Il corso ha lo scopo di fornire allo studente conoscenze fondamentali per la comprensione del posto dell'uomo nella natura nel contesto della moderna biologia evoluzionistica. A questo proposito a conclusione del corso lo studente dovrà dimostrare (a) di conoscere morfologia, fisiologia, etologia e cognizione dei primati umani e non umani con un approccio comparativo, (b) di apprezzare il significato adattativo della variazione morfologica e comportamentale nei primati umani e non-umani in una chiave ecologica (c) di conoscere l’evoluzione degli ominoidea (antropomorfe) alla luce delle relazioni filogenetiche tra gruppi viventi ed estinti di primati, e (d) di comprendere le principali tendenze nell'evoluzione degli ominini attraverso le prove fossili delle origini degli esseri umani moderni. Il corso si prefigge di stimolare il senso critico dello studente attraverso la discussione di articoli scientifici e di introdurre lo studente ai temi centrali dell’antropocentrismo.
scheda docente materiale didattico
- Paleoantropologia e la Transizione degli Hominini - I primi Hominini del tardo Miocene e Pliocene: analisi dei fossili chiave (Sahelanthropus, Orrorin, Ardipithecus) e dibattito paleoantropologico sulle origini de bipedismo. La radiazione delle Australopitecine: morfologia, paleoecologia e relazioni filogenetiche tra i generi Australopithecus (es., A. afarensis, A. africanus, A. sediba) e Paranthropus (P. aethiopicus, P. boisei, P. robustus). La transizione biomeccanica ed ecologica: bipedismo, adattamenti e vincoli biomeccanici del post-cranio (bacino, femore, colonna vertebrale, anatomia del piede); dieta e dimorfismo sessuale ancestrale, ricostruzione delle diete e analisi del marcato dimorfismo sessuale corporeo e canino in relazione ai sistemi di accoppiamento e alla competizione intrasessuale.
- Il Genere Homo e la Filogenesi Hominini - L'emergere del genere Homo: Homo rudolfensis e H. habilis. Impulsi climatici, encefalizzazione primaria e la prima produzione litica (Olduvaiano/Modo 1). La prima grande dispersione (Out of Africa I): Morfologia, evoluzione e variabilità geografica di H. erectus (sensu lato) in Africa e in Eurasia (H. ergaster, H. georgicus, i reperti dell'Asia orientale). La transizione del Pleistocene Medio (Out of Africa II):: H. antecessor e H. heidelbergensis, il popolamento dell'Europa. Encefalizzazione secondaria, affermazione dell'industria Acheuleana (Modo 2) e controllo del fuoco. Evoluzione biologica e culturale del genere Homo - L'impatto del tool use e del controllo del fuoco sulla variazione nutrizionale (Expensive-Tissue Hypothesis e Cooking Hypothesis). La riduzione del dimorfismo sessuale: conseguenze metaboliche, organizzazione delle cure parentali e implicazioni socio-ecologiche nella linea di H. erectus e delle forme successive.
- Homo sapiens, Hominini Contemporanei e Modelli Biogeografici – La sfida di H. naledi. I Neandertal e i Denisovani: anatomia, paleogenetica, adattamenti morfoclimatici ed ecologia comportamentale di H. neanderthalensis. Sviluppo del sistema litico Levallois (Modo 3) del Paleolitico Medio nei Neandertal e negli ominini eurasiatici. Le evidenze fossili e biomolecolari dell'uomo di Denisova e la loro integrazione nel quadro filogenetico. Origine ed evoluzione di Homo sapiens: radici africane ed evidenze paleoantropologiche; modelli biogeografici a confronto (ipotesi dell'Origine Africana Recente vs. modelli multiregionali e pan-africani). La terza grande dispersione (Out of Africa III): rotte migratorie, cronologia del popolamento globale di H. sapiens ed espansione biogeografica nel Pleistocene superiore, con l’esplosione dell’industria laminare (Modo 4) del Paleolitico Superiore. Interazioni e dinamiche di flusso genico: Contatti, modelli di sovrapposizione biogeografica e fenomeni di ibridazione tra H. sapiens, Neandertal e Denisovani. Specie endemiche e forme insulari: H. floresiensis, H. luzonensis e le dinamiche evolutive di nanismo insulare nel genere Homo.
- Tendenze Evolutive Generali e Frontiere della Ricerca - Caratteri complessi e tendenze macroevolutive: encefalizzazione e riorganizzazione cerebrale, costi metabolici, sviluppo ontogenetico e riorganizzazione strutturale dell'encefalo; cultura materiale e ingegno manipolativo, evoluzione delle capacità prensili e della coordinazione oculomotoria in relazione alle industrie litiche (dall'Acheuleano al Paleolitico Superiore); neotenia preminente nella linea umana, flessibilità comportamentale e apprendimento sociale prolungato.
Fleagle, J. G. (2013). Primate adaptation and evolution. Third Edition. Academic press.
Manzi G. (2013). Il grande racconto dell'evoluzione umana. Bologna: Il Mulino
Il professore riceve previo appuntamento via mail: monica.carosi@uniroma3.it
Programma
- Primatologia ed Evoluzione dei Primati - Introduzione all'ordine Primates: definizione dei caratteri sistematici e anatomici distintivi (adattamenti all'ambiente arboricolo, apparato visivo stereoscopico, specializzazioni della mano e del piede, tendenze nello sviluppo encefalico) in comparazione con gli altri mammiferi placentati. Biogeografia ed ecologia dei primati: distribuzione geografica attuale e paleogeografia, analisi delle strategie ecologiche, delle strutture sociali, dei sistemi di accoppiamento e dei modelli di life history (ciclo vitale, strategie K, dinamiche di accrescimento). Filogenesi degli Hominoidea: relazioni sistematiche tra le antropomorfe attuali (Hylobatidae, Ponginae, Gorillini e Panini) e la linea umana (Hominini), anatomia comparata del post-cranio, del complesso cranio-facciale e del sistema dentario. Origine e radiazione adattativa: le tre ipotesi proposte; prime fasi evolutive dell'ordine nei contesti del Paleocene e dell'Eocene (Plesiadapiformes, Adapidae, Omomyidae) e la radiazione degli Strepsirrhini; la radiazione degli Haplorrhini con focus sui Tarsiiformes, Platyrrhini e Catarrhini nell'Oligocene e nel Miocene. Radiazione adattativa dei primati nel Miocene: gli Hominoidea basali dell'Africa orientale e la radiazione del Miocene inferiore (es. Proconsul); transizione anatomo-funzionale, vincoli locomotori (postura pronograda vs. sospensoria) e caratteri dentari e craniici della linea hominoidea; radiazione eurasiatica nel Miocene medio e superiore (Dryopithecinae, Sivapithecus, Giganthopithecus), adattamenti scheletrici alla locomozione sospensoria e brachiazione, biogeografia e vincoli paleoclimatici della crisi del Miocene superiore; diversificazione ecologica e morfologica degli Hominoidea miocenici.- Paleoantropologia e la Transizione degli Hominini - I primi Hominini del tardo Miocene e Pliocene: analisi dei fossili chiave (Sahelanthropus, Orrorin, Ardipithecus) e dibattito paleoantropologico sulle origini de bipedismo. La radiazione delle Australopitecine: morfologia, paleoecologia e relazioni filogenetiche tra i generi Australopithecus (es., A. afarensis, A. africanus, A. sediba) e Paranthropus (P. aethiopicus, P. boisei, P. robustus). La transizione biomeccanica ed ecologica: bipedismo, adattamenti e vincoli biomeccanici del post-cranio (bacino, femore, colonna vertebrale, anatomia del piede); dieta e dimorfismo sessuale ancestrale, ricostruzione delle diete e analisi del marcato dimorfismo sessuale corporeo e canino in relazione ai sistemi di accoppiamento e alla competizione intrasessuale.
- Il Genere Homo e la Filogenesi Hominini - L'emergere del genere Homo: Homo rudolfensis e H. habilis. Impulsi climatici, encefalizzazione primaria e la prima produzione litica (Olduvaiano/Modo 1). La prima grande dispersione (Out of Africa I): Morfologia, evoluzione e variabilità geografica di H. erectus (sensu lato) in Africa e in Eurasia (H. ergaster, H. georgicus, i reperti dell'Asia orientale). La transizione del Pleistocene Medio (Out of Africa II):: H. antecessor e H. heidelbergensis, il popolamento dell'Europa. Encefalizzazione secondaria, affermazione dell'industria Acheuleana (Modo 2) e controllo del fuoco. Evoluzione biologica e culturale del genere Homo - L'impatto del tool use e del controllo del fuoco sulla variazione nutrizionale (Expensive-Tissue Hypothesis e Cooking Hypothesis). La riduzione del dimorfismo sessuale: conseguenze metaboliche, organizzazione delle cure parentali e implicazioni socio-ecologiche nella linea di H. erectus e delle forme successive.
- Homo sapiens, Hominini Contemporanei e Modelli Biogeografici – La sfida di H. naledi. I Neandertal e i Denisovani: anatomia, paleogenetica, adattamenti morfoclimatici ed ecologia comportamentale di H. neanderthalensis. Sviluppo del sistema litico Levallois (Modo 3) del Paleolitico Medio nei Neandertal e negli ominini eurasiatici. Le evidenze fossili e biomolecolari dell'uomo di Denisova e la loro integrazione nel quadro filogenetico. Origine ed evoluzione di Homo sapiens: radici africane ed evidenze paleoantropologiche; modelli biogeografici a confronto (ipotesi dell'Origine Africana Recente vs. modelli multiregionali e pan-africani). La terza grande dispersione (Out of Africa III): rotte migratorie, cronologia del popolamento globale di H. sapiens ed espansione biogeografica nel Pleistocene superiore, con l’esplosione dell’industria laminare (Modo 4) del Paleolitico Superiore. Interazioni e dinamiche di flusso genico: Contatti, modelli di sovrapposizione biogeografica e fenomeni di ibridazione tra H. sapiens, Neandertal e Denisovani. Specie endemiche e forme insulari: H. floresiensis, H. luzonensis e le dinamiche evolutive di nanismo insulare nel genere Homo.
- Tendenze Evolutive Generali e Frontiere della Ricerca - Caratteri complessi e tendenze macroevolutive: encefalizzazione e riorganizzazione cerebrale, costi metabolici, sviluppo ontogenetico e riorganizzazione strutturale dell'encefalo; cultura materiale e ingegno manipolativo, evoluzione delle capacità prensili e della coordinazione oculomotoria in relazione alle industrie litiche (dall'Acheuleano al Paleolitico Superiore); neotenia preminente nella linea umana, flessibilità comportamentale e apprendimento sociale prolungato.
Prerequisiti
È richiesta la conoscenza di base della zoologia, anatomia comparata, genetica, ecologia, e della biologia evoluzionistica nei loro lineamenti fondamentali. In questo senso la preparazione di uno studente che ha concluso il ciclo triennale in Scienze Biologiche soddisfa a pieno i prerequisiti richiesti e giustifica l’offerta dell’Antropologia evoluzionistica in un corso di laurea magistrale come Biodiversità e Tutela dell’Ambiente.Testi Adottati
TESTI ADOTTATI:Fleagle, J. G. (2013). Primate adaptation and evolution. Third Edition. Academic press.
Manzi G. (2013). Il grande racconto dell'evoluzione umana. Bologna: Il Mulino
Il professore riceve previo appuntamento via mail: monica.carosi@uniroma3.it
Bibliografia Di Riferimento
TESTI CONSIGLIATI PER ULTERIORI CONSULTAZIONI: AUTORI VARI. Articoli scientifici di aggiornamento su temi specifici forniti dal docente.Modalità Frequenza
La frequenza è fortemente consigliata, per la complessità della materia e l’approccio evoluzionistico integrato che richiede. L’assenza dalle lezioni si traduce spesso all’esame in una preparazione non adeguata e non matura, di tipo meramente nozionistico. La tendenza a non usare i testi di riferimento per lo studio, ma invece ad usare solo il materiale digitale usato in classe dal docente come strumento di insegnamento, contribuisce ad una preparazione non consolidata e spesso inadeguata ad un corso magistrale.Modalità Valutazione
La prova d'esame è intesa a verificare il livello di conoscenza dei contenuti del corso, la capacità di integrare i diversi fattori biologici, ecologici e filogenetici che determinano l'evoluzione della linea umana anche in relazione alla storia evolutiva dell’ordine Primates, e l'autonomia critica nell'interpretazione delle evidenze paleoantropologiche. Il voto d’esame deriva dalla valutazione di una prova orale e di una attività pratica svolta durante il corso. La prova orale consta della discussione dei risultati dell’attività pratica e prosegue con domande aperte relative agli argomenti affrontati durante le lezioni e contenuti nel programma. Il voto finale, espresso in trentesimi, dipenderà dalla media dei voti attribuiti sia all’orale (competenze scientifiche acquisite, capacità di analisi, capacità di argomentare con un linguaggio scientifico appropriato al livello di preparazione magistrale) sia all’attività pratica prevista durante l’escursione. E’ invece facoltativa la consegna di una tesina su un argomento trattato a lezione oppure su una delle esperienze pratiche previste dal corso. La tesina permette l’aumento del voto finale di 2 trentesimi. Il voto finale deriva da una valutazione complessiva delle varie parti dell’esame e tiene conto: della correttezza e completezza delle conoscenze; della capacità di comprendere e mettere in relazione processi, vincoli anatomici, adattamenti ecologici e dinamiche biogeografiche che condizionano l’evoluzione dei Primati e della linea umana; della capacità di utilizzare evidenze paleoantropologiche per formulare interpretazioni motivate; dell’autonomia dimostrata nella discussione di argomenti non affrontati esclusivamente in forma mnemonica. Per conseguire la sufficienza, lo studente deve dimostrare una conoscenza descrittiva e nozionisticamente corretta dei contenuti fondamentali del corso, identificando con precisione i quadri cronologici, la tassonomia degli Hominini e i principali reperti fossili trattati. Valutazioni superiori richiedono una conoscenza approfondita dei contenuti del corso e dei quadri filogenetici, la capacità di collegare in autonomia adattamenti morfo-funzionali, e processi macroevolutivi, dimostrando un'interpretazione critica delle fonti e dei modelli paleoantropologici.