20110360 - Istituzioni di diritto romano

Il corso intende offrire allo studente una conoscenza di base, ma solida, dell'esperienza giuridica romana e della sua rilevanza per la formazione del giurista e dell'operatore della sicurezza. Al termine del corso lo studente sarà in grado di:
● conoscere la nozione di diritto e le linee fondamentali della storia giuridica romana, dall'età arcaica alla codificazione giustinianea;
● comprendere i concetti fondamentali del diritto privato romano (soggetti, capacità, cose e diritti reali, negozio giuridico, obbligazioni, contratti, delitti) e la loro genesi storica;
● utilizzare correttamente il lessico e le categorie tecnico-giuridiche romanistiche, propedeutiche allo studio delle discipline giuridiche successive del corso di studi;
● ricostruire, sul piano storico-giuridico, l'origine e lo sviluppo dei dispositivi di sicurezza pubblica e di tutela dell'ordine nella Roma imperiale, cogliendone la rilevanza per la riflessione contemporanea sulla sicurezza territoriale;
● leggere criticamente le fonti giuridiche e storiografiche romane (in traduzione), individuando le connessioni tra istituti antichi e categorie del diritto e della sicurezza vigenti;
● esporre con proprietà di linguaggio, in forma orale, i contenuti appresi, argomentando in modo autonomo e critico.
scheda docente | materiale didattico

Testi Adottati

Il testo di riferimento per la parte generale del corso è:
G. Santucci, Basi romanistiche di istituti privatistici, Intra, collana Brĕvitĕr, Roma, 2023.
Per la parte speciale, il docente indicherà e fornirà a lezione i materiali e i capitoli di riferimento tratti dal volume di C. Ricci, Security in Roman Times. Rome, Italy and the Emperors, Routledge, London-New York, 2018, secondo quanto indicato nel programma e nella programmazione delle lezioni.


Modalità Frequenza

La frequenza non è obbligatoria. È tuttavia vivamente consigliata, in quanto le lezioni costituiscono l'occasione privilegiata per l'approfondimento delle fonti e per lo sviluppo delle capacità critiche richieste in sede d'esame. Il programma d'esame è identico per studenti frequentanti e non frequentanti.

Modalità Valutazione

La prova finale è identica per studenti frequentanti e non frequentanti e si svolge in forma orale, in lingua italiana. La valutazione è espressa in trentesimi (30/30), secondo i seguenti criteri: ● 18-20: conoscenza sufficiente, ancorché minima e non approfondita, della materia; ● 20-25: conoscenza più che sufficiente / discreta dei contenuti; ● 25-29: buona / molto buona conoscenza delle strutture della materia, accompagnata da una apprezzabile capacità critica; ● 30-30 e lode: ottima / eccellente conoscenza della materia, accompagnata da ottima o eccellente capacità critica, di analisi e di connessione tra gli istituti. La valutazione tiene conto, oltre che della correttezza dei contenuti esposti, della proprietà di linguaggio tecnico-giuridico, della capacità di argomentazione autonoma e della capacità di istituire collegamenti tra la parte generale e la parte speciale del programma.