22910158 - Sociologia delle organizzazioni

L’insegnamento di Sociologia delle organizzazioni (9 CFU) si propone di fornire a studenti e studentesse una solida preparazione teorica e metodologica sui principali approcci della sociologia delle organizzazioni e sulle trasformazioni che hanno interessato le organizzazioni contemporanee, con particolare riferimento alle imprese e alle pubbliche amministrazioni.
L'insegnamento si articola nel corso base (6 CFU) e nel laboratorio Apprendimento organizzativo (3 CFU).
Attraverso lo studio delle teorie organizzative, dell’evoluzione dei modelli di organizzazione del lavoro e dell’analisi di casi empirici significativi, il corso intende sviluppare la capacità di comprendere le dinamiche che regolano il funzionamento delle organizzazioni, le relazioni tra strutture, processi, tecnologie e persone, nonché il ruolo dei fattori culturali, istituzionali e sociali nel cambiamento organizzativo.
Particolare attenzione sarà dedicata all’analisi del passaggio dai modelli taylor-fordisti e burocratici alle configurazioni post-burocratiche e cognitive, all’impresa rete, ai modelli orientati alla qualità e all’innovazione e alle nuove forme di organizzazione del lavoro nelle aziende e nelle amministrazioni pubbliche. Lo studio del caso Olivetti consentirà inoltre di approfondire un’esperienza paradigmatica di innovazione organizzativa e sociale.
Il laboratorio di Apprendimento organizzativo completa il percorso formativo attraverso l’approfondimento dei processi di produzione, condivisione e valorizzazione della conoscenza nelle organizzazioni. Esso mira a sviluppare la comprensione dei meccanismi di apprendimento individuale e collettivo, delle condizioni che favoriscono o ostacolano il cambiamento organizzativo, delle relazioni tra apprendimento, competenze e innovazione, nonché delle pratiche di gestione della conoscenza e delle capacità riflessive nelle organizzazioni.
Al termine dell’insegnamento, studenti e studentesse saranno in grado di utilizzare strumenti concettuali e analitici per interpretare criticamente i fenomeni organizzativi, analizzare casi e processi di cambiamento, valutare l’efficacia di differenti modelli organizzativi e collegare le prospettive teoriche alle pratiche organizzative concrete, sviluppando competenze utili per operare nei contesti organizzativi pubblici e privati e per proseguire studi avanzati nell’ambito dell’analisi e dello sviluppo delle organizzazioni.
scheda docente | materiale didattico

Programma

Il corso è articolato in unità tematiche tra loro interconnesse, finalizzate a integrare i fondamenti teorici della sociologia delle organizzazioni con l’analisi empirica dei processi organizzativi contemporanei.
1. Fondamenti della sociologia delle organizzazioni
L’unità introduce la sociologia delle organizzazioni come ambito di studio, il suo oggetto di analisi e le principali prospettive teoriche:
• le organizzazioni come costruzioni sociali;
• il rapporto tra organizzazione, lavoro e società;
• la distinzione tra approccio sociologico e approccio manageriale;
• i principali strumenti concettuali per l’analisi organizzativa.
2. Evoluzione delle teorie dell’organizzazione
L'unità ricostruisce lo sviluppo storico delle principali teorie organizzative e dei relativi paradigmi interpretativi:
• la scuola classica dell'organizzazione: Taylor e i principi dello Scientific Management; il fordismo; le principali critiche al taylor-fordismo; il neo-taylorismo;
• la scuola delle Human Relations: Mayo e gli esperimenti di Hawthorne, l'organizzazione come organismo vivente (Gouldner);
• le organizzazioni complesse: Barnard e le organizzazioni come sistemi cooperativi, la distinzione tra sfera formale e informale;
• la scuola comportamentista e motivazionale: Maslow e la gerarchia dei bisogni, Herzberg e i fattori igienici/motivazionali, Argyris e il double-loop learning, Drucker e il Management by Objectives, il knowledge worker e l'impresa come istituzione sociale;
• i modelli socio-tecnici e le teorie della contingenza: Miller e Rice, Woodward, Emery, Trist, Burns e Stalker, Thompson e Simon, Mintzberg e le configurazioni organizzative;
• l'approccio cognitivo e decisionale: Simon, le organizzazioni come artefatti e la razionalità limitata;
• i paradigmi contemporanei: la teoria dei costi di transazione (Coase, Williamson), le reti organizzative (Powell, Granovetter, Castells) e il passaggio dall'impresa gerarchica all'impresa rete; l'approccio cognitivo-culturale con Weick (sensemaking) e Schein (cultura organizzativa); la learning organization di Senge e le cinque discipline.
3. I modelli organizzativi classici
L’ unità analizza lo sviluppo storico dei modelli organizzativi di tipo classico:
• il modello taylor-fordista e l’organizzazione scientifica del lavoro;
• il modello burocratico e la razionalità amministrativa;
• forme di coordinamento gerarchico e strutture formali;
• punti di forza e limiti dei modelli organizzativi classici.
4. Dalla burocrazia ai modelli post-burocratici
L’unità affronta i processi di trasformazione dei modelli organizzativi contemporanei:
• i modelli post-burocratici;
• le organizzazioni a rete e le strutture flessibili;
• il Total Quality Management e la centralità del cliente;
• l'organizzazione per processi;
• la trasformazione della pubblica amministrazione: dal modello burocratico weberiano al New Public Management e al New Public Service;
• governance pubblica e logiche telocratiche nelle amministrazioni innovative;
• le trasformazioni culturali e manageriali delle organizzazioni contemporanee.
5. Mutamento organizzativo e processi di apprendimento
L’unità approfondisce il cambiamento organizzativo come processo complesso e multidimensionale:
• apprendimento organizzativo e produzione della conoscenza;
• interazione tra apprendimento individuale e collettivo;
• integrazione tra persone, processi, tecnologie e strutture;
• innovazione e adattamento nelle organizzazioni complesse.
6. Analisi e sviluppo organizzativo
L’unità prende in esame strumenti teorici e empirici per l’analisi e la promozione di processi di sviluppo organizzativo:
• strumenti concettuali per l'analisi e lo sviluppo organizzativo;
• la leadership e lo sviluppo dei gruppi professionali;
• i processi negoziali endo-organizzativi, inter-organizzativi e di carattere sindacale;
• governance e gestione delle risorse umane nelle organizzazioni innovative;
• la dimensione etica, simbolica e valoriale nei processi di ridefinizione degli assetti organizzativi.
7. Il modello Olivetti come caso di studio
L’unità è dedicata all’analisi del modello Olivetti come esempio di organizzazione innovativa e socialmente integrata:
• cultura organizzativa e identità aziendale;
• innovazione e modelli di organizzazione industriale;
• rapporto tra impresa, territorio e comunità;
• dimensioni sociali e culturali dei sistemi produttivi;
• il modello Olivetti come paradigma di organizzazione innovativa;
• riletture contemporanee e attualità del modello.
Prospettiva integrata del corso
Trasversalmente alle diverse unità, il corso sviluppa una prospettiva analitica centrata su:
• interazione tra strutture organizzative e contesti sociali;
• ruolo della cultura, del potere e della conoscenza nelle organizzazioni;
• confronto tra modelli organizzativi differenti;
• analisi critica dei processi di cambiamento organizzativo nelle imprese e nelle pubbliche amministrazioni.

Testi Adottati

COCOZZA A., Organizzazioni. Culture, modelli, governance, FrancoAngeli, Milano, 2014.
LA ROSA M. (a cura di), Il "modello" Olivetti: passato, presente, e futuro?, FrancoAngeli, Milano, 2022.


Bibliografia Di Riferimento

Bonazzi, G. (2006). Come studiare le organizzazioni. Bologna: Il Mulino. Bonazzi, G. (2007). Storia del pensiero organizzativo. Vol 1. La questione industriale. Milano: FrancoAngeli. Ed. or. 2002. Bonazzi, G. (2007). Storia del pensiero organizzativo. Vol 2. La questione burocratica. Milano: FrancoAngeli. Ed. or. 2001. Bonazzi, G. (2008). Storia del pensiero organizzativo. Vol 3. La questione organizzativa. Milano: FrancoAngeli. Ed. or. 2002. Butera, F. (2009). Il cambiamento organizzativo. Analisi e progettazione. Bari: Laterza. Butera, F. (2016). La nascita della sociologia dell’organizzazione alla Olivetti: le Scienze dell’Organizzazione in Italia e il loro futuro. Studi Organizzativi, 2, pp. 10-42. Butera F. (2020). Organizzazione e società. Innovare le organizzazioni dell'Italia che vogliamo. Venezia: Marsilio.

Modalità Frequenza

Il corso è in presenza. Le lezioni si svolgono durante il primo semestre, il giovedì, dalle ore 10.00 alle ore 13.00. I frequentanti, durante l'esame finale, potranno anche portare e discutere alcune delle esercitazioni svolte in aula. Il programma per i non frequentanti è il medesimo e le modalità di valutazione sono quelle indicate nella sezione dedicata.

Modalità Valutazione

La valutazione dell'apprendimento avviene attraverso una prova orale finale, finalizzata a verificare la padronanza dei contenuti teorici, la capacità di analisi dei modelli organizzativi e la competenza nell'interpretazione critica dei processi di trasformazione delle organizzazioni contemporanee. Durante il colloquio orale lo studente dovrà dimostrare: • la conoscenza delle principali teorie dell'organizzazione e della loro evoluzione storica, e la capacità di comprendere e confrontare i diversi paradigmi teorici approfonditi; • la capacità di analizzare i modelli organizzativi classici e contemporanei e di interpretare i processi di cambiamento organizzativo e di apprendimento; • la capacità di applicare le categorie teoriche all'analisi di casi organizzativi, con particolare riferimento al modello Olivetti, evidenziando i collegamenti tra approcci teorici, modelli e casi empirici; • chiarezza espositiva e appropriatezza del linguaggio disciplinare; • autonomia di giudizio e capacità di sviluppare argomentazioni coerenti, critiche e autonome. Per gli studenti frequentanti, il colloquio potrà comprendere anche la presentazione e discussione di alcune delle esercitazioni svolte in aula durante il corso. La valutazione terrà conto del livello di conoscenza dei contenuti, della capacità di analisi critica e di collegamento tra teoria e casi empirici, della proprietà di linguaggio e dell'autonomia argomentativa dimostrate nel colloquio.