20101131 - DIRITTO PUBBLICO ROMANO

Il corso si propone di fornire una conoscenza specialistica dell'evoluzione della praefectura urbi nel quadro delle istituzioni del principato romano, con particolare riferimento alla formazione e al consolidamento della giurisdizione criminale del praefectus urbi dall'età augustea alla svolta severiana.
Al termine del corso, lo studente avrà acquisito la capacità di:
• comprendere l'evoluzione delle competenze del praefectus urbi in materia di sicurezza pubblica (custodia urbis) e repressione criminale, collocandola nel più ampio processo di trasformazione delle istituzioni del principato;
• analizzare criticamente il rapporto tra organizzazione del potere, amministrazione della giustizia e tutela dell'ordine pubblico nell'esperienza giuridica romana;
• interpretare le principali fonti letterarie, epigrafiche e giuridiche (rescritti, costituzioni imperiali e testi del Digesto), applicando i metodi propri della ricerca storico-giuridica;
• ricostruire, attraverso l'analisi delle fonti, le dinamiche di sviluppo della giurisdizione criminale prefettizia e il loro significato nel processo di accentramento amministrativo e giurisdizionale del principato;
• utilizzare con proprietà il lessico tecnico del diritto pubblico romano e argomentare in modo critico su temi concernenti il rapporto tra istituzioni, sicurezza e repressione.
Il corso intende altresì sviluppare l'autonomia di giudizio nell'interpretazione delle fonti e della storiografia di riferimento, favorendo l'acquisizione di un metodo di analisi idoneo ad affrontare lo studio delle istituzioni pubbliche romane e della loro evoluzione.




scheda docente | materiale didattico

Programma

Il corso non ripercorre linearmente l'indice della monografia di riferimento, ma ne riorganizza i contenuti in otto unità didattiche, pensate per condurre lo studente dal quadro metodologico generale, attraverso l'analisi concettuale e casistica, fino alla sintesi storico-dogmatica finale. Ciascuna unità integra la lettura delle fonti con momenti di discussione seminariale e, dove opportuno, con approfondimenti comparativi non presenti nel volume (rapporto con altre giurisdizioni straordinarie, inquadramento nel processo di burocratizzazione dell'amministrazione imperiale).
Unità 1 - Fonti e metodo per lo studio del diritto pubblico romano
Introduzione al corso e al suo oggetto; tipologia delle fonti impiegate nella ricerca sulla prefettura urbana (giuridiche, letterarie, epigrafiche) e criteri della loro critica storico-giuridica; le origini regie e repubblicane della carica e la sua ripresa nel 47 a.C.
Unità 2 - La prefettura urbana come istituzione: la 'rivoluzione' augustea
La riforma di Augusto e la nascita della custodia urbis; il caso di L. Calpurnio Pisone; la delimitazione territoriale della competenza entro il centesimus lapis; collocazione della carica nel sistema delle magistrature e degli uffici del principato. Un seminario dedicato confronta il prefetto urbano con altre figure di sicurezza e giurisdizione straordinaria (praefectus vigilum, praefectus praetorio), per mettere a fuoco la specificità del suo ruolo.
Unità 3 - Il lessico del potere: coercitio, iurisdictio, cognitio extra ordinem
Analisi dogmatica trasversale delle tre nozioni-chiave della materia, con particolare attenzione alla loro evoluzione semantica tra tarda repubblica ed età severiana e al passaggio, nella prassi del prefetto, da poteri di polizia a una vera e propria giurisdizione criminale esercitata extra ordinem.
Unità 4 - Il prefetto giudice nel I secolo: il metodo dei casi di studio
Applicazione del metodo casistico alla lettura delle fonti più risalenti: il testamento di Valerius Fabianus, il caso di P. Cornelius Dolabella e la testimonianza delle Silvae di Stazio, lette come indizi di un esercizio ancora non sistematico della iurisdictio prefettizia.
Unità 5 - L'espansione delle competenze sotto gli Antonini: ordine pubblico e dissenso religioso
Il rescritto a Sex. Erucius Clarus e il problema del preteso rescritto a Salvio Giuliano, letti come tappe della progressiva formalizzazione della giurisdizione criminale prefettizia; la repressione del dissenso religioso nella testimonianza di Giustino martire, con discussione delle cautele metodologiche richieste dall'uso di una fonte apologetica.
Unità 6 - Famiglia, status personale e giurisdizione prefettizia
Le competenze del prefetto in materia di rapporti domestici; i crimina della popolazione servile e liberata; cenni alla giurisdizione 'civile' prefettizia. Sintesi del secondo secolo: dalla giurisdizione 'per casi' a una competenza tendenzialmente generale.
Unità 7 - La svolta severiana: la riorganizzazione dell'officium
L'epistula di Settimio Severo a Fabio Cilone e il dibattito sulla 'rifondazione' dell'officium prefettizio; gli obblighi alimentari del liberto e l'ipotesi in tema di ingratitudo; lettura e commento integrale di D. 1.12.1 (§§ 5-13), assunto come testo-chiave dell'intero corso.
Unità 8 - Dalla giurisdizione di primo grado alla sintesi del sistema
La giurisdizione d'appello del prefetto urbano: cronologia e fondamento giuridico; le riflessioni conclusive della monografia, lette alla luce dei tre momenti evolutivi della giurisdizione criminale del custos urbis; collocazione del fenomeno nel più ampio processo di burocratizzazione del potere imperiale.

Prerequisiti

È richiesta la conoscenza delle nozioni istituzionali di Diritto romano e/o di Storia del diritto romano (in particolare: fonti del diritto, assetto costituzionale del principato). È utile, ma non indispensabile, una conoscenza almeno elementare del lessico giuridico latino; i testi in lingua originale (latino e greco) saranno sempre accompagnati da traduzione italiana a fronte.

Testi Adottati

S. Galeotti, Tra vigilanza e repressione. La giurisdizione criminale del prefetto dell'Urbe da Augusto a Settimio Severo (OPVSCVLA NOVA), Napoli: ES, 2026 (open access).

Modalità Frequenza

La frequenza non è obbligatoria. Si raccomanda tuttavia una partecipazione costante alle lezioni, dato il carattere seminariale e l'impianto fortemente basato sulla lettura diretta delle fonti. Gli studenti non frequentanti sono tenuti a concordare con il docente, nel corso del semestre, il programma d'esame e le eventuali letture integrative rispetto alla monografia di riferimento.

Modalità Valutazione

La verifica dell'apprendimento avviene tramite prova orale finale, volta ad accertare: ● la conoscenza dei contenuti storico-istituzionali del corso; ● la capacità di lettura e commento delle fonti (giuridiche e letterarie) trattate a lezione; ● la capacità di argomentazione critica sui nodi problematici della materia, con riferimento alle posizioni dottrinali principali. Per gli studenti frequentanti è prevista, in alternativa parziale alla prova orale e a titolo facoltativo, la redazione di un breve elaborato scritto (10-15 cartelle) su una fonte o un tema monografico concordato con il docente, da presentare in sede seminariale; l'elaborato concorre alla valutazione finale unitamente a un colloquio orale di verifica sul restante programma. Per gli studenti non frequentanti la prova orale verte sull'intero programma, senza la possibilità di sostituzione con l'elaborato scritto. Lingua utilizzata nelle prove finali: italiano. Criteri di valutazione e composizione del voto: la valutazione finale è espressa in trentesimi (30/30). La valutazione tra il 18 e il 20 corrisponde a una conoscenza sufficiente, ancorché minima e non approfondita, della materia; la valutazione tra il 20 e il 25 evidenzia una conoscenza più che sufficiente / discreta dei contenuti; la valutazione tra il 25 e il 29 mette in luce una buona / molto buona conoscenza delle strutture della materia e una capacità critica dello studente. La valutazione tra il 30 e il 30 e lode corrisponde a una ottima / eccellente conoscenza della materia accompagnata da ottima o eccellente capacità critica, di analisi, di connessione. Le/gli studentesse/studenti con disabilità o disturbi specifici di apprendimento (DSA), che intendano richiedere l'adattamento della prova d'esame, devono seguire le indicazioni riportate nel portale studenti (https://portalestudente.uniroma3.it/iscrizioni/dsa/) e prendere tempestivamente contatto con il Docente.