scheda docente materiale didattico
Per sviluppare questa riflessione, il corso si articolerà secondo le sei direttrici della ‘subordinazione femminile’ individuati dalla filosofa francese Olivia Gazalé:
1) la parentela confiscata;
2) l’appropriazione delle donne;
3) la demonizzazione del sesso femminile;
4) la giustificazione della violenza fondata sulla colpa femminile;
5) l’inferiorità femminile come legittimazione di esclusione;
6) la ripartizione dello spazio e la divisione sessuale del lavoro.
Per gli studenti non frequentanti, il colloquio verterà sui seguenti testi:
● Eva Cantarella, L'ambiguo malanno. Condizione e immagine della donna nell'antichità greca e romana, Milano: Feltrinelli, 2010.
● Marco Cavina, Nozze di sangue. Storia della violenza coniugale, Bari: Laterza, 2011.
● Simona Feci, Laura Schettini (a cura di), La violenza contro le donne nella storia. Contesti, linguaggi, politiche del diritto (secoli XV-XXI), Roma: Viella, 2017.
Mutuazione: 20110909 Violenza di genere: percorso storico giuridico in GIURISPRUDENZA LMG/01 R GALEOTTI SARA
Programma
Il corso, tenuto nel primo semestre, analizzerà come il mito della “mascolinità egemonica” si sia affermato nel mondo antico (e attraverso le epoche) e quale ruolo abbiano avuto le religioni, le autorità pubbliche e le scienze nella costruzione di un sistema sostanziato dal mito della virilità. La convinzione è che un approccio storico-culturale, cui affiancare la riflessione sul dato giuridico, sia indispensabile per comprendere un fenomeno che, come la violenza esercitata sul corpo delle donne, muove dalla visione di una natura ipostatizzata, che ignora, anzi nega, la straordinaria complessità umana, alla stregua delle ideologie più totalitarie, quasi i sessi fossero delle essenze immutabili e irriducibili, come se la gerarchia tra uomo e donna (tra uomo e ‘subumano’) fosse dell’ordine della necessità.Per sviluppare questa riflessione, il corso si articolerà secondo le sei direttrici della ‘subordinazione femminile’ individuati dalla filosofa francese Olivia Gazalé:
1) la parentela confiscata;
2) l’appropriazione delle donne;
3) la demonizzazione del sesso femminile;
4) la giustificazione della violenza fondata sulla colpa femminile;
5) l’inferiorità femminile come legittimazione di esclusione;
6) la ripartizione dello spazio e la divisione sessuale del lavoro.
Testi Adottati
Studenti frequentanti: il colloquio finale verterà sui temi proposti a lezione, approfonditi attraverso i saggi inseriti dalla docente nella sezione relativa ai materiali didattici della pagina e-learning.Per gli studenti non frequentanti, il colloquio verterà sui seguenti testi:
● Eva Cantarella, L'ambiguo malanno. Condizione e immagine della donna nell'antichità greca e romana, Milano: Feltrinelli, 2010.
● Marco Cavina, Nozze di sangue. Storia della violenza coniugale, Bari: Laterza, 2011.
● Simona Feci, Laura Schettini (a cura di), La violenza contro le donne nella storia. Contesti, linguaggi, politiche del diritto (secoli XV-XXI), Roma: Viella, 2017.
Modalità Frequenza
La frequenza al corso non è obbligatoria. È tuttavia vivamente consigliata, poiché la partecipazione attiva alle lezioni concorre alla valutazione finale e consente l'accesso al percorso d'esame riservato ai frequentanti, in alternativa all'esame orale sui volumi indicati previsto per i non frequentanti. Per essere considerati frequentanti ai fini della valutazione, si raccomanda una presenza pari ad almeno l'80% delle lezioni erogate.Modalità Valutazione
Lingua della prova finale: italiano. Non frequentanti: Gli studenti e le studentesse non frequentanti sono tenuti a sostenere obbligatoriamente l'esame orale sui tre volumi monografici indicati dalla docente: ● Eva Cantarella, L'ambiguo malanno. Condizione e immagine della donna nell'antichità greca e romana, Milano, Feltrinelli, 2010; ● Marco Cavina, Nozze di sangue. Storia della violenza coniugale, Bari, Laterza, 2011; ● Simona Feci, Laura Schettini (a cura di), La violenza contro le donne nella storia. Contesti, linguaggi, politiche del diritto (secoli XV-XXI), Roma, Viella, 2017. Frequentanti: L'esame si svolgerà in forma orale e sarà volto ad accertare l'acquisizione delle conoscenze di base circa i fondamenti storico-giuridici della violenza di genere, in particolare dell'architettura normativa che può considerarsi fondativa della minorità femminile. L'esame orale potrà, tuttavia, essere sostituito dalla composizione di una tesina (min. 36.000 / max 60.000 caratteri, spazi inclusi, bibliografia esclusa) su un argomento, tra quelli affrontati nel corso, concordato con la docente. Per la stesura dell'elaborato scritto, che deve essere originale, non è ammesso l'uso di strumenti di intelligenza artificiale, fuorché per l'eventuale elaborazione di dati, statistiche, costruzione di grafici. La docente dispone di strumenti antiplagio. Criteri di valutazione e composizione del voto: la valutazione finale è espressa in trentesimi (30/30). La valutazione tra il 18 e il 20 corrisponde a una conoscenza sufficiente, ancorché minima e non approfondita, della materia; la valutazione tra il 20 e il 25 evidenzia una conoscenza più che sufficiente / discreta dei contenuti; la valutazione tra il 25 e il 29 mette in luce una buona / molto buona conoscenza delle strutture della materia e una capacità critica dello studente. La valutazione tra il 30 e il 30 e lode corrisponde a una ottima / eccellente conoscenza della materia accompagnata da ottima o eccellente capacità critica, di analisi, di connessione. Contenuti d'esame (indicazioni rivolte ai soli frequentanti): Il colloquio finale verterà sui temi proposti a lezione, approfonditi attraverso i saggi inseriti dalla docente nella sezione relativa ai materiali didattici della pagina e-learning del corso. ● Temi e argomenti trattati durante le lezioni, secondo il programma dettagliato; ● Saggi e materiali didattici caricati dalla docente nella pagina e-learning del corso; ● Appunti personali delle lezioni (non sono ammesse le sole slide come materiale di studio). La partecipazione attiva al corso è oggetto di valutazione. Il giudizio finale tiene conto dell'assiduità nella partecipazione, dei risultati verificati durante le lezioni, degli interventi svolti durante il corso, nonché dell'esito del colloquio orale o della tesina finale.