da paesi europei ed extra-europei – ha reso necessario introdurre un sistema di regolamentazione delle immatricolazioni (numero programmato); pertanto, l'accesso al corso è subordinato al superamento di una prova volta a verificare il livello di conoscenza di una lingua comunitaria (livello B1 del “Quadro di riferimento europeo” elaborato dal Consiglio d'Europa). A partire dall'a.a. 2017-18 si richiede inoltre che lo studente straniero frequenti durante il primo anno un corso di italiano L2 presso il Centro Linguistico di Ateneo, affinché raggiunga il livello B2 entro l'inizio del secondo anno, così da garantire la comprensione delle lezioni erogate e un percorso accademico di successo.
Alla fine del triennio, gli studenti acquisiscono basi adeguate alla prosecuzione degli studi nella Laurea Magistrale in Lingue moderne per la comunicazione internazionale - classe LM 38 o all'accesso a un Master di primo livello.

OBIETTIVI
OBIETTIVI
Gli sbocchi professionali previsti per i laureati nel CdL in Lingue e Mediazione linguistico-culturale, nell’ambito di quelli indicati nella Classe, sono:
- impieghi qualificati nella gestione delle relazioni internazionali, sia in contesti privati e d’impresa, sia in contesti istituzionali (pubblica amministrazione, enti locali, strutture del volontariato, ecc..);
- esperti nel settore della ricerca sul campo o in ambiti documentali, con particolare riferimento alle scienze umane e sociali;
- professionisti nell’ambito del turismo, dell’editoria, del giornalismo, delle istituzioni culturali e
della comunicazione in Rete;
- redattori in lingua straniera, oltre che in italiano, di un’ampia gamma di testi, quali promemoria,
rapporti verbali, corrispondenza;
- traduttori in vari ambiti specialistici, quali quello scientifico-divulgativo, economico, commerciale, sociologico, culturale, turistico;
- educatori nel campo della tutela e dello sviluppo culturale dei dialetti e delle lingue di minoranza;
- esperti di intermediazione linguistico-culturale in relazione alle lingue offerte;
- operatori in contesti multi linguistici e multiculturali, quali servizi di accoglienza e assistenza per
immigrati.
Sbocchi professionali possibili per i laureati nel Corso di Laurea in Lingue e Mediazione linguistico-culturale sono:
- operatori in contesti multilinguistici e multiculturali;
- attività di intermediazione linguistico-culturale tra le culture dell'Europa, e tra queste e quelle dell'Asia e dell'Africa con particolare riferimento alle lingue di immigrazione;
- attività legate alla gestione di alcuni aspetti relativi all’ambito delle relazioni internazionali, sia in
contesti privati e d'impresa, che in contesti istituzionali (pubblica amministrazione, enti locali, strutture del volontariato, ecc.);
- attività nell'ambito del turismo, dell'editoria, del giornalismo, delle istituzioni culturali e della
comunicazione in Rete;
- attività in ambiti documentali.
I laureati del CdL in Lingue e Mediazione linguistico-culturale avranno la possibilità di accedere ad una Laurea Magistrale, secondo le disposizioni dei regolamenti ministeriali e delle singole facoltà, o ad un Master di primo livello secondo le normative dell’Ateneo che lo organizza.
I laureati del corso di Laurea dovranno:
- dimostrare il possesso di una competenza operativa effettiva ai livelli prestabiliti in due lingue (due lingue europee, oppure una lingua europea e una extraeuropea), oltre l'italiano;
- possedere conoscenze teoriche sul linguaggio, conoscenze delle principali caratteristiche delle lingue straniere;
- possedere una formazione di base nei metodi e negli strumenti di analisi e di riflessione sulle lingue e i testi, propri della linguistica generale e teorica, delle linguistiche areali, della linguistica applicata, della glottodidattica e della filologia;
- possedere conoscenze sui patrimoni culturali, specificamente letterari e filologici, relativi alle lingue straniere;
- possedere conoscenze sui processi comunicativi in generale, e sulla comunicazione interlinguistica e interculturale, in particolare;
- possedere conoscenze di base sulle problematiche relative ai processi traduttivi;
- possedere nozioni di base in campo economico, giuridico, storico-politico, geografico-antropologico e letterario;
- saper eventualmente utilizzare i principali strumenti informatici e telematici, nella comunicazione, e nella ricerca linguistica.
Lo studio linguistico sarà organizzato in modo da dedicare attenzione specifica alle diverse dimensioni d'uso delle lingue: secondo il canale (scritto, orale, trasmesso ecc.); secondo la variazione sociale e in situazione (utenti di diversa estrazione, usi ufficiali, informali, familiari); secondo i generi testuali e le finalità pragmatiche e comunicative. I due assi portanti della progressione linguistica e culturale che verranno proposti agli studenti in rapporto con le lingue di studio sono i seguenti:
- Asse pratico e applicativo ai fini dell'acquisizione della competenza operativa effettiva delle lingue oggetto di studio;
- Asse teorico e metalinguistico ai fini dell'acquisizione degli strumenti di analisi e di riflessione evoluta sulle lingue, il linguaggio e i testi;
Il Corso di laurea indicherà nel Regolamento eventuali piani di studio mirati ad obiettivi specifici, focalizzati sulla realtà culturale e linguistica europea ovvero extraeuropea, che
* comprendano attività linguistico-formative finalizzate all'apprendimento e sviluppo delle conoscenze comunicative nelle lingue di studio e all'acquisizione delle conoscenze fondamentali in altri ambiti disciplinari necessarie alla mediazione interlinguistica e interculturale;
* comprendano l'introduzione alla traduzione, ai fini della mediazione linguistica di testi di varia tipologia; la valutazione della discussione della prova finale terrà anche conto delle competenze acquisite in una delle due lingue di studio;
* prevedano eventuali insegnamenti economici e/o giuridici funzionali al percorso formativo indicato ovvero altri insegnamenti maggiormente collegati alla vocazione del territorio e alle finalità del corso;
* prevedano eventuali altre esperienze formative e culturali atte a favorire l'inserimento del laureato nel mondo del lavoro.
La durata normale del corso di Laurea in Lingue e Mediazione linguistico-culturale è di tre anni. Per conseguire la Laurea lo studente deve aver acquisito 180 crediti.
Per l'ammissione al corso di Laurea in Lingue e Mediazione linguistico-culturale sono richieste le conoscenze che sono comuni ai percorsi formativi della scuola secondaria.
Inoltre, sono richieste le seguenti ulteriori conoscenze che saranno verificate secondo modalità stabilite nel regolamento del corso di laurea:
- prima lingua: livello B1 - comprensione scritta
Gli eventuali obblighi formativi nel caso in cui la verifica non sia positiva e le modalità di recupero sono stabilite nel Regolamento Didattico.
Autonomia di giudizio
Ci si attende che, attraverso la frequenza alle lezioni e alle esercitazioni delle varie discipline e attraverso la rielaborazione individuale i laureati conseguano la capacità di elaborare giudizi autonomi su questioni complesse. In particolare, con riferimento al loro ambito di studi, ci si aspetta che divengano: capaci di interpretare alcuni dati nel campo delle lingue e delle tradizioni culturali e testuali straniere, nonché di utilizzare metodologie adeguate ad affrontare problematiche legate alle discipline oggetto di studio, anche in prospettiva applicata.
Abilità comunicative
Ci si attende che i laureati conseguano le seguenti capacità:
- saper interagire oralmente nelle lingue straniere oggetto di studio secondo i livelli previsti
- saper esporre oralmente in modo sufficientemente chiaro e fluente informazioni e idee;
- saper svolgere oralmente attività come descrivere, argomentare, commentare, fare una presentazione, dare istruzioni;

- saper scrivere in modo sufficientemente chiaro ed organizzato testi relativi ai temi affrontati nei corsi;
- saper riassumere e commentare informazioni tratte da più fonti scritte;
- saper svolgere per iscritto attività come descrivere e argomentare.
I suddetti risultati verranno raggiunti tramite modalità didattiche che variano in parte a seconda del settore disciplinare:
a) nel settore delle lingue straniere, tramite lezioni, esercitazioni di lingua, laboratorio linguistico, laboratorio di analisi e di traduzione di testi;
b) negli altri settori, lezioni, compiti da svolgere (assignments), eventuali elaborati.
Gli strumenti didattici utilizzati comprendono libri di testo, testi o altri dati linguistici oggetto di analisi, e anche materiali audio e video nel caso delle lingue straniere.
Capacità di apprendimento
Ci si attende che grazie alle conoscenze dichiarative e procedurali acquisite durante le lezioni e le esercitazioni nelle discipline dei vari ambiti di studio, e in generale durante tutti i momenti della loro attività formativa, i laureati sviluppino capacità di apprendimento attraverso:
- strategie metacognitive (la riflessione sulla lingua e sul relativo processo di apprendimento);
- strategie cognitive (l'esplorazione dei differenti stili di apprendimento e la ricognizione dei bisogni individuali);
- strategie comunicative e sociali-affettive (con la pratica delle competenze raggiunte nelle L2).
Tali capacità e strategie consentiranno ai laureati di intraprendere studi successivi in modo almeno in parte autonomo, sia in questi stessi campi specifici che in altri ambiti disciplinari limitrofi.
La Laurea in Lingue e Mediazione linguistico-culturale si consegue previo superamento di una prova finale, che consiste nella presentazione e discussione di un elaborato scritto in una delle discipline previste nel piano di studio dello studente.
Le modalità relative alla tempistica, alla determinazione e preparazione dell'argomento della tesi, alla scelta del relatore, all'ammissione alla discussione dell'elaborato per la prova finale, e allo svolgimento della stessa, sono fissate con delibera dal corso di Laurea secondo le linee stabilite dalla Scuola di Lettere, Filosofia, Lingue.
RISULTATI
RISULTATI
INGRESSO
Numerosità degli studenti in ingresso:
raffrontando le tre coorti 2011, 2012, 2013 risulta sostanzialmente confermato l'aumento del numero di domande di pre-immatricolazione e del numero di partecipanti al test d'ingresso. Il numero delle immatricolazioni è in un costante aumento (335, 355 e 369).
Caratteristiche degli immatricolati:
In riferimento alla coorte 2012-2013 è da segnalare che l'8,1% degli immatricolati ha un diploma conseguito all'estero (media nazionale 6,2%). Il 4,7% degli iscritti ha conseguito almeno un cfu all'estero.
Tipo di scuola e voto di maturità:
rispetto al 2013 si riscontra un lieve aumento degli immatricolati in possesso di maturità scientifica, magistrale e straniera, mentre è in lieve calo il numero degli immatricolati con maturità classica, tecnica, professionale e linguistica. Da segnalare il consistente aumento della componente di immatricolati con maturità straniera.
In merito al voto di maturità, è da rilevare un netto aumento di immatricolati con voto di maturità nella fascia medio-alta (81-90) mentre è in calo il numero di immatricolati con voto nella fascia più alta (91-100) e in lieve diminuzione il numero degli immatricolati nelle fasce di voto più basse. In aumento la percentuale di immatricolati per i quali la votazione di maturità non è disponibile.
Risultati della verifica dei test di ingresso:
per accedere al corso di Laurea, in cui è prevista un'utenza sostenibile di 360 studenti, è necessario superare un test di ingresso che attesti il livello di conoscenza B1 per la prima lingua di studio. Il punteggio medio ottenuto dagli immatricolati ha fatto registrare nel 2014 un lievissimo calo (78,09%) rispetto al dato del 2013 (79,9%).

PERCORSO
Caratteristiche studenti iscritti (part-time, full time, fuori corso):
Dai dati dell'ASI, si rileva che l'77,1% degli studenti del corso di laurea in esame, laureati nel 2014 dichiara di avere avuto esperienze di lavoro durante il periodo di studio.
Di questi, solo nel 14,9% dei casi l'esperienza lavorativa è coerente con gli studi. Il gruppo più consistente (45,7%) è quello degli studenti che sono stati impegnati in lavoro occasionale/stagionale, mentre gli studenti part-time
rappresentano il 24%. Gli studenti con lavoro a tempo pieno sono la minoranza (3,4%).
In merito alla regolarità negli studi, dal campione di studenti laureati nel 2014, il 44,3% risulta in corso, mentre il 36,9% risulta al primo anno fuori corso, e il 15,3% al secondo anno fuori corso. L' 1,9% di studenti risulta al quinto anno fuori corso e oltre. La media in anni della durata degli studi è 3,9; la media del ritardo in anni è di 0,5.
Passaggi, trasferimenti, abbandoni:
Il tasso di abbandono al I° anno è in diminuzione: 22,4% del 2013 rispetto al 28,6 del 2012. Significativo l'aumento, nel 2013, del numero di studenti iscritti al secondo anno (da 165 del 2012 a 214 nel 2013); in lieve flessione le iscrizioni al I anno ripetente.
Una segnalazione importante riguarda il fenomeno di alcuni studenti che, non avendo superato il test di ingresso per mancanza di livello di competenza in lingua straniera, si iscrivono a CdS diversi dello stesso ateneo, per poi sostenere, come esame a scelta, presso il CdS L-12, un esame di lingua e traduzione di I annualità formalizzando poi la richiesta di passaggio al II anno di corso. Questo a
scapito di altri studenti e della didattica che, è organizzata su un numero programmato. Un fenomeno simile riguarda l'iscrizione di alcuni studenti a corsi singoli di lingua e traduzione.
Motivazioni di abbandono:
sul triennio in esame si rileva che il 2,7% degli studenti è passato ad altro
CdS dello stesso dipartimento e che il 6,7% è passato a un CdS esterno; la percentuale delle rinunce formali oscilla nei tre anni con un picco di rinunce nel 2012 (58,1%). Il trasferimento ad altro ateneo, dopo una flessione nel 2012 (10,5%) è risalito nel 2013 (14,7%).
La percentuale dei mancati rinnovi ha subito una drastica flessione nel 2012 e si è mantenuta pressoché invariata.
Andamento del percorso di formazione degli studenti:
Gli studenti iscritti al CdS sono andati crescendo dalla coorte a.a. 2010-2011 al 2012-2013, passando da 850 a 1101. Il numero degli iscritti in corso è tornato nel 2012-2013 (821) sui livelli della coorte a.a. 2010-2011 (831).
Il numero dei docenti sui due curricula del CdS è 27, contro il 42,1 del dato nazionale. La stessa proporzione è riscontrabile riguardo al numero di studenti iscritti in corso per ciascun docente, che risulta essere di 30,4 contro il 16,8 a livello italiano.
L'82,5% degli studenti della coorte 2012-2013 prosegue nello stesso corso al II anno. Nel passaggio i cfu sostenuti sono il 53,8% di quelli previsti e il 47,8% degli studenti prosegue con più di 39 cfu.
Esiti del percorso formativo:
in merito al numero di cfu maturati durante il primo anno accademico, si rileva un discreto aumento della percentuale di studenti che hanno maturato fino a 50 cfu e una diminuzione della percentuale di coloro che hanno maturato 51-60 cfu (da 34% nel 2012 a 28,8% nel 2013). Si evidenzia una tendenza alla diminuzione della percentuale di studenti che nel primo a.a.hanno conseguito fino a 70 cfu. Nel triennio considerato la percentuale di studenti ripetenti è andata leggermente diminuendo (da 49% a 46%). La valutazione dell'esito del percorso formativo dopo un anno dal termine della durata legale (tre anni) è basata sull'analisi dei longitudinale della coorte 2008-2009. Ad un anno dal triennio gli studenti ancora iscritti al CdS rappresentano il 25%, gli abbandoni il 47% mentre i laureati “stabili” sono il 28%. Il voto medio di laurea (102,9), la votazione media degli esami sostenuti (26,7) sono in linea con i CdS nella stessa classe in Italia e nell'area geografica. I laureati “regolari” sono l'11%, e il relativo voto medio esame e voto medio di laurea sono in linea con le medie regionali e italiane.
Medie e distribuzioni dei voti positivi (>17) ottenute negli esami:
rispetto all'anno precedente, nella media dei voti ECTS prevale la fascia D (25-22) con il 32%, seguita dalla fascia B (30-28) con il 30% e dalla fascia C (27-26) con il 26%. Dalle statistiche sulla distribuzione dei voti si rileva che le votazioni più frequentemente assegnate sono quelle comprese tra 26/30 e 28/30, e il 30/30 con il
13%.

USCITA
Laureati nella durata normale e oltre la durata normale (es dopo 1, 2 e 3 anni) del Corso di Studio:
I dati sui laureati del CdS nel triennio 2010/11-2012/13 sono molto positivi: risulta aumentata in modo costante e rilevante la percentuale di studenti laureati nella durata legale del corso. In particolare, tra l'a.a. coorte 2010 e 2011 si passa dal 48,9% al 70,6%. Tra il 2010 e il 2011 si abbassa nettamente, di 15 punti percentuali, la percentuale di laureati fuori corso di un anno, mentre quella dei laureati f.c. da due anni, già tendente alla riduzione, si azzera. Allo stesso modo, a partire dall'a.a. coorte 2011, non sono più registrati casi di studenti f.c. da tre anni o più. La durata media della carriera si è ulteriormente ridotta, anche se di poco, e si attesta per l'a.a. coorte 2011 al 3,3%. Il voto medio di laurea è andato lievemente migliorando, passando dal 100,8 della coorte 2009 al 103,6 della coorte 2011.
I dati mostrano una tendenza negativa nella propensione dei laureati triennali ad immatricolarsi in un CdLM: la percentuale di laureati non immatricolati in un CdLM è passata dal 52% dell'a.a.coorte 2010 all'87,2% del 2013. Tende a diminuire anche il numero di laureati immatricolati in un CdLM dopo uno, due, tre anni dalla laurea (pari a 0 nell'a.a. 2013).
Dall'indagine di Alma Laurea sul collettivo di laureati del CdS nel 2014 (175 intervistati) emerge che l'età media alla laurea è di 24 anni, il punteggio medio degli esami è 26,4, il voto di laurea è in media 101,1 e il tempo medio impiegato per la prova finale di laurea è di 4,4 mesi. Il 44,3% del campione si è laureato in corso mentre la percentuale dei laureati al 1° anno fuori corso è del 36,9%.
L'indice di ritardo è in media dello 0,17. La maggioranza dichiara di aver frequentato regolarmente oltre un terzo degli insegnamenti previsti. Quasi il 43% dei laureati nel 2014 ha svolto periodi di studio all'estero e circa il 25% ha avuto 1 o più esami convalidati. L'85% del collettivo indagato ha svolto tirocini/stage riconosciuti dal CdS: il 42% al di fuori dell'università, il 24% presso l'università e il 18,9% per attività di lavoro riconosciute dal Corso di laurea. Il 77% degli intervistati ha avuto esperienze di lavoro, per lo più occasionale (45,7%) e a tempo parziale (24%) durante gli studi. I giudizi dei laureati nel 2014 sull'esperienza universitaria sono globalmente positivi e il 54,3% si iscriverebbe di nuovo allo stesso corso. Il 78,9% intende proseguire nello studio con una CdLM (59,4%), master universitario (8,6%) o altro tipo di master o corso di perfezionamento (4%). Le prospettive di lavoro dei laureati in uscita nel 2014 si collocano nelle seguenti aree aziendali: marketing, comunicazione, pubbliche relazioni (57,1%), risorse umane, selezione, formazione (52%), organizzazione, pianificazione (44%), ricerca e sviluppo (29,7%), segreteria, affari generali (26,3%), commerciale, vendite (25,7%). Gli aspetti ritenuti più rilevanti ai fini della ricerca di lavoro sono, in primo luogo, l'acquisizione di professionalità (74,9%), sicurezza del posto di lavoro (68,6%), possibilità di carriera (64,6%) e di carriera (61,7%). In secondo luogo, vengono menzionati indipendenza/autonomia, la rispondenza a interessi culturali e la coerenza con gli studi (44,6%). La maggioranza degli intervistati (quasi il 60%) non ha preferenza sul tipo di lavoro cercato e manifesta ampia disponibilità nei confronti di relazioni contrattuali a tempo pieno (76,6%) come part-time (62,3%), e spiccata propensione a lavorare tanto nell'area geografica sede di studio (64,6%) quanto in uno stato europeo (70,3%), così come a effettuare trasferte di lavoro. La provenienza geografica degli studenti in uscita nel 2014 mostra che il 75,6% dei laureati proviene
dalla provincia di Roma, il 9,1% da una provincia limitrofa e il 13,6% dalla stessa ripartizione geografica, anche se non limitrofa. Infine, il 1,7% dei laureati proviene dall'estero. Il 58,3% degli studenti laureati nel 2014 ha alloggiato, per oltre il 50% della durata degli studi, a meno di un'ora di viaggio dalla sede.
I dati sui laureati del 2013 seguiti a 1 anno dalla laurea (130 intervistati) mostrano una buona percentuale di iscritti ad un CdLM (57,7%), spinti soprattutto dalla speranza di migliorare la possibilità di trovare lavoro (42,7%). La laurea magistrale scelta rappresenta nel 62,7% dei casi il proseguimento “naturale” della laurea di primo livello e per quasi il 55% del campione si tratta di un CdLM nello stesso gruppo disciplinare di conseguimento della laurea triennale. Il 40,8% degli
intervistati ha partecipato ad almeno un'attività di formazione post-laurea soprattutto stage in azienda e altro tipo di master o collaborazione volontaria).

Internazionalizzazione
Gli studenti del CdS usufruiscono in modo regolare di programmi di mobilità internazionale, nell'ambito del Programma europeo Erasmus+ (mobilità per studio e tirocinio) e sulla base di altri accordi/convenzioni stipulati da docenti del dipartimento e relativi a paesi di lingua araba, cinese e russa.
I dati relativi alla realizzazione di mobilità nell'ambito del programma Erasmus mostrano, nel triennio in esame (a.a. 2011/12-2013/14, v. tabella sotto), una lieve flessione del numero di studenti in uscita e una più netta diminuzione degli studenti in ingresso. Positiva, invece, la tendenza relativa alla realizzazione di mobilità per il tirocinio.
Programma Erasmus+ Mobilità per studio e tirocinio
a.a.
2011-2012: In entrata 29; in uscita 43; tirocinio 0
2012-2013: In entrata 37, in uscita 44; tirocinio 3
2013-2014: In entrata 25; in uscita 35; tirocinio 4

In riferimento al bando Erasmus+ 2014-2015 sono state assegnate e fruite un totale di 49 borse di mobilità. La percentuale di mancata realizzazione è solamente del 9,2%.
1) I dati relativi agli studenti in mobilità internazionale al di fuori del programma Erasmus evidenziano una costante realizzazione di scambi da/per le aree sinofona (dove il numero di mobilità è particolarmente consistente) e russofona e da/verso due destinazioni europee francofone attive nello studio della lingua araba: Cina e Taiwan (per la lingua cinese);
2011-2012: 22 in uscita e 9 in entrata
2012-2013: 38 in uscita e 8 in entrata
2013-2014: 17 in uscita e 10 in entrata
2) Lione e Losanna (per la lingua araba);
3) Russia (per la lingua russa):
· Università Statale di Mosca (ogni anno 4 mobilità in ingresso e 4 in uscita, ogni anno)
· Università Statale di San Pietroburgo (una media di 2 mobilità in ingresso e 3 in
uscita ogni anno)
I dati forniti da AlmaLaurea sui laureati di primo livello del 2013, si riferiscono a un gruppo di 130 studenti laureati intervistati a 1 anno dalla laurea, di età media di 23,9, con voto medio di laurea di 102,2 e una durata media di studio di 3,8 anni. In merito alla condizione occupazionale emerge che quasi il 40% del campione non lavora ed è iscritto alla laurea magistrale, mentre un 26,2% si trova nella situazione opposta. La percentuale di lavoratori e iscritti ad una laurea magistrale è del 18,5%. Il 44,6% dei laureati intervistati 2013 lavora a 1 anno dalla laurea; il 28,5% è, invece, impegnato nella ricerca di una occupazione.
Una quota del 22,3% non lavora ed è impegnato in un corso universitario/praticantato. Le esperienze di lavoro post-laurea caratterizzano il 24,6% del campione.
58 su 158 intervistati hanno fatto il loro ingresso nel mondo del lavoro. Oltre il 40% ha iniziato a lavorare dopo la laurea, mentre una percentuale di poco inferiore dichiara di aver proseguito il lavoro iniziato prima della laurea. I tempi medi di ingresso nel mercato del lavoro sono molto contenuti: dalla laurea al reperimento del lavoro trascorrono in media 5,1 mesi. L'attuale lavoro ha nel 74,1% dei casi le caratteristiche del part-time. Si tratta, invece, di lavoro stabile nel 17,1% del campione.
Il settore di attività dei laureati è maggioritariamente quello privato (86,2%), seguito dal pubblico (8,6%) e dal non profit (5,2%). Il ramo dell'attività economica è per il 93,1% quello dei servizi (soprattutto “Commercio” 37,9%, “Altri servizi” 24,1%, “Istruzione e ricerca” 10,3% e “Consulenze varie” 6,9%). Il guadagno mensile netto medio dei laureati occupati è di 659 euro, con un introito mensile lievemente più alto per le donne (668 euro contro i 590 euro registrati per gli uomini).
Il 26% degli intervistati hanno notato un miglioramento nel proprio lavoro dovuto alla laurea sul piano delle competenze professionali. Il 37,9% dichiara di utilizzare in misura elevata le competenze acquisite con la laurea triennale, mentre un altro 46,6% ritiene di usarle in misura ridotta. La laurea non è richiesta dall'attività lavorativa nel 53,4% dei casi, laddove risulta richiesta per legge solo per il 6,9%; non è richiesta ma è necessaria nel 22,4% dei casi, non è, invece, né richiesta né utile nel 17,2%. La laurea conseguita è valutata efficace (molto o abbastanza) globalmente per oltre l'80% degli intervistati, che si dichiarano discretamente
soddisfatti dell'attuale condizione lavorativa (voto medio di 6,3/10). Gli occupati che cercano lavoro sono il 44,8%. Oltre il 73% dei laureati si sono impegnati nella ricerca di un lavoro negli ultimi 30 giorni. L'impegno nello studio è il motivo principale (94,3%) per la mancata ricerca di lavoro tra i laureati non occupati.
Mancano contatti documentati e strutturati del CdS con enti o imprese con cui si sono stretti accordi per le attività di stage o tirocinio degli studenti durante il corso degli studi, così come l'acquisizione del loro parere sulla preparazione effettiva degli studenti rispetto a quella attesa.
Da riscontri informali – in assenza di dati specifici – risulta una sostanziale soddisfazione, specialmente in relazione all'uso delle lingue di studio durante il periodo di tirocinio. Il CdS della L12 sta predisponendo dei questionari specifici, dedicati agli enti e alle imprese presso le quali gli studenti svolgono il loro periodo di tirocinio, in modo da acquisire, a partire già dal prossimo a.a., informazioni e dati completi in merito ai risultati dei tirocini. Si auspica la creazione di un database dove siano accessibili, anche al CdS, le informazioni sul feedback degli enti convenzionati in merito alle esperienze di stage e tirocinio svolte dagli studenti.
Informazioni utili
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