Offrire conoscenze inerenti i ruoli dell’urbanistica nella storia recente italiana ed europea, evidenziandone le traiettorie evolutive e le potenzialità degli strumenti di governo del territorio.
Canali
scheda docente materiale didattico
La didattica si svolge attraverso lezioni di progettazione, volte a far comprendere il legame di reciproca necessità tra il progetto di architettura e il progetto degli spazi aperti, che dovrebbero sempre convergere in un progetto autenticamente integrato, e verificano come il progetto urbano trovi nello spazio aperto una delle sue matrici essenziali.
La prima parte affronta la sintassi del progetto, quindi quali ne siano le principali regole compositive che, nel tempo, hanno regolato e oggi regolano la costruzione dell'architettura degli spazi aperti, con riferimento a:
- il giardino, nei due filoni dello "spazio prospettico" e "spazio per frammenti";
- il paesaggio agrario, definito nelle sue strutture orizzontali e verticali;
- la città, e il ruolo strutturale che gli spazi aperti vi rivestono a partire dalla rivoluzione urbana europea del 1600.
La seconda parte è dedicata alla comprensione dei principali elementi del progetto del paesaggio: la definizione e costruzione del limite; la modellazione e la scrittura del suolo; l'architettura della vegetazione; l'acqua come architettura e come misura del tempo.
-Belfiore, E., Il verde e la città. Idee e progetti dal Settecento ad oggi, Gangemi Editore, Roma (2005).
-Colafranceschi, D., Landscape+100 words to inhabit it. Editorial Gustavo Gili, S.A., Barcellona (2007).
-Corrado, M. e Lambertini, A., Atlante delle nature urbane. Centouno voci per i paesaggi quotidiani, Editrice Compositori, Bologna (2011).
-FAP, a cura, Vocabolazionario. 50 voci verbali per il progetto dello spazio pubblico, n.e. 2013.
-Moore, C. W., Mitchel, W. J., Turnbull, W., The poetics of gardens, MIT Press, Cambridge-London (1988), trad. it. La poetica dei giardini, Muzzio Editore, Padova (1991).
-Pandakovic, D., Dal Sasso, A., Saper vedere il paesaggio, Ed. CittàStudi, Novara (2009).
-Panzini, F., Progettare la natura – Architettura del paesaggio e dei giardini dalle origini all’epoca contemporanea, Zanichelli, Bologna (2005).
-Sereni, E., Storia del paesaggio agrario italiano, Laterza, Roma-Bari (2014, 18° edizione).
-Zagari, F., Questo è paesaggio – 48 definizioni, Gruppo Mancosu editore, Roma (2006).
-Zagari, F., Sul paesaggio. Lettera aperta, Libria, Melfi (2013).
Programma
In collaborazione con le attività didattiche delle componenti urbanistiche e ambientali di TAP, l'insegnamento "Paesaggio" introduce gli studenti al significato del paesaggio, esplicitandone gli aspetti costitutivi. Offre un quadro di conoscenze strumentali al progetto degli spazi aperti, tra discipline storiche, compositive, figurative e ambientali, in stretta relazione con il progetto di architettura e il progetto urbano. Obiettivo principale è trasmettere la capacità di comprendere e valorizzare la complessità del progetto dello spazio aperto sul piano culturale, etico, estetico ed ecologico, attraverso la formazione di una sensibilità ricettiva e attenta alle diverse componenti dell’habitat (competenza di ascolto e di sguardo) e ai diversi temi di progetto (competenza di intervento e trasformazione).La didattica si svolge attraverso lezioni di progettazione, volte a far comprendere il legame di reciproca necessità tra il progetto di architettura e il progetto degli spazi aperti, che dovrebbero sempre convergere in un progetto autenticamente integrato, e verificano come il progetto urbano trovi nello spazio aperto una delle sue matrici essenziali.
La prima parte affronta la sintassi del progetto, quindi quali ne siano le principali regole compositive che, nel tempo, hanno regolato e oggi regolano la costruzione dell'architettura degli spazi aperti, con riferimento a:
- il giardino, nei due filoni dello "spazio prospettico" e "spazio per frammenti";
- il paesaggio agrario, definito nelle sue strutture orizzontali e verticali;
- la città, e il ruolo strutturale che gli spazi aperti vi rivestono a partire dalla rivoluzione urbana europea del 1600.
La seconda parte è dedicata alla comprensione dei principali elementi del progetto del paesaggio: la definizione e costruzione del limite; la modellazione e la scrittura del suolo; l'architettura della vegetazione; l'acqua come architettura e come misura del tempo.
Testi Adottati
-Alvarez, D., El jardin de la arquitectura del siglo XX, Editorial Reverte, Barcelona (2008).-Belfiore, E., Il verde e la città. Idee e progetti dal Settecento ad oggi, Gangemi Editore, Roma (2005).
-Colafranceschi, D., Landscape+100 words to inhabit it. Editorial Gustavo Gili, S.A., Barcellona (2007).
-Corrado, M. e Lambertini, A., Atlante delle nature urbane. Centouno voci per i paesaggi quotidiani, Editrice Compositori, Bologna (2011).
-FAP, a cura, Vocabolazionario. 50 voci verbali per il progetto dello spazio pubblico, n.e. 2013.
-Moore, C. W., Mitchel, W. J., Turnbull, W., The poetics of gardens, MIT Press, Cambridge-London (1988), trad. it. La poetica dei giardini, Muzzio Editore, Padova (1991).
-Pandakovic, D., Dal Sasso, A., Saper vedere il paesaggio, Ed. CittàStudi, Novara (2009).
-Panzini, F., Progettare la natura – Architettura del paesaggio e dei giardini dalle origini all’epoca contemporanea, Zanichelli, Bologna (2005).
-Sereni, E., Storia del paesaggio agrario italiano, Laterza, Roma-Bari (2014, 18° edizione).
-Zagari, F., Questo è paesaggio – 48 definizioni, Gruppo Mancosu editore, Roma (2006).
-Zagari, F., Sul paesaggio. Lettera aperta, Libria, Melfi (2013).
Modalità Frequenza
Il corso è a frequenza obbligatoria e sarà necessario aver seguito almeno il 75% delle attività in aula per poter accedere alla prova di esame.Modalità Valutazione
Oggetto di valutazione finale complessiva è l’acquisizione dei riferimenti culturali, teorici e di metodo specifici della disciplina emersa dal colloquio finale, basato sulla capacità di rielaborazione critica dei contenuti delle lezioni e dei testi indicati durante il corso. Concorrono altresì alla valutazione finale, con pari importanza, i risultati conseguiti nelle esercitazioni e la frequenza attiva alle attività didattiche, compresa la partecipazione ai dibattiti e ai confronti in aula durante le lezioni e le conferenze. L'esame consiste in un dialogo sugli argomenti del corso, attraverso lo strumento del "Domino del Paesaggio", mirato a verificare non solo l'acquisizione delle nozioni trasmesse, ma anche l'acquisita maturità critica nel costruire relazioni di senso tra autori, luoghi e progetti. L’esame consiste in un colloquio sugli argomenti affrontati nell’ambito delle lezioni e delle conferenze. Il colloquio, pur essendo la prova e la valutazione individuali per ogni studente, assumerà la forma di una partita collettiva a domino, con tessere di gioco preparate e fornite dai docenti, che riprendono gli argomenti trattati nel corso. A seguito di ogni lezione, i docenti forniscono un certo numero di tessere inerenti i temi affrontati: al termine del corso, gli studenti avranno ricevuto circa 100 tessere. Se nel domino tradizionale le tessere riportano una numerazione da 0 a 6, nel domino del paesaggio le tessere riportano parole o immagini riconducibili a cinque categorie: 1. Opere e progetti (O); 2. Libri (L); 3. Voci verbali (V); 4. Autori (A); 5. Spazi (S). Il giorno dell’esame, ogni studente dovrà stampare e portare con sé 4 tessere che avrà scelto tra tutte quelle fornite durante il corso, di cui una dovrà necessariamente riferirsi agli argomenti delle conferenze. Ad esse, se ne aggiungerà 1 pescata dal mazzo di tutte le tessere. Ogni studente avrà dunque a disposizione 5 tessere. Il primo giocatore è il docente e inizia a disporre la prima tessera, poi il turno passa man mano agli altri giocatori. Ogni studente potrà accostare una sua tessera a una delle due posate subito prima del proprio turno dagli altri giocatori, sulla scorta di affinità o di differenza tra i temi coinvolti, argomentando la propria giocata con competenza e in maniera circostanziata. Il gioco/colloquio ha un duplice scopo: verificare la conoscenza e la padronanza degli argomenti affrontati durante le lezioni teoriche; stimolare un ragionamento relazionale e condiviso sui temi del corso. Il colloquio sarà congiunto per tutti gli insegnamenti del corso integrato e per l’insegnamento di Urbanistica prevede anche la discussione degli elaborati dell’esercitazione condotta nel primo semestre. Gli studenti che hanno sostenuto in gennaio o febbraio l’esonero dell’insegnamento di Urbanistica, sono tenuti a svolgere il colloquio solo per gli argomenti dell’insegnamento Paesaggio. scheda docente materiale didattico
F. Panzini, Progettare la natura. Architettura del paesaggio e dei giardini dalle origini all'epoca contemporanea, Zanichelli, Bologna, 2005;
A. Roger, Breve trattato sul paesaggio, Sellerio Editore, Palermo, 2009;
F. Zagari, Questo è paesaggio. 48 definizioni, Gruppo Mancosu editore, Roma, 2006.
Testi Adottati
A. Lambertini, Fare parchi urbani. Etiche ed estetiche del progetto contemporaneo in Europa, Firenze University Press, 2006;F. Panzini, Progettare la natura. Architettura del paesaggio e dei giardini dalle origini all'epoca contemporanea, Zanichelli, Bologna, 2005;
A. Roger, Breve trattato sul paesaggio, Sellerio Editore, Palermo, 2009;
F. Zagari, Questo è paesaggio. 48 definizioni, Gruppo Mancosu editore, Roma, 2006.
Modalità Frequenza
Il corso è a frequenza obbligatoria e sarà necessario aver seguito almeno il 75% delle attività in aula per poter accedere alla prova di esame.Modalità Valutazione
Oggetto di valutazione finale complessiva è l’acquisizione dei riferimenti culturali, teorici e di metodo specifici della disciplina emersa dal colloquio finale, basato sulla capacità di rielaborazione critica dei contenuti delle lezioni e dei testi indicati durante il corso. Concorrono altresì alla valutazione finale, con pari importanza, i risultati conseguiti nelle esercitazioni e la frequenza attiva alle attività didattiche, compresa la partecipazione ai dibattiti e ai confronti in aula durante le lezioni e le conferenze. L'esame consiste in un dialogo sugli argomenti del corso affrontati nelle lezioni e conferenze, mirato a verificare non solo l'acquisizione delle nozioni trasmesse, ma anche l'acquisita maturità critica nel costruire relazioni di senso tra autori, luoghi e progetti. Il colloquio, pur essendo la prova e la valutazione individuali per ogni studente, assumerà la forma di una partita collettiva a “domino”, con tessere di gioco preparate e fornite dai docenti, che riprendono gli argomenti trattati nel corso. A seguito di ogni lezione, i docenti forniscono un certo numero di tessere inerenti i temi affrontati: al termine del corso, gli studenti avranno ricevuto circa 100 tessere. Se nel domino tradizionale le tessere riportano una numerazione da 0 a 6, nel domino del paesaggio le tessere riportano parole o immagini riconducibili a cinque categorie: 1. Opere e progetti (O); 2. Libri (L); 3. Voci (V); 4. Autori (A). Il giorno dell’esame, ogni studente dovrà stampare e portare con sé 4 tessere che avrà scelto tra tutte quelle fornite durante il corso. Ogni studente potrà accostare una sua tessera a una di quelle posate dagli altri giocatori, sulla scorta di affinità o di differenza tra i temi coinvolti, argomentando la propria giocata con competenza e in maniera circostanziata. Il gioco/colloquio ha un duplice scopo: verificare la conoscenza e la padronanza degli argomenti affrontati durante le lezioni teoriche; stimolare un ragionamento relazionale e condiviso sui temi del corso. Il colloquio sarà congiunto per tutti gli insegnamenti del corso integrato e per l’insegnamento di Urbanistica prevede anche la discussione degli elaborati dell’esercitazione condotta nel primo semestre.