Il corso si propone di introdurre gli studenti allo studio delle dinamiche storiche, dei principali concetti e dei metodi dell'antropologia sociale e culturale. Il corso si prefigge altresì di fornire gli strumenti per comprendere i sistemi simbolici, le relazioni di parentela e di potere in un'ottica di genere. In tale prospettiva, promuove la decostruzione di stereotipi e pregiudizi, favorendo l'adozione di un approccio relativista e la capacità di interagire in modo riflessivo con altre visioni del mondo.
scheda docente materiale didattico
Particolare attenzione sarà dedicata alla costruzione antropologica dei concetti di cultura, alterità, etnocentrismo, etnia, etnicità, identità, genere, corpo e globalizzazione. Il corso intende mostrare come l’antropologia non si limiti a descrivere “culture altre”, ma permetta di interrogare criticamente le categorie attraverso cui le società classificano persone, pratiche, corpi, differenze e disuguaglianze.
Attraverso testi introduttivi, saggi metodologici ed etnografie, il percorso formativo affronterà il rapporto tra teoria e ricerca sul campo, la produzione dei dati etnografici, le relazioni tra genere, emozioni, moralità e vita quotidiana, il lavoro femminile e i saperi incorporati in un contesto italiano, nonché il tema delle modificazioni corporee e del lessico con cui esse vengono nominate, giudicate e governate.
Jean-Pierre Olivier de Sardan, “La politica del campo. Sulla produzione di dati in antropologia”, PDF nei materiali didattici.
Lila Abu-Lughod, Sentimenti velati. Onore e poesia in una società beduina, Torino, Rosenberg & Sellier, 2022.
Lila Abu-Lughod, “Le donne musulmane hanno davvero bisogno di essere salvate? Riflessioni antropologiche sul relativismo culturale e i suoi altri”, Achab. Rivista di antropologia, PDF nei materiali didattici.
Elena Zapponi, La notte delle anguille. Donne, lavoro e relazioni di genere nella Laguna di Venezia, Roma, Viella, 2026 (in OA).
Michela Fusaschi, I segni sul corpo. Per un’antropologia delle modificazioni dei genitali femminili, Torino, Bollati Boringhieri, 2003.
Mutuazione: 21830002 Antropologia sociale e culturale in Politiche, cooperazione e sviluppo L-37 R FUSASCHI MICHELA
Programma
Il corso introduce studenti e studentesse ai principali temi, metodi e problemi dell’antropologia sociale e culturale, intesa come sapere critico sulle differenze, sulle relazioni sociali e sulle forme storiche attraverso cui gli esseri umani producono significati, classificazioni, appartenenze, corpi e mondi morali.Particolare attenzione sarà dedicata alla costruzione antropologica dei concetti di cultura, alterità, etnocentrismo, etnia, etnicità, identità, genere, corpo e globalizzazione. Il corso intende mostrare come l’antropologia non si limiti a descrivere “culture altre”, ma permetta di interrogare criticamente le categorie attraverso cui le società classificano persone, pratiche, corpi, differenze e disuguaglianze.
Attraverso testi introduttivi, saggi metodologici ed etnografie, il percorso formativo affronterà il rapporto tra teoria e ricerca sul campo, la produzione dei dati etnografici, le relazioni tra genere, emozioni, moralità e vita quotidiana, il lavoro femminile e i saperi incorporati in un contesto italiano, nonché il tema delle modificazioni corporee e del lessico con cui esse vengono nominate, giudicate e governate.
Testi Adottati
Francesco Pompeo, Elementi di antropologia critica. Ediz. ampliata, Torino, Meti, 2018.Jean-Pierre Olivier de Sardan, “La politica del campo. Sulla produzione di dati in antropologia”, PDF nei materiali didattici.
Lila Abu-Lughod, Sentimenti velati. Onore e poesia in una società beduina, Torino, Rosenberg & Sellier, 2022.
Lila Abu-Lughod, “Le donne musulmane hanno davvero bisogno di essere salvate? Riflessioni antropologiche sul relativismo culturale e i suoi altri”, Achab. Rivista di antropologia, PDF nei materiali didattici.
Elena Zapponi, La notte delle anguille. Donne, lavoro e relazioni di genere nella Laguna di Venezia, Roma, Viella, 2026 (in OA).
Michela Fusaschi, I segni sul corpo. Per un’antropologia delle modificazioni dei genitali femminili, Torino, Bollati Boringhieri, 2003.
Modalità Frequenza
La frequenza non è obbligatoria, ma è fortemente consigliata. Saranno considerati/e frequentanti gli studenti e le studentesse che avranno seguito almeno l’80% delle lezioni, secondo le modalità di rilevazione che saranno comunicate all’inizio del corso.Modalità Valutazione
La verifica dell’apprendimento prevede attività in itinere e una prova finale. Durante il corso saranno svolte in classe prove in itinere sotto forma di test di autovalutazione, finalizzate a verificare progressivamente la comprensione dei concetti principali, dei testi in programma e dei temi affrontati a lezione. Tali prove hanno funzione formativa e di accompagnamento allo studio. La prova finale consisterà in un test a risposta multipla sui testi d’esame e sugli argomenti trattati durante il corso. Per gli studenti e le studentesse frequentanti potranno inoltre essere previsti, qualora il numero dei partecipanti lo consenta, lavori di gruppo su temi, testi o casi etnografici discussi durante il corso. Le modalità specifiche saranno comunicate a lezione e pubblicate su Moodle/Teams. La valutazione terrà conto di: conoscenza dei testi in programma; comprensione dei concetti antropologici fondamentali; capacità di collegare tra loro i diversi testi; uso appropriato del lessico disciplinare; capacità di analisi critica e comparativa; partecipazione alle attività in itinere, per gli studenti e le studentesse frequentanti. Criteri di valutazione Saranno valutati positivamente: la capacità di ricostruire gli argomenti principali degli autori e delle autrici; la capacità di distinguere tra descrizione etnografica, interpretazione antropologica e giudizio morale; la capacità di discutere criticamente concetti come cultura, relativismo, etnocentrismo, etnia, etnicità, identità, genere, corpo e globalizzazione; la capacità di mettere in relazione i casi etnografici con le questioni teoriche e metodologiche del corso. Una preparazione puramente mnemonica, non accompagnata dalla capacità di collegare testi, concetti e casi etnografici, sarà considerata insufficiente ai fini di una valutazione alta.