L’insegnamento fornisce strumenti antropologici per analizzare il corpo e i generi come luoghi di costruzione sociale, politica e simbolica. Attraverso un approccio comparativo e interdisciplinare, le studentesse e gli studenti acquisiscono competenze per interpretare dinamiche di potere, processi di soggettivazione, politiche del corpo e forme di regolazione dei generi in diversi contesti culturali. Il corso permette di sviluppare capacità critiche nell’analisi di fenomeni contemporanei quali biopolitiche, diritti sessuali e riproduttivi, rappresentazioni mediali e pratiche corporee, con attenzione alle prospettive femministe e decoloniali.
scheda docente materiale didattico
A partire da una prospettiva antropologica critica, femminista e di genere, il corso affronterà il corpo non come dato naturale, ma come costruzione storica, sociale, simbolica e politica. Saranno analizzati i processi attraverso cui sesso, genere, sessualità, desiderio, violenza, cura e vulnerabilità vengono incorporati, regolati e resi intelligibili all’interno di specifici contesti sociali, morali, giuridici e istituzionali.
Il percorso didattico seguirà una doppia articolazione: da un lato, la ricostruzione di alcune genealogie dell’antropologia di genere e femminista; dall’altro, l’analisi di casi etnografici e questioni contemporanee riguardanti corpi, soggettività, norme, dispositivi di protezione, pratiche di cura e forme di riconoscimento.
Durante il corso potranno essere letti e discussi articoli di approfondimento, disponibili in accesso aperto o caricati tra i materiali didattici, dedicati a temi quali cura, infanzia, riproduzione, transizioni di genere, maschilità, sessualità, lavoro emotivo, welfare, violenza e politiche dei corpi.
Programma del corso
Il corso sarà articolato in sei nuclei tematici.
1. Antropologia del corpo, genere e globalizzazione
La prima parte del corso introdurrà il corpo come oggetto centrale dell’analisi antropologica. Saranno discussi i modi in cui i corpi vengono costruiti, modificati, disciplinati e rappresentati nei processi di globalizzazione, con particolare attenzione al genere come categoria analitica.
Testo di riferimento:
Michela Fusaschi, Corpo non si nasce, si diventa. Antropologiche di genere nella globalizzazione, Roma, CISU, 2018.
2. Genealogie dell’antropologia di genere e femminista
La seconda parte sarà dedicata alla ricostruzione di alcune linee teoriche dell’antropologia di genere e femminista. Saranno affrontati i rapporti tra sesso, genere, sessualità, cultura e potere, con attenzione alla critica dell’essenzialismo, alla rappresentazione etnografica, all’agency, all’embodiment, alle configurazioni locali del genere e alle politiche della sessualità.
Testo di riferimento:
Michela Fusaschi, Politiche dei corpi. Genealogie dell’antropologia di genere e femminista, in stampa.
3. Sesso, genere, sessualità e politiche del desiderio
Questa parte del corso analizzerà la sessualità come campo politico e morale, attraversato da norme, gerarchie, classificazioni e conflitti. Saranno discussi i modi in cui le categorie sessuali e di genere vengono prodotte, tradotte, localizzate e globalizzate.
4. Agency, embodiment e soggettivazione
Il corso affronterà il rapporto tra corpo, soggetto, disciplina e agency, mettendo in discussione le opposizioni semplici tra libertà e subordinazione, resistenza e assoggettamento. Particolare attenzione sarà dedicata ai processi di incorporazione delle norme e alla produzione situata delle soggettività.
5. Cura, vulnerabilità, violenza e protezione
Questa parte discuterà il rapporto tra cura, vulnerabilità, violenza e protezione, con attenzione agli effetti ambivalenti dei dispositivi morali, giuridici, sanitari e umanitari che intervengono sui corpi. Saranno presi in esame i modi in cui la protezione può ridurre alcune forme di violenza, ma anche produrre classificazioni, stigma, silenziamento e nuove forme di controllo.
6. Politiche dei corpi e antropologia pubblica
La parte conclusiva sarà dedicata alle politiche contemporanee dei corpi e alla responsabilità pubblica dell’antropologia. Verranno discussi il ruolo delle parole, delle categorie, delle classificazioni e delle pratiche istituzionali nella produzione delle differenze corporee, sessuali e di genere.
Michela Fusaschi, Corpo non si nasce, si diventa. Antropologiche di genere nella globalizzazione, Roma, CISU, 2018.
Michela Fusaschi, Politiche dei corpi. Genealogie dell’antropologia di genere e femminista, in stampa.
Materiali integrativi
Durante il corso saranno inoltre letti e discussi alcuni articoli di approfondimento, disponibili in accesso aperto o caricati su Moodle/Teams. Gli articoli saranno indicati all’inizio del corso e riguarderanno temi quali cura, riproduzione, transizioni di genere, maschilità, sessualità, lavoro emotivo, welfare, violenza e politiche dei corpi.
Gli articoli discussi a lezione potranno costituire materiale per lavori di gruppo, presentazioni seminariali o approfondimenti individuali.
Mutuazione: 21830224 ANTROPOLOGIA POLITICA DEI CORPI E DEI GENERI in Relazioni Internazionali e Sicurezza Globale LM-52 R FUSASCHI MICHELA
Programma
Il corso propone un’introduzione avanzata all’antropologia politica dei corpi e dei generi, con particolare attenzione ai modi in cui i corpi vengono prodotti, classificati, rappresentati, disciplinati, curati, protetti e attraversati da rapporti di potere.A partire da una prospettiva antropologica critica, femminista e di genere, il corso affronterà il corpo non come dato naturale, ma come costruzione storica, sociale, simbolica e politica. Saranno analizzati i processi attraverso cui sesso, genere, sessualità, desiderio, violenza, cura e vulnerabilità vengono incorporati, regolati e resi intelligibili all’interno di specifici contesti sociali, morali, giuridici e istituzionali.
Il percorso didattico seguirà una doppia articolazione: da un lato, la ricostruzione di alcune genealogie dell’antropologia di genere e femminista; dall’altro, l’analisi di casi etnografici e questioni contemporanee riguardanti corpi, soggettività, norme, dispositivi di protezione, pratiche di cura e forme di riconoscimento.
Durante il corso potranno essere letti e discussi articoli di approfondimento, disponibili in accesso aperto o caricati tra i materiali didattici, dedicati a temi quali cura, infanzia, riproduzione, transizioni di genere, maschilità, sessualità, lavoro emotivo, welfare, violenza e politiche dei corpi.
Programma del corso
Il corso sarà articolato in sei nuclei tematici.
1. Antropologia del corpo, genere e globalizzazione
La prima parte del corso introdurrà il corpo come oggetto centrale dell’analisi antropologica. Saranno discussi i modi in cui i corpi vengono costruiti, modificati, disciplinati e rappresentati nei processi di globalizzazione, con particolare attenzione al genere come categoria analitica.
Testo di riferimento:
Michela Fusaschi, Corpo non si nasce, si diventa. Antropologiche di genere nella globalizzazione, Roma, CISU, 2018.
2. Genealogie dell’antropologia di genere e femminista
La seconda parte sarà dedicata alla ricostruzione di alcune linee teoriche dell’antropologia di genere e femminista. Saranno affrontati i rapporti tra sesso, genere, sessualità, cultura e potere, con attenzione alla critica dell’essenzialismo, alla rappresentazione etnografica, all’agency, all’embodiment, alle configurazioni locali del genere e alle politiche della sessualità.
Testo di riferimento:
Michela Fusaschi, Politiche dei corpi. Genealogie dell’antropologia di genere e femminista, in stampa.
3. Sesso, genere, sessualità e politiche del desiderio
Questa parte del corso analizzerà la sessualità come campo politico e morale, attraversato da norme, gerarchie, classificazioni e conflitti. Saranno discussi i modi in cui le categorie sessuali e di genere vengono prodotte, tradotte, localizzate e globalizzate.
4. Agency, embodiment e soggettivazione
Il corso affronterà il rapporto tra corpo, soggetto, disciplina e agency, mettendo in discussione le opposizioni semplici tra libertà e subordinazione, resistenza e assoggettamento. Particolare attenzione sarà dedicata ai processi di incorporazione delle norme e alla produzione situata delle soggettività.
5. Cura, vulnerabilità, violenza e protezione
Questa parte discuterà il rapporto tra cura, vulnerabilità, violenza e protezione, con attenzione agli effetti ambivalenti dei dispositivi morali, giuridici, sanitari e umanitari che intervengono sui corpi. Saranno presi in esame i modi in cui la protezione può ridurre alcune forme di violenza, ma anche produrre classificazioni, stigma, silenziamento e nuove forme di controllo.
6. Politiche dei corpi e antropologia pubblica
La parte conclusiva sarà dedicata alle politiche contemporanee dei corpi e alla responsabilità pubblica dell’antropologia. Verranno discussi il ruolo delle parole, delle categorie, delle classificazioni e delle pratiche istituzionali nella produzione delle differenze corporee, sessuali e di genere.
Testi Adottati
Lila Abu-Lughod, Le donne musulmane hanno bisogno di essere salvate?, (in stampa).Michela Fusaschi, Corpo non si nasce, si diventa. Antropologiche di genere nella globalizzazione, Roma, CISU, 2018.
Michela Fusaschi, Politiche dei corpi. Genealogie dell’antropologia di genere e femminista, in stampa.
Materiali integrativi
Durante il corso saranno inoltre letti e discussi alcuni articoli di approfondimento, disponibili in accesso aperto o caricati su Moodle/Teams. Gli articoli saranno indicati all’inizio del corso e riguarderanno temi quali cura, riproduzione, transizioni di genere, maschilità, sessualità, lavoro emotivo, welfare, violenza e politiche dei corpi.
Gli articoli discussi a lezione potranno costituire materiale per lavori di gruppo, presentazioni seminariali o approfondimenti individuali.
Modalità Frequenza
La frequenza non è obbligatoria, ma è fortemente consigliata. Saranno considerati/e frequentanti gli studenti e le studentesse che avranno seguito almeno l’80% delle lezioni, secondo le modalità di rilevazione che saranno comunicate all’inizio del corso.Modalità Valutazione
La verifica dell’apprendimento prevede attività in itinere e una prova finale. Durante il corso saranno svolte in classe prove in itinere sotto forma di test di autovalutazione, finalizzate a verificare progressivamente la comprensione dei concetti principali, dei testi in programma e dei temi affrontati a lezione. Tali prove hanno funzione formativa e di accompagnamento allo studio. La prova finale consisterà in un test a risposta multipla sui testi d’esame e sugli argomenti trattati durante il corso. Per gli studenti e le studentesse frequentanti potranno inoltre essere previsti, qualora il numero dei partecipanti lo consenta, lavori di gruppo su temi, testi o casi etnografici discussi durante il corso. Le modalità specifiche saranno comunicate a lezione e pubblicate su Moodle/Teams. La valutazione terrà conto di: conoscenza dei testi in programma; comprensione dei concetti fondamentali dell’antropologia del corpo, del genere e della sessualità; capacità di collegare tra loro i diversi testi e nuclei tematici del corso; uso appropriato del lessico disciplinare; capacità di analisi critica e comparativa; partecipazione alle attività in itinere, per gli studenti e le studentesse frequentanti. Criteri di valutazione Saranno valutati positivamente: la conoscenza puntuale dei testi; la capacità di ricostruire le principali genealogie dell’antropologia di genere e femminista; la capacità di discutere criticamente concetti come corpo, genere, sesso, sessualità, agency, embodiment, vulnerabilità, violenza, cura e potere; la capacità di distinguere tra descrizione etnografica, interpretazione antropologica e giudizio morale; la capacità di mettere in relazione casi etnografici, categorie teoriche e dispositivi istituzionali; la chiarezza espositiva e l’uso consapevole del lessico antropologico. Una preparazione puramente mnemonica, non accompagnata dalla capacità di collegare testi, concetti e casi etnografici, sarà considerata insufficiente ai fini di una valutazione alta.