Al termine del corso, lo studente avrà acquisito competenze avanzate nell’analisi e nell’interpretazione delle strutture geologiche primarie e secondarie (fragili e duttili), sia in laboratorio sia sul terreno. In particolare, sarà in grado di: 1) riconoscere e interpretare le principali strutture geologiche alla scala mesoscopica e microscopica; 2) Comprendere i principali meccanismi deformativi e il ruolo delle proprietà fisiche e meccaniche nel controllo della risposta delle rocce alla deformazione; 3) eseguire analisi geometriche, cinematiche e dinamiche delle strutture deformative fragili e duttili; 4) integrare osservazioni di terreno e dati di laboratorio per ricostruire l’evoluzione deformativa delle rocce; 5) interpretare le strutture geologiche nel loro contesto tettonico e geodinamico regionale.
Curriculum
scheda docente materiale didattico
-Deformazione e strain
Deformazione coassiale e non coassiale; deformazione finita e incrementale; strain omogeneo ed eterogeneo; ellissoide dello strain; stati di strain e quantificazione dello strain finito.
-Reologia
Deformazione fragile e duttile; meccanismi deformativi; leggi costitutive e relazioni sforzo-deformazione; comportamento newtoniano e non newtoniano; creep; recovery e ricristallizzazione statica e dinamica; mappe di deformazione. Reologia e profili reologici della litosfera continentale e oceanica.
-Stress
Tensore dello stress, assi principali dello stress, stati di stress, cerchi di Mohr.
-Deformazione fragile
Criteri di rottura di Mohr-Coulomb e Griffith; faglie andersoniane, loro classificazione e analisi dinamica mediante inversione del campo di stress; Riattivazione tettonica: legge di Byerlee ed applicazioni; joints e vene.
Struttura delle zone di faglia: fault core, damage zone e classificazione delle rocce di faglia. Crescita e organizzazione spaziale delle faglie; propagazione laterale, overlap e linkage; indicatori cinematici e Riedel shears.
Faglie e terremoti: strumenti della geologia strutturale e studio di faglie sismogenetiche attive ed esumate (rocce di faglia e pseudotachiliti).
Interazione fluido-roccia e controllo strutturale sulla mineralizzazione idrotermale.
-Deformazione duttile
Fabric e strutture plano-lineari, foliazioni e lineazioni; tettoniti S, L e S-L e loro significato tettonico. Pieghe monofasiche e polifasiche: descrizione, classificazione, strutture associate e di interferenza, criteri di sovrapposizione.
Relazioni tra deformazione e metamorfismo alla meso- e microscala; zone di taglio duttili (miloniti), criteri cinematici (meso- e micro-scala) e loro significato geologico.
-Tettonica regionale
Tettonica estensionale: geometrie dei sistemi di rifting; modelli di taglio puro e taglio semplice; reologia della litosfera e tipi di rifting (narrow and wide rift); transizione rifting-drifting; relazioni tra deformazione, sedimentazione ed erosione.
Tettonica compressiva: subduction factory e orogenesi; dinamica dei sistemi orogenici; catene da subduzione, subduzione-collisione e orogeni da accrezione; regimi termo-barici; cuneo orogenico; catene a pieghe e sovrascorrimenti ed esempi regionali.
Tettonica trascorrente: associazioni strutturali; faglie trascorrenti e trasformi; tettonica trascorrente intraplacca ed esempi regionali.
-Applicazioni e attività formative
Applicazioni della geologia strutturale alla giacimentologia e alla geotecnica. Esercitazioni di laboratorio e sul terreno dedicate all’analisi e all’interpretazione di dati e fabric fragili e duttili alla meso- e microscala.
-Al termine dell’insegnamento è previsto un campo interdisciplinare finalizzato a consolidare i concetti fondamentali e a osservare gli stili deformativi in differenti contesti di tettonica regionale
2) H. FOSSEN, “STRUCTURAL GEOLOGY", CAMBRIDEGE UNIV. PRESS (2ND ED.), 2016
3) B. A. VAN DER PLUIJM, S. MARSHAK. W.W, "EARTH STRUCTURE" (2ND ED.), NORTON, 2004.
4) C. W. PASSCHIER, R. A. J. TROUW, "MICROTECTONICS” (2ND ED.), SPRINGER, 2006 (2010).
Programma
L’insegnamento sviluppa strumenti concettuali e operativi per analizzare e interpretare la deformazione delle rocce e le strutture geologiche dalla microscala alla scala regionale.-Deformazione e strain
Deformazione coassiale e non coassiale; deformazione finita e incrementale; strain omogeneo ed eterogeneo; ellissoide dello strain; stati di strain e quantificazione dello strain finito.
-Reologia
Deformazione fragile e duttile; meccanismi deformativi; leggi costitutive e relazioni sforzo-deformazione; comportamento newtoniano e non newtoniano; creep; recovery e ricristallizzazione statica e dinamica; mappe di deformazione. Reologia e profili reologici della litosfera continentale e oceanica.
-Stress
Tensore dello stress, assi principali dello stress, stati di stress, cerchi di Mohr.
-Deformazione fragile
Criteri di rottura di Mohr-Coulomb e Griffith; faglie andersoniane, loro classificazione e analisi dinamica mediante inversione del campo di stress; Riattivazione tettonica: legge di Byerlee ed applicazioni; joints e vene.
Struttura delle zone di faglia: fault core, damage zone e classificazione delle rocce di faglia. Crescita e organizzazione spaziale delle faglie; propagazione laterale, overlap e linkage; indicatori cinematici e Riedel shears.
Faglie e terremoti: strumenti della geologia strutturale e studio di faglie sismogenetiche attive ed esumate (rocce di faglia e pseudotachiliti).
Interazione fluido-roccia e controllo strutturale sulla mineralizzazione idrotermale.
-Deformazione duttile
Fabric e strutture plano-lineari, foliazioni e lineazioni; tettoniti S, L e S-L e loro significato tettonico. Pieghe monofasiche e polifasiche: descrizione, classificazione, strutture associate e di interferenza, criteri di sovrapposizione.
Relazioni tra deformazione e metamorfismo alla meso- e microscala; zone di taglio duttili (miloniti), criteri cinematici (meso- e micro-scala) e loro significato geologico.
-Tettonica regionale
Tettonica estensionale: geometrie dei sistemi di rifting; modelli di taglio puro e taglio semplice; reologia della litosfera e tipi di rifting (narrow and wide rift); transizione rifting-drifting; relazioni tra deformazione, sedimentazione ed erosione.
Tettonica compressiva: subduction factory e orogenesi; dinamica dei sistemi orogenici; catene da subduzione, subduzione-collisione e orogeni da accrezione; regimi termo-barici; cuneo orogenico; catene a pieghe e sovrascorrimenti ed esempi regionali.
Tettonica trascorrente: associazioni strutturali; faglie trascorrenti e trasformi; tettonica trascorrente intraplacca ed esempi regionali.
-Applicazioni e attività formative
Applicazioni della geologia strutturale alla giacimentologia e alla geotecnica. Esercitazioni di laboratorio e sul terreno dedicate all’analisi e all’interpretazione di dati e fabric fragili e duttili alla meso- e microscala.
-Al termine dell’insegnamento è previsto un campo interdisciplinare finalizzato a consolidare i concetti fondamentali e a osservare gli stili deformativi in differenti contesti di tettonica regionale
Testi Adottati
1) G. DAVIS, S. REYNOLDS, "STRUCTURAL GEOLOGY OF ROCKS AND REGIONS", WILEY, 1996.2) H. FOSSEN, “STRUCTURAL GEOLOGY", CAMBRIDEGE UNIV. PRESS (2ND ED.), 2016
3) B. A. VAN DER PLUIJM, S. MARSHAK. W.W, "EARTH STRUCTURE" (2ND ED.), NORTON, 2004.
4) C. W. PASSCHIER, R. A. J. TROUW, "MICROTECTONICS” (2ND ED.), SPRINGER, 2006 (2010).
Modalità Frequenza
La frequenza è fortemente consigliata per le esercitazioni di laboratorio e per le attività di terrenoModalità Valutazione
La valutazione comprende un esame orale sull’intero programma e la discussione critica dell’attività di terreno. -Esame orale, 70 per cento Il colloquio verifica la conoscenza dei contenuti, la capacità di applicare metodi di analisi geometrica, cinematica e dinamica delle strutture geologiche, la capacità di interpretare dati strutturali nel contesto tettonico regionale e l’uso appropriato della terminologia disciplinare. Le domande richiedono di descrivere, confrontare, applicare e motivare interpretazioni, non soltanto di richiamare nozioni. -Discussione dell’attività di terreno, 30 per cento La discussione verifica la capacità di organizzare e integrare le osservazioni di terreno, dati geologico-strutturali e modelli teorici, di riconoscere limiti e incertezze e di presentare conclusioni motivate con supporti grafici appropriati. Criteri e voto finale La valutazione considera correttezza e completezza delle conoscenze, appropriatezza dei metodi, coerenza delle interpretazioni, autonomia di giudizio e chiarezza dell’esposizione. Il voto finale deriva dalla somma ponderata delle due componenti indicate. scheda docente materiale didattico
-Deformazione e strain
Deformazione coassiale e non coassiale; deformazione finita e incrementale; strain omogeneo ed eterogeneo; ellissoide dello strain; stati di strain e quantificazione dello strain finito.
-Reologia
Deformazione fragile e duttile; meccanismi deformativi; leggi costitutive e relazioni sforzo-deformazione; comportamento newtoniano e non newtoniano; creep; recovery e ricristallizzazione statica e dinamica; mappe di deformazione. Reologia e profili reologici della litosfera continentale e oceanica.
-Stress
Tensore dello stress, assi principali dello stress, stati di stress, cerchi di Mohr.
-Deformazione fragile
Criteri di rottura di Mohr-Coulomb e Griffith; faglie andersoniane, loro classificazione e analisi dinamica mediante inversione del campo di stress; Riattivazione tettonica: legge di Byerlee ed applicazioni; joints e vene.
Struttura delle zone di faglia: fault core, damage zone e classificazione delle rocce di faglia. Crescita e organizzazione spaziale delle faglie; propagazione laterale, overlap e linkage; indicatori cinematici e Riedel shears.
Faglie e terremoti: strumenti della geologia strutturale e studio di faglie sismogenetiche attive ed esumate (rocce di faglia e pseudotachiliti).
Interazione fluido-roccia e controllo strutturale sulla mineralizzazione idrotermale.
-Deformazione duttile
Fabric e strutture plano-lineari, foliazioni e lineazioni; tettoniti S, L e S-L e loro significato tettonico. Pieghe monofasiche e polifasiche: descrizione, classificazione, strutture associate e di interferenza, criteri di sovrapposizione.
Relazioni tra deformazione e metamorfismo alla meso- e microscala; zone di taglio duttili (miloniti), criteri cinematici (meso- e micro-scala) e loro significato geologico.
-Tettonica regionale
Tettonica estensionale: geometrie dei sistemi di rifting; modelli di taglio puro e taglio semplice; reologia della litosfera e tipi di rifting (narrow and wide rift); transizione rifting-drifting; relazioni tra deformazione, sedimentazione ed erosione.
Tettonica compressiva: subduction factory e orogenesi; dinamica dei sistemi orogenici; catene da subduzione, subduzione-collisione e orogeni da accrezione; regimi termo-barici; cuneo orogenico; catene a pieghe e sovrascorrimenti ed esempi regionali.
Tettonica trascorrente: associazioni strutturali; faglie trascorrenti e trasformi; tettonica trascorrente intraplacca ed esempi regionali.
-Applicazioni e attività formative
Applicazioni della geologia strutturale alla giacimentologia e alla geotecnica. Esercitazioni di laboratorio e sul terreno dedicate all’analisi e all’interpretazione di dati e fabric fragili e duttili alla meso- e microscala.
-Al termine dell’insegnamento è previsto un campo interdisciplinare finalizzato a consolidare i concetti fondamentali e a osservare gli stili deformativi in differenti contesti di tettonica regionale
2) H. FOSSEN, “STRUCTURAL GEOLOGY", CAMBRIDEGE UNIV. PRESS (2ND ED.), 2016
3) B. A. VAN DER PLUIJM, S. MARSHAK. W.W, "EARTH STRUCTURE" (2ND ED.), NORTON, 2004.
4) C. W. PASSCHIER, R. A. J. TROUW, "MICROTECTONICS” (2ND ED.), SPRINGER, 2006 (2010).
Programma
L’insegnamento sviluppa strumenti concettuali e operativi per analizzare e interpretare la deformazione delle rocce e le strutture geologiche dalla microscala alla scala regionale.-Deformazione e strain
Deformazione coassiale e non coassiale; deformazione finita e incrementale; strain omogeneo ed eterogeneo; ellissoide dello strain; stati di strain e quantificazione dello strain finito.
-Reologia
Deformazione fragile e duttile; meccanismi deformativi; leggi costitutive e relazioni sforzo-deformazione; comportamento newtoniano e non newtoniano; creep; recovery e ricristallizzazione statica e dinamica; mappe di deformazione. Reologia e profili reologici della litosfera continentale e oceanica.
-Stress
Tensore dello stress, assi principali dello stress, stati di stress, cerchi di Mohr.
-Deformazione fragile
Criteri di rottura di Mohr-Coulomb e Griffith; faglie andersoniane, loro classificazione e analisi dinamica mediante inversione del campo di stress; Riattivazione tettonica: legge di Byerlee ed applicazioni; joints e vene.
Struttura delle zone di faglia: fault core, damage zone e classificazione delle rocce di faglia. Crescita e organizzazione spaziale delle faglie; propagazione laterale, overlap e linkage; indicatori cinematici e Riedel shears.
Faglie e terremoti: strumenti della geologia strutturale e studio di faglie sismogenetiche attive ed esumate (rocce di faglia e pseudotachiliti).
Interazione fluido-roccia e controllo strutturale sulla mineralizzazione idrotermale.
-Deformazione duttile
Fabric e strutture plano-lineari, foliazioni e lineazioni; tettoniti S, L e S-L e loro significato tettonico. Pieghe monofasiche e polifasiche: descrizione, classificazione, strutture associate e di interferenza, criteri di sovrapposizione.
Relazioni tra deformazione e metamorfismo alla meso- e microscala; zone di taglio duttili (miloniti), criteri cinematici (meso- e micro-scala) e loro significato geologico.
-Tettonica regionale
Tettonica estensionale: geometrie dei sistemi di rifting; modelli di taglio puro e taglio semplice; reologia della litosfera e tipi di rifting (narrow and wide rift); transizione rifting-drifting; relazioni tra deformazione, sedimentazione ed erosione.
Tettonica compressiva: subduction factory e orogenesi; dinamica dei sistemi orogenici; catene da subduzione, subduzione-collisione e orogeni da accrezione; regimi termo-barici; cuneo orogenico; catene a pieghe e sovrascorrimenti ed esempi regionali.
Tettonica trascorrente: associazioni strutturali; faglie trascorrenti e trasformi; tettonica trascorrente intraplacca ed esempi regionali.
-Applicazioni e attività formative
Applicazioni della geologia strutturale alla giacimentologia e alla geotecnica. Esercitazioni di laboratorio e sul terreno dedicate all’analisi e all’interpretazione di dati e fabric fragili e duttili alla meso- e microscala.
-Al termine dell’insegnamento è previsto un campo interdisciplinare finalizzato a consolidare i concetti fondamentali e a osservare gli stili deformativi in differenti contesti di tettonica regionale
Testi Adottati
1) G. DAVIS, S. REYNOLDS, "STRUCTURAL GEOLOGY OF ROCKS AND REGIONS", WILEY, 1996.2) H. FOSSEN, “STRUCTURAL GEOLOGY", CAMBRIDEGE UNIV. PRESS (2ND ED.), 2016
3) B. A. VAN DER PLUIJM, S. MARSHAK. W.W, "EARTH STRUCTURE" (2ND ED.), NORTON, 2004.
4) C. W. PASSCHIER, R. A. J. TROUW, "MICROTECTONICS” (2ND ED.), SPRINGER, 2006 (2010).
Modalità Frequenza
La frequenza è fortemente consigliata per le esercitazioni di laboratorio e per le attività di terrenoModalità Valutazione
La valutazione comprende un esame orale sull’intero programma e la discussione critica dell’attività di terreno. -Esame orale, 70 per cento Il colloquio verifica la conoscenza dei contenuti, la capacità di applicare metodi di analisi geometrica, cinematica e dinamica delle strutture geologiche, la capacità di interpretare dati strutturali nel contesto tettonico regionale e l’uso appropriato della terminologia disciplinare. Le domande richiedono di descrivere, confrontare, applicare e motivare interpretazioni, non soltanto di richiamare nozioni. -Discussione dell’attività di terreno, 30 per cento La discussione verifica la capacità di organizzare e integrare le osservazioni di terreno, dati geologico-strutturali e modelli teorici, di riconoscere limiti e incertezze e di presentare conclusioni motivate con supporti grafici appropriati. Criteri e voto finale La valutazione considera correttezza e completezza delle conoscenze, appropriatezza dei metodi, coerenza delle interpretazioni, autonomia di giudizio e chiarezza dell’esposizione. Il voto finale deriva dalla somma ponderata delle due componenti indicate. scheda docente materiale didattico
-Deformazione e strain
Deformazione coassiale e non coassiale; deformazione finita e incrementale; strain omogeneo ed eterogeneo; ellissoide dello strain; stati di strain e quantificazione dello strain finito.
-Reologia
Deformazione fragile e duttile; meccanismi deformativi; leggi costitutive e relazioni sforzo-deformazione; comportamento newtoniano e non newtoniano; creep; recovery e ricristallizzazione statica e dinamica; mappe di deformazione. Reologia e profili reologici della litosfera continentale e oceanica.
-Stress
Tensore dello stress, assi principali dello stress, stati di stress, cerchi di Mohr.
-Deformazione fragile
Criteri di rottura di Mohr-Coulomb e Griffith; faglie andersoniane, loro classificazione e analisi dinamica mediante inversione del campo di stress; Riattivazione tettonica: legge di Byerlee ed applicazioni; joints e vene.
Struttura delle zone di faglia: fault core, damage zone e classificazione delle rocce di faglia. Crescita e organizzazione spaziale delle faglie; propagazione laterale, overlap e linkage; indicatori cinematici e Riedel shears.
Faglie e terremoti: strumenti della geologia strutturale e studio di faglie sismogenetiche attive ed esumate (rocce di faglia e pseudotachiliti).
Interazione fluido-roccia e controllo strutturale sulla mineralizzazione idrotermale.
-Deformazione duttile
Fabric e strutture plano-lineari, foliazioni e lineazioni; tettoniti S, L e S-L e loro significato tettonico. Pieghe monofasiche e polifasiche: descrizione, classificazione, strutture associate e di interferenza, criteri di sovrapposizione.
Relazioni tra deformazione e metamorfismo alla meso- e microscala; zone di taglio duttili (miloniti), criteri cinematici (meso- e micro-scala) e loro significato geologico.
-Tettonica regionale
Tettonica estensionale: geometrie dei sistemi di rifting; modelli di taglio puro e taglio semplice; reologia della litosfera e tipi di rifting (narrow and wide rift); transizione rifting-drifting; relazioni tra deformazione, sedimentazione ed erosione.
Tettonica compressiva: subduction factory e orogenesi; dinamica dei sistemi orogenici; catene da subduzione, subduzione-collisione e orogeni da accrezione; regimi termo-barici; cuneo orogenico; catene a pieghe e sovrascorrimenti ed esempi regionali.
Tettonica trascorrente: associazioni strutturali; faglie trascorrenti e trasformi; tettonica trascorrente intraplacca ed esempi regionali.
-Applicazioni e attività formative
Applicazioni della geologia strutturale alla giacimentologia e alla geotecnica. Esercitazioni di laboratorio e sul terreno dedicate all’analisi e all’interpretazione di dati e fabric fragili e duttili alla meso- e microscala.
-Al termine dell’insegnamento è previsto un campo interdisciplinare finalizzato a consolidare i concetti fondamentali e a osservare gli stili deformativi in differenti contesti di tettonica regionale
2) H. FOSSEN, “STRUCTURAL GEOLOGY", CAMBRIDEGE UNIV. PRESS (2ND ED.), 2016
3) B. A. VAN DER PLUIJM, S. MARSHAK. W.W, "EARTH STRUCTURE" (2ND ED.), NORTON, 2004.
4) C. W. PASSCHIER, R. A. J. TROUW, "MICROTECTONICS” (2ND ED.), SPRINGER, 2006 (2010).
Programma
L’insegnamento sviluppa strumenti concettuali e operativi per analizzare e interpretare la deformazione delle rocce e le strutture geologiche dalla microscala alla scala regionale.-Deformazione e strain
Deformazione coassiale e non coassiale; deformazione finita e incrementale; strain omogeneo ed eterogeneo; ellissoide dello strain; stati di strain e quantificazione dello strain finito.
-Reologia
Deformazione fragile e duttile; meccanismi deformativi; leggi costitutive e relazioni sforzo-deformazione; comportamento newtoniano e non newtoniano; creep; recovery e ricristallizzazione statica e dinamica; mappe di deformazione. Reologia e profili reologici della litosfera continentale e oceanica.
-Stress
Tensore dello stress, assi principali dello stress, stati di stress, cerchi di Mohr.
-Deformazione fragile
Criteri di rottura di Mohr-Coulomb e Griffith; faglie andersoniane, loro classificazione e analisi dinamica mediante inversione del campo di stress; Riattivazione tettonica: legge di Byerlee ed applicazioni; joints e vene.
Struttura delle zone di faglia: fault core, damage zone e classificazione delle rocce di faglia. Crescita e organizzazione spaziale delle faglie; propagazione laterale, overlap e linkage; indicatori cinematici e Riedel shears.
Faglie e terremoti: strumenti della geologia strutturale e studio di faglie sismogenetiche attive ed esumate (rocce di faglia e pseudotachiliti).
Interazione fluido-roccia e controllo strutturale sulla mineralizzazione idrotermale.
-Deformazione duttile
Fabric e strutture plano-lineari, foliazioni e lineazioni; tettoniti S, L e S-L e loro significato tettonico. Pieghe monofasiche e polifasiche: descrizione, classificazione, strutture associate e di interferenza, criteri di sovrapposizione.
Relazioni tra deformazione e metamorfismo alla meso- e microscala; zone di taglio duttili (miloniti), criteri cinematici (meso- e micro-scala) e loro significato geologico.
-Tettonica regionale
Tettonica estensionale: geometrie dei sistemi di rifting; modelli di taglio puro e taglio semplice; reologia della litosfera e tipi di rifting (narrow and wide rift); transizione rifting-drifting; relazioni tra deformazione, sedimentazione ed erosione.
Tettonica compressiva: subduction factory e orogenesi; dinamica dei sistemi orogenici; catene da subduzione, subduzione-collisione e orogeni da accrezione; regimi termo-barici; cuneo orogenico; catene a pieghe e sovrascorrimenti ed esempi regionali.
Tettonica trascorrente: associazioni strutturali; faglie trascorrenti e trasformi; tettonica trascorrente intraplacca ed esempi regionali.
-Applicazioni e attività formative
Applicazioni della geologia strutturale alla giacimentologia e alla geotecnica. Esercitazioni di laboratorio e sul terreno dedicate all’analisi e all’interpretazione di dati e fabric fragili e duttili alla meso- e microscala.
-Al termine dell’insegnamento è previsto un campo interdisciplinare finalizzato a consolidare i concetti fondamentali e a osservare gli stili deformativi in differenti contesti di tettonica regionale
Testi Adottati
1) G. DAVIS, S. REYNOLDS, "STRUCTURAL GEOLOGY OF ROCKS AND REGIONS", WILEY, 1996.2) H. FOSSEN, “STRUCTURAL GEOLOGY", CAMBRIDEGE UNIV. PRESS (2ND ED.), 2016
3) B. A. VAN DER PLUIJM, S. MARSHAK. W.W, "EARTH STRUCTURE" (2ND ED.), NORTON, 2004.
4) C. W. PASSCHIER, R. A. J. TROUW, "MICROTECTONICS” (2ND ED.), SPRINGER, 2006 (2010).
Modalità Frequenza
La frequenza è fortemente consigliata per le esercitazioni di laboratorio e per le attività di terrenoModalità Valutazione
La valutazione comprende un esame orale sull’intero programma e la discussione critica dell’attività di terreno. -Esame orale, 70 per cento Il colloquio verifica la conoscenza dei contenuti, la capacità di applicare metodi di analisi geometrica, cinematica e dinamica delle strutture geologiche, la capacità di interpretare dati strutturali nel contesto tettonico regionale e l’uso appropriato della terminologia disciplinare. Le domande richiedono di descrivere, confrontare, applicare e motivare interpretazioni, non soltanto di richiamare nozioni. -Discussione dell’attività di terreno, 30 per cento La discussione verifica la capacità di organizzare e integrare le osservazioni di terreno, dati geologico-strutturali e modelli teorici, di riconoscere limiti e incertezze e di presentare conclusioni motivate con supporti grafici appropriati. Criteri e voto finale La valutazione considera correttezza e completezza delle conoscenze, appropriatezza dei metodi, coerenza delle interpretazioni, autonomia di giudizio e chiarezza dell’esposizione. Il voto finale deriva dalla somma ponderata delle due componenti indicate. scheda docente materiale didattico
-Deformazione e strain
Deformazione coassiale e non coassiale; deformazione finita e incrementale; strain omogeneo ed eterogeneo; ellissoide dello strain; stati di strain e quantificazione dello strain finito.
-Reologia
Deformazione fragile e duttile; meccanismi deformativi; leggi costitutive e relazioni sforzo-deformazione; comportamento newtoniano e non newtoniano; creep; recovery e ricristallizzazione statica e dinamica; mappe di deformazione. Reologia e profili reologici della litosfera continentale e oceanica.
-Stress
Tensore dello stress, assi principali dello stress, stati di stress, cerchi di Mohr.
-Deformazione fragile
Criteri di rottura di Mohr-Coulomb e Griffith; faglie andersoniane, loro classificazione e analisi dinamica mediante inversione del campo di stress; Riattivazione tettonica: legge di Byerlee ed applicazioni; joints e vene.
Struttura delle zone di faglia: fault core, damage zone e classificazione delle rocce di faglia. Crescita e organizzazione spaziale delle faglie; propagazione laterale, overlap e linkage; indicatori cinematici e Riedel shears.
Faglie e terremoti: strumenti della geologia strutturale e studio di faglie sismogenetiche attive ed esumate (rocce di faglia e pseudotachiliti).
Interazione fluido-roccia e controllo strutturale sulla mineralizzazione idrotermale.
-Deformazione duttile
Fabric e strutture plano-lineari, foliazioni e lineazioni; tettoniti S, L e S-L e loro significato tettonico. Pieghe monofasiche e polifasiche: descrizione, classificazione, strutture associate e di interferenza, criteri di sovrapposizione.
Relazioni tra deformazione e metamorfismo alla meso- e microscala; zone di taglio duttili (miloniti), criteri cinematici (meso- e micro-scala) e loro significato geologico.
-Tettonica regionale
Tettonica estensionale: geometrie dei sistemi di rifting; modelli di taglio puro e taglio semplice; reologia della litosfera e tipi di rifting (narrow and wide rift); transizione rifting-drifting; relazioni tra deformazione, sedimentazione ed erosione.
Tettonica compressiva: subduction factory e orogenesi; dinamica dei sistemi orogenici; catene da subduzione, subduzione-collisione e orogeni da accrezione; regimi termo-barici; cuneo orogenico; catene a pieghe e sovrascorrimenti ed esempi regionali.
Tettonica trascorrente: associazioni strutturali; faglie trascorrenti e trasformi; tettonica trascorrente intraplacca ed esempi regionali.
-Applicazioni e attività formative
Applicazioni della geologia strutturale alla giacimentologia e alla geotecnica. Esercitazioni di laboratorio e sul terreno dedicate all’analisi e all’interpretazione di dati e fabric fragili e duttili alla meso- e microscala.
-Al termine dell’insegnamento è previsto un campo interdisciplinare finalizzato a consolidare i concetti fondamentali e a osservare gli stili deformativi in differenti contesti di tettonica regionale
2) H. FOSSEN, “STRUCTURAL GEOLOGY", CAMBRIDEGE UNIV. PRESS (2ND ED.), 2016
3) B. A. VAN DER PLUIJM, S. MARSHAK. W.W, "EARTH STRUCTURE" (2ND ED.), NORTON, 2004.
4) C. W. PASSCHIER, R. A. J. TROUW, "MICROTECTONICS” (2ND ED.), SPRINGER, 2006 (2010).
Programma
L’insegnamento sviluppa strumenti concettuali e operativi per analizzare e interpretare la deformazione delle rocce e le strutture geologiche dalla microscala alla scala regionale.-Deformazione e strain
Deformazione coassiale e non coassiale; deformazione finita e incrementale; strain omogeneo ed eterogeneo; ellissoide dello strain; stati di strain e quantificazione dello strain finito.
-Reologia
Deformazione fragile e duttile; meccanismi deformativi; leggi costitutive e relazioni sforzo-deformazione; comportamento newtoniano e non newtoniano; creep; recovery e ricristallizzazione statica e dinamica; mappe di deformazione. Reologia e profili reologici della litosfera continentale e oceanica.
-Stress
Tensore dello stress, assi principali dello stress, stati di stress, cerchi di Mohr.
-Deformazione fragile
Criteri di rottura di Mohr-Coulomb e Griffith; faglie andersoniane, loro classificazione e analisi dinamica mediante inversione del campo di stress; Riattivazione tettonica: legge di Byerlee ed applicazioni; joints e vene.
Struttura delle zone di faglia: fault core, damage zone e classificazione delle rocce di faglia. Crescita e organizzazione spaziale delle faglie; propagazione laterale, overlap e linkage; indicatori cinematici e Riedel shears.
Faglie e terremoti: strumenti della geologia strutturale e studio di faglie sismogenetiche attive ed esumate (rocce di faglia e pseudotachiliti).
Interazione fluido-roccia e controllo strutturale sulla mineralizzazione idrotermale.
-Deformazione duttile
Fabric e strutture plano-lineari, foliazioni e lineazioni; tettoniti S, L e S-L e loro significato tettonico. Pieghe monofasiche e polifasiche: descrizione, classificazione, strutture associate e di interferenza, criteri di sovrapposizione.
Relazioni tra deformazione e metamorfismo alla meso- e microscala; zone di taglio duttili (miloniti), criteri cinematici (meso- e micro-scala) e loro significato geologico.
-Tettonica regionale
Tettonica estensionale: geometrie dei sistemi di rifting; modelli di taglio puro e taglio semplice; reologia della litosfera e tipi di rifting (narrow and wide rift); transizione rifting-drifting; relazioni tra deformazione, sedimentazione ed erosione.
Tettonica compressiva: subduction factory e orogenesi; dinamica dei sistemi orogenici; catene da subduzione, subduzione-collisione e orogeni da accrezione; regimi termo-barici; cuneo orogenico; catene a pieghe e sovrascorrimenti ed esempi regionali.
Tettonica trascorrente: associazioni strutturali; faglie trascorrenti e trasformi; tettonica trascorrente intraplacca ed esempi regionali.
-Applicazioni e attività formative
Applicazioni della geologia strutturale alla giacimentologia e alla geotecnica. Esercitazioni di laboratorio e sul terreno dedicate all’analisi e all’interpretazione di dati e fabric fragili e duttili alla meso- e microscala.
-Al termine dell’insegnamento è previsto un campo interdisciplinare finalizzato a consolidare i concetti fondamentali e a osservare gli stili deformativi in differenti contesti di tettonica regionale
Testi Adottati
1) G. DAVIS, S. REYNOLDS, "STRUCTURAL GEOLOGY OF ROCKS AND REGIONS", WILEY, 1996.2) H. FOSSEN, “STRUCTURAL GEOLOGY", CAMBRIDEGE UNIV. PRESS (2ND ED.), 2016
3) B. A. VAN DER PLUIJM, S. MARSHAK. W.W, "EARTH STRUCTURE" (2ND ED.), NORTON, 2004.
4) C. W. PASSCHIER, R. A. J. TROUW, "MICROTECTONICS” (2ND ED.), SPRINGER, 2006 (2010).
Modalità Frequenza
La frequenza è fortemente consigliata per le esercitazioni di laboratorio e per le attività di terrenoModalità Valutazione
La valutazione comprende un esame orale sull’intero programma e la discussione critica dell’attività di terreno. -Esame orale, 70 per cento Il colloquio verifica la conoscenza dei contenuti, la capacità di applicare metodi di analisi geometrica, cinematica e dinamica delle strutture geologiche, la capacità di interpretare dati strutturali nel contesto tettonico regionale e l’uso appropriato della terminologia disciplinare. Le domande richiedono di descrivere, confrontare, applicare e motivare interpretazioni, non soltanto di richiamare nozioni. -Discussione dell’attività di terreno, 30 per cento La discussione verifica la capacità di organizzare e integrare le osservazioni di terreno, dati geologico-strutturali e modelli teorici, di riconoscere limiti e incertezze e di presentare conclusioni motivate con supporti grafici appropriati. Criteri e voto finale La valutazione considera correttezza e completezza delle conoscenze, appropriatezza dei metodi, coerenza delle interpretazioni, autonomia di giudizio e chiarezza dell’esposizione. Il voto finale deriva dalla somma ponderata delle due componenti indicate.