Architettura - Progettazione architettonica

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Il Corso di Laurea Magistrale in Architettura-Progettazione Architettonica colloca l'organismo edilizio al centro dell'esperienza progettuale.
Suo principale obiettivo formativo è preparare a saper gestire l'intero processo che porta alla produzione di un'architettura di qualità dall'ideazione alla costruzione, concentrando l'attenzione sulle interazioni tra edificio, ambiente e contesto, sulle condizioni di abitabilità, sulla coerenza tra scelte strutturali, formali, tipologiche, distributive e tecnologiche.
L'insieme del piano didattico, che si fonda su un elevato grado di cultura critica, storica e scientifica riguardo agli strumenti delle discipline progettuali e al linguaggio architettonico, è volto a fornire una conoscenza professionale avanzata, destinata a governare tutte le scelte architettoniche e a valutarle in termini di fattibilità tecnica ed economica.
I temi di studio riguardano un campo il più possibile vasto e articolato delle applicazioni tipologiche emergenti nel panorama dell'architettura contemporanea, e vengono affrontati in modo che gli studenti possano acquisire competenze e strumenti avanzati per la gestione del progetto, che consentano loro di inserirsi agevolmente nel mondo del lavoro.

OBIETTIVI
OBIETTIVI
l'Architetto
I laureati, superato l'esame di stato per l'accesso, potranno iscriversi a uno degli ordini nazionali nella Sezione A- Settore Architettura dell’albo degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori;inoltre, è in corso la procedura di accreditamento del percorso formativo presso la Commissione Europea, che permetterà ai laureati di esercitare la loro attività e stabilire la loro sede professionale in uno degli stati aderenti all'Unione Europea.

Gli architetti trovano impiego non solo nel campo dell'edilizia, ma anche in settori più o meno affini all'architettura, e possono svolgere una vasta gamma di attività professionali sia in forma autonome che in forma di collaborazione presso enti istituzionali, aziende pubbliche e private, studi professionali, società di promozione e di ingegneria operanti nei campi della progettazione architettonica e urbana, industrie di settore e imprese di costruzione.(vedi il DPR 328/2001 sulla riforma delle professioni)
L'architetto è la figura professionale massimamente esperta nella progettazione architettonica e urbana a qualsiasi scala, nel restauro dei monumenti, dell’urbanistica, nella progettazione del paesaggio, nell'allestimento, nell'estimo immobiliare e nel disegno. È storicamente tra gli attori principali della trasformazione dell'ambiente costruito.

Il curriculum del corso di laurea, senza trascurare nessuno degli aspetti citati, pone un particolare accento sul campo del progetto di architettura.


Attività professionale autonoma
Collaborazione con enti, studi professionali, aziende, società di progettazione, imprese di costruzione.


Nell'ambito di una piena, articolata e consapevole formazione dell'architetto europeo, obiettivo comune di tutti i corsi di laurea magistrali di Architettura, il Corso di Laurea magistrale in Architettura-Progettazione Architettonica colloca l'organismo edilizio al centro dell'esperienza progettuale.
Suo principale obiettivo formativo è preparare a saper gestire l'intero processo che porta alla produzione di un'architettura di qualità dall'ideazione alla costruzione, concentrando l'attenzione sulle interazioni tra edificio, ambiente e contesto, sulle condizioni di abitabilità, sulla coerenza tra scelte strutturali, formali, tipologiche, distributive e tecnologiche.
L'insieme del piano didattico, che si fonda su un elevato grado di cultura critica, storica e scientifica riguardo agli strumenti delle discipline progettuali e al linguaggio architettonico, è volto a fornire una conoscenza professionale avanzata, destinata a governare tutte le scelte architettoniche e a valutarle in termini di fattibilità tecnica ed economica.
I temi di studio riguardano un campo il più possibile vasto e articolato delle applicazioni tipologiche emergenti nel panorama dell'architettura contemporanea, e vengono affrontati in modo che gli studenti possano acquisire competenze e strumenti avanzati per la gestione del progetto, che consentano loro di inserirsi agevolmente nel mondo del lavoro.
La struttura del percorso formativo delle tre lauree magistrali è volutamente organizzata in modo analogo ed è articolata in semestri tematici, caratterizzati da laboratori applicativi spiccatamente interdisciplinari. I contenuti, invece, sono differenziati in relazione agli obiettivi formativi specifici dei singoli corsi.
In particolare, il Corso di Laurea magistrale in Architettura-Progettazione Architettonica prevede una sequenza che porta dagli aspetti ideativi affrontati nel primo semestre, a quelli costruttivi nel secondo, all'elaborazione di un progetto di sintesi di più ampio respiro nel terzo semestre. Il quarto semestre è occupato prevalentemente dall'elaborazione della tesi di laurea, che può avvenire autonomamente con un relatore a scelta del laureando, oppure all'interno di un laboratorio di tesi tra quelli di anno in anno istituiti dal Dipartimento, volti a completare l'iter didattico con un contributo specialistico.
Ai sensi della normativa vigente, per essere ammessi ad un corso di laurea magistrale LM-4,
- occorre essere in possesso di una laurea o di un diploma universitario di durata triennale (DM 270/04, art. 6),
- è requisito curricolare inderogabile l'adempimento delle attività formative indispensabili riportate nella tabella relativa alla laurea in Scienze dell'Architettura L-17 (108 CFU vedi ordinamento classe L-17 DM 16 marzo 2007),
- aver superato i test d'ammissione obbligatori per l'iscrizione ad un corso di laurea e/o di laurea magistrale a ciclo unico, con la esplicita finalizzazione diretta "alla formazione di architetto", come regolato a livello nazionale ogni anno dal Ministero che determina a livello nazionale, con proprio decreto, il numero di posti per le immatricolazioni degli studenti per tali corsi di studio.

Non vengono considerate ai fini della valutazione dei requisiti le attività didattiche acquisite con attività extra-curriculari, post-lauream o corsi singoli.
a - Conoscenza e capacità di comprensione (knowledge and understanding)
La struttura didattica del corso di laurea magistrale, nell'ambito più generale del presente descrittore, è organizzata specificamente per ottenere che i laureati acquisiscano:
a1 - conoscenze e capacità di comprensione relativamente ai vari ambiti disciplinari proposti, compresi quelli del primo ciclo di studi, alla loro consequenzialità logica e strutturale ed alle loro mutue relazioni;
a2 - conoscenze e capacità di comprensione dei processi tipicamente induttivi e complessi propri dell'attività progettuale in generale;
a3 - conoscenze, padronanza e capacità di comprensione delle strumentazioni tecniche, dei linguaggi specifici, dei metodi, delle abilità connesse alla produzione progettuale dell'architettura;
a4 - capacità di estendere le proprie conoscenze e capacità di comprensione, giungendo all'elaborazione e sviluppo di idee, linee di ricerca e proposte originali nel campo delle tematiche attinenti l'architettura.
L'obiettivo a1 è perseguito innanzi tutto con la programmazione ordinata e sequenziale delle attività didattiche e con la loro ragionata alternanza tra approfondimenti teorico-critici e fasi applicative (i corsi di laurea magistrali nel campo dell'architettura si distinguono per la loro struttura stringente e per la compresenza del "fare" col "saper fare" e col "conoscere"). Inoltre la maggior parte delle attività formative presenta una struttura sostanzialmente interdisciplinare, dove più moduli settoriali concorrono a costituire veri e propri "corsi integrati".
Gli obiettivi a2 a3 a4 sono perseguiti soprattutto nei "laboratori": strutture didattiche di carattere applicativo e progettuale, riferite a ss.dd. centrali della cultura e della prassi architettonica (icar/14, icar/19, icar/21, icar/09), ma anche caratterizzate da un'elevata interdisciplinarità. I laboratori, più in particolare, hanno un rigoroso obbligo alla frequenza, un numero ridotto di studenti ammessi (max 50 per laboratorio) e infine godono di un'elevata dotazione di spazi, strumentazioni e supporti didattici (tutors). Fondamentale è il fatto che essi siano mirati non solo a proporre esperienze di carattere tecnico applicativo nel campo progettuale, ma a verificarle, in costante contraddittorio critico, sul piano delle conoscenze (generali e specifiche), dei metodi (tradizionali ed innovativi) e della responsabilità sociale.
L'obiettivo a4, che è in generale promosso dalla stessa natura conoscitiva del progetto (uno spazio di ricerca che non è solamente deduttivo, ma che implica una personale e rischiosa ricerca del nuovo), viene perseguito anche dall'articolazione dei laboratori nei semestri, che, pur restando attentamente guidati dai docenti, lasciano progressivamente più spazio alla definizione personale e autonoma delle linee di ricerca: questo vale in particolare nel laboratorio del quarto semestre e nella prova finale.
Le modalità di verifica del raggiungimento di questi obiettivi, oltre agli esami tradizionali, presenti in numero ridotto, prevedono vari strumenti intermedi (prove applicative, produzione di elaborati teorici o tecnici, ecc.), programmati liberamente e non burocraticamente durante i semestri, senza che essi si costituiscano come frazioni di esame o diano luogo ad alterazioni o interruzioni del normale ciclo di apprendimento. In particolare i laboratori vedono nella stessa costante critica dell'evoluzione dei progetti prodotti dagli studenti una sostanziale verifica in itinere, che di fatto conferisce all'esame finale un carattere quasi secondario. b - Capacità di applicare conoscenza e comprensione (applying knowledge and understanding)
I laureati devono essere capaci di:
b1 - applicare le loro conoscenze, capacità di comprensione ed abilità nel campo del progetto di architettura (in senso ampio, cioè nel progetto del nuovo, nel restauro, nel progetto urbano), affrontandone l'intrinseca complessità e la specifica processualità;
b2 - applicare le loro conoscenze, capacità di comprensione ed abilità nel campo della cultura architettonica (urbana, del restauro) nel risolvere o istruire problemi e tematiche complesse, anche interdisciplinari.
Premesso che l'applicazione delle abilità e delle conoscenze è implicita nella frequentazione di un corso di laurea magistrale che ha il progetto come obiettivo istitutivo, va detto che la duplice natura di questo descrittore ha un preciso riscontro nel ruolo che un architetto maturo e consapevole dovrebbe poter svolgere nella società contemporanea: quello di un professionista dotato di capacità operative efficaci ed elastiche e insieme di capacità critiche e conoscitive.
Facendo riferimento al testo che illustra il precedente descrittore, dove è illustrata la struttura didattica formativa connessa a questo obiettivo, va precisato che il tema dell'applicazione delle conoscenze ed abilità è sviluppato, in questo corso di laurea, attraverso una particolare attenzione alla concretezza ed attualità delle proposizioni didattiche. In particolare:
- i temi applicativi dei laboratori progettuali si riferiscono a casi e problemi reali, spesso particolarmente urgenti, presenti nella città contemporanea, sviluppati secondo un'ordinata e crescente difficoltà e complessità di soluzione.
- i soggetti delle ricerche e degli studi proposti dai corsi si riferiscono a questioni culturali (metodologiche, analitiche, critiche) vive ed aperte nel tessuto della società contemporanea.
- i temi di studio proposti da laboratori e corsi propongono una particolare attenzione a tutti gli aggiornamenti strumentali, conoscitivi e di ricerca, che la realtà nazionale e soprattutto internazionale propone.
Si noti come questa scelta verso la concretezza e l'attualità comporti una facilitazione nella verifica dei risultati didattici, la cui maggiore o minore credibilità ed efficacia risalta proprio nel confronto con l'evidenza sociale dei problemi attuali.
Va aggiunto, sempre in tema di applicazione delle conoscenze, che il presente corso di laurea magistrale, orienta le attenzioni dello studente verso una delle componenti essenziali del ruolo dell'architetto della società (progetto architettonico, progetto urbano e restauro), ma non smarrisce il senso della sua formazione complessiva: non forma insomma degli specialisti, ma degli architetti completi.
Autonomia di giudizio
c - Autonomia di giudizio (making judgements)
I laureati devono essere capaci di:
c1 - utilizzare le loro conoscenze, capacità di comprensione ed abilità nel campo del progetto e della cultura architettonica, integrandole con la comprensione della complessità e contraddittorietà del reale e con la consapevolezza delle responsabilità sociali ed etiche che questo esercizio comporta;
c2 - maturare una propria autonomia di giudizio nell'esercizio delle proprie conoscenze, capacità di comprensione ed abilità nel campo del progetto e della cultura architettonica, evitandone ogni applicazione meramente meccanica, ripetitiva o tecnicistica.
Il raggiungimento di una libera e consapevole autonomia di giudizio è un obiettivo centrale per un corso di laurea al cui centro sta il progetto architettonico (edilizio, urbano o di restauro che sia), attività che chiede appunto l'esercizio di responsabili, complesse, e spesso molto difficili scelte individuali (non per caso il progetto è fra le attività a cui viene attribuito un potenziale rischio sociale), ed è un obiettivo - infine - che può essere perseguito soltanto attraverso un complesso sistema di procedimenti maieutici: cioè attraverso strategie interdisciplinari, confronto fra opinioni, pratiche di discussione e comunicazione, piuttosto che attraverso l'insegnamento di singole discipline.
Per questo, innanzi tutto, il presente corso di laurea magistrale è fortemente strutturato per far interagire l'attività progettuale sia con discipline miranti a un costante aggiornamento metodologico, conoscitivo, scientifico e sociologico, sia anche con discipline che promuovano un arco di riflessioni più generalmente culturale e umanistico: qui vale in particolare il ruolo delle discipline storiche (o storico-critiche), che soprattutto nei corsi di laurea magistrali assumono un carattere eminentemente formativo piuttosto che informativo.
Poi ancora concorrono a questo obiettivo ed implicitamente alla sua valutazione (o, meglio, autovalutazione):
- la pratica di discussioni collettive dei risultati progettuali, applicata in tutti i laboratori;
- la pratica dell'esposizione finale dei progetti in mostre pubbliche;
- la pubblicità della discussione delle tesi di laurea e l'esposizione pubblica dei loro elaborati;
- la pubblicità dei vari prodotti (progettuali e no) del corso di laurea, ottenuta attraverso il sito di facoltà e varie pubblicazioni dedicate;
- l'uso di strumenti in rete per la comunicazione e la discussione dei lavori progettuali in itinere.
- la frequente programmazione di conferenze e "lectures" di docenti, critici e professionisti di valore nazionale ed internazionale;
- l'interazione e lo scambio di esperienze fra più corsi (di laurea, magistrali, di perfezionamento, master) nella stessa facoltà;
- gli scambi Erasmus, i viaggi di studio, ecc.;
- lo sviluppo e l'incentivo di sistemi di valutazione dei corsi e di iniziative di discussione da parte degli studenti.
Abilità comunicative
d - Abilità comunicative (communication skills)
Il presente corso di laurea si attende che i propri laureati debbano saper comunicare a interlocutori specialisti e non specialisti in modo chiaro e privo di ambiguità (sia sul piano verbale e letterario, che su quello tecnico: cioè attraverso tutti gli strumenti grafici, informatici e mediatici propri della cultura architettonica contemporanea) le loro idee, le loro ragioni, i loro progetti e ricerche.
A quest'obiettivo, sul versante della comunicazione tecnica, sono dedicati alcuni corsi e/o moduli, specialmente rivolti a fornire strumenti ed aggiornamenti sul piano del disegno, della rappresentazione e del rilievo (con modalità sia tradizionali che informatiche). Queste attività didattiche, che procedono alla valutazione dei risultati con le modalità descritte più sopra, sono supportate da vari laboratori applicativi attivati dalla Facoltà: si tratta in particolare di un laboratorio informatico, dotato di software ed hardware adeguati e di un laboratorio modelli (ad ambedue i laboratori applicativi sono connessi corsi opzionali per l'addestramento e l'aggiornamento strumentale).
Sul versante della comunicazione scritta e verbale, il corso di laurea si affida:
- alla richiesta, avanzata da quasi tutti i corsi teorici e nei laboratori, di presentazioni scritte (tesine, ricerche, curricula ragionati e critici delle proprie attività, ecc.), intese come elementi essenziali per la valutazione dei risultati specifici e delle abilità comunicative;
- all'utilizzazione generalizzata, sia nella sede dei laboratori progettuali (in itinere ed all'esame), che in sede di laurea, di articolate e complete presentazioni pubbliche orali (con o senza supporti informatici) delle proprie proposizioni progettuali o teoriche; anche questa pratica è intesa come essenziale elemento di valutazione.
Capacità di apprendimento
e - Capacità di apprendimento (learning skills)
Il presente corso di laurea si attende che i propri laureati debbano aver sviluppato capacità di apprendimento ed abilità progettuali tali da permetter loro un costante aggiornamento e un reale progresso conoscitivo nell'esercizio di una professione che (oggi in particolare) è soggetta a un rapidissimo processo di modificazione strutturale.
La strategia didattica messa in atto per puntare a tale obiettivo si può riassumere in questo: il corso di laurea integra, in ogni caso (anche nelle attività formative dedicate agli aspetti normativi, tecnici, tecnologici e strumentali), gli aspetti e i momenti formativi con quelli informativi. In sintesi, e facendo riferimento a quanto è stato scritto per i precedenti descrittori, tale strategia vede come punti essenziali:
- l'interdisciplinarità, presente sia all'interno alle singole unità didattiche che nella complessiva articolazione del corso;
- l'interazione tra fasi operative e fasi di riflessione culturale;
- l'accentuazione della responsabilità autocritica nella pratica del progetto;
- l'aggiornamento prodotto dal (e cercato nel) confronto di diverse esperienze.
Il criterio essenziale per la valutazione del raggiungimento di questo obiettivo sta nello spazio che viene dato, istitutivamente, all'autonoma espressione e discussione delle proprie proposizioni, motivazioni e proposte progettuali, che (vedi il descrittore d) ha una così gran parte nello svolgimento e nell'esame dei corsi teorici e progettuali, nonché nello svolgimento e presentazione della tesi di laurea.
La prova finale consiste:
1) nella presentazione di un portfolio, illustrante il percorso, comprensivo della Laurea in Scienze dell'Architettura, degli studi e delle ricerche del laureando.
2) nella esposizione di un elaborato progettuale o di una tesi scritta originali.
3) nella discussione sostenuta con la commissione dal laureando su quanto ha presentato.
La tesi di laurea è un elaborato originale realizzato individualmente su temi scientifici e culturali concordati col relatore ed attinente, per contenuti e metodi, il corso di laurea magistrale.

RISULTATI
RISULTATI
I dati disponibili dal 2013 al 2015 indicano un livello di iscritti crescente (112 – 133 – 148), che confermano il corso in Progettazione Architettonica come il più attrattivo fra i tre corsi di Laurea Magistrale offerti dal Dipartimento di Architettura, essendo anche comunemente ritenuto il più “generalista” fra i tre. In parallela crescita anche il dato di iscritti provenienti da altri atenei, che raggiunge il 43,8% nel 2015, confermandone anche la costante attrattività.
Alta, anche se di poco inferiore alla media nazionale, la percentuale degli iscritti al secondo anno in corso (91,4% contro 95,1%).
Tra i dati di percorso formativo, nel periodo appare buona (variabile tra 43 e 54) la media di CFU maturata nel I anno dagli studenti in corso.
La durata media del corso di studio si è significativamente ridotta ultimamente, pur tendendo ad essere superiore ai 3 anni. Gli studenti ancora iscritti dopo 3 anni sono ancora il 33,6% contro il 15,8% della madia nazionale della stessa classe di laurea (ma nella stessa area geografica sono il 30%, dati ANVUR). La recente revisione del cds, con l'istituzione dei laboratori di laurea, mira a risolvere tale criticità e il suo monitoraggio consentirà di valutarne l'efficacia.
Con la durata degli studi, anche i voti medi di laurea si stanno abbassando, da 109 del 2013 a 107 del 2015, allineandosi alla media nazionale (107,1, dati ANVUR).
È noto che in Italia il mercato del lavoro della progettazione architettonica presenta caratteri di forte anomalia rispetto al panorama europeo, prima di tutto per il suo straordinario affollamento. È italiano un terzo (145.000, 24 ogni 10.000 abitanti) di tutti gli architetti europei, e i soli iscritti all'albo professionale romano sono più numerosi della somma di quelli presenti in Svezia e Portogallo. Paradossalmente, a fronte di tale affollamento, fattori strutturali, economici e culturali fanno in modo che la produzione di architettura di qualità - per la quale il corso di laurea magistrale in PA definisce i propri obiettivi formativi - sia una quantità trascurabile del complesso delle opere realizzate nel nostro paese, e il settore è tutt'altro che fiorente. Inoltre, come ulteriore anomalia, gli architetti subiscono la concorrenza di ingegneri e geometri, presenti in quantità altrettanto cospicue, per una sovrapposizione di competenze che il legislatore non ha saputo mai affrontare.
I laureati in architettura soffrono evidentemente per l'inserimento in un mercato del lavoro così strutturato, e sono in calo significativo a livello nazionale. La realtà più comune che aspetta i laureati in architettura, a Roma in particolare più che in realtà urbane di minori dimensioni, è quella di un lungo precariato, che molto spesso inizia già dai banchi dell'università come disegnatori sottoremunerati negli studi professionali, realtà che spiega anche in parte la permanenza nei corsi di laurea più lunga della media.
I dati AlmaLaurea relativi al 2016 della situazione lavorativa rispecchiano questa situazione difficile. A un anno dalla laurea, i laureati nel cds occupati sono pochi, meno della media nazionale (54,1% contro 59%), ma recuperano negli anni successivi (a 5 anni sono 87,1% contro 85%) invertendo il rapporto.
Pur in questa condizione di piena occupazione ancora lontana a 5 anni dalla laurea, tuttavia appare molto positivo il dato sull’uso delle competenze acquisite, che per i laureati a Roma Tre è significativamente più alto della media nazionale (73,9% contro il 51,6%), quasi a disegnare una piccola élite tra i giovani architetti che faticano a trovare riscontro degli studi compiuti nel lavoro.
I trattamenti economici dichiarati e la soddisfazione per il lavoro svolto non sono molto elevati, ma in linea con il trend nazionale.
Il corso di laurea magistrale in PA incentiva generalmente lo svolgimento di stage e tirocini durante gli studi, attraverso convenzioni con studi professionali accreditati, e varie iniziative con le quali gli studenti possono acquisire crediti per “altre attività formative”. In particolare, uno dei laboratori di laurea istituiti nello scorso anno accademico prosegue il programma “StudioDesign” attivo negli anni precedenti, consentendo agli iscritti di lavorare per almeno 3 mesi presso studi europei di architettura di primaria importanza e di elaborare in cotutoraggio la tesi di laurea. A conclusione del periodo di tirocinio, lo studio di progettazione rilascia una breve relazione, in forma libera, di descrizione e di valutazione finale dell'attività svolta dallo studente. Nel complesso delle esperienze finora condotte le valutazioni sono state sempre positive e in molti casi di elogio dello studente ospitato.
Informazioni utili
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