Bioingegneria

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Il Corso di Laurea Magistrale in Biomedical Engineering (LM-21) erogato dal Dipartimento di Ingegneria dell'Università degli Studi Roma Tre è finalizzato al conseguimento del titolo di studio universitario nella classe corrispondente. Il corso è “internazionale” ai sensi del DM 23 dicembre 2013 n. 1059 allegato a) essendo erogato, a partire dall'A.A. 2015-2016, integralmente in lingua inglese.
Il Corso di Laurea mira a formare un Ingegnere che, padroneggiando un insieme di tecnologie e metodiche di base comuni a più settori applicativi, sia in grado di progettare e gestire sistemi, impianti, apparati nel loro intero ciclo di vita, e di sviluppare servizi ad alto valore aggiunto per l'acquisizione, il trattamento, la trasmissione, e la diffusione di conoscenze associate alla tutela della salute e del benessere.
Il campo della Bioingegneria ha conosciuto negli ultimi decenni un notevolissimo sviluppo, rendendo necessaria un'integrazione di diverse competenze, per affrontare problematiche che spaziano dalla genomica alle nanotecnologie, dall'ingegneria clinica alla biorobotica, alla neuroingegneria alle tecniche di riabilitazione. E' pertanto necessario che un Bioingegnere possieda un insieme di competenze che gli permettano successivamente di approfondire i diversi campi di applicazione.
Il corso di studi prevede quindi un corposo nucleo di insegnamenti comuni nell'ambito dell'ingegneria biomedica, e delle discipline che trovano applicazione nell'ambito delle scienze biomediche. A questo insieme di insegnamenti si accompagna la presenza di insegnamenti che permettono ai laureandi di approfondire le competenze negli ambiti propri dell'ingegneria e delle sue applicazioni in ambito biomedico. Per favorire la formazione in lingua delle competenze in questo ambito, oltre all'erogazione integrale in lingua inglese, sono state siglate convenzioni con Università Estere, finalizzate all'utilizzo di docenti provenienti da tali istituzioni per l'erogazione di un sottoinsieme degli insegnamenti erogati.
Per tutti gli studenti è prevista attività di tirocinio presso i laboratori del Dipartimento, o presso enti o aziende esterne in ambito nazionale od internazionale, presso i quali è anche poi possibile svolgere il lavoro di prova finale.

OBIETTIVI
OBIETTIVI
ingegnere dell'informazione, ingegnere industriale
Il Dottore Magistrale formato tramite il Corso di Laurea Magistrale in Biomedical Engineering deve essere in grado di progettare e gestire sistemi, impianti, apparati nel loro intero ciclo di vita, e di sviluppare servizi ad alto valore aggiunto per l'acquisizione, il trattamento, la trasmissione, e la diffusione di conoscenze associate alla tutela della salute e del benessere.
Tale Dottore sarà in grado, a conclusione del percorso formativo, di svolgere attività di progettazione complessa ed attività direzionali di pianificazione, organizzazione, guida, coordinamento e controllo connesse con la produzione di beni e l’erogazione di servizi del settore della sanità, e delle tecnologie a tutela della salute e del benessere.
A titolo esemplificativo, il Corso di Laurea prepara alle seguenti funzioni:
- responsabile di prodotto in ambito biomedicale;
- ingegnere operante nell'ambito della progettazione di prodotti biomedicali;
- ingegnere impegnato nella produzione in ambito biomedicale, con mansioni di coordinamento;
- ingegnere clinico, dopo idonea formazione professionale, con mansioni di coordinamento;
- responsabile di sistemi informativi sanitari;
- addetto e/o coordinatore dei servizi di qualità, sicurezza, organizzazione in ambito sanitario;
- ingegnere addetto e/o coordinatore del parco di strumentazione in ambito farmaceutico e biotecnologico.
Inoltre, la Laurea Magistrale in Biomedical Engineering, facendo capo alla Classe LM-21 (Ingegneria Biomedica), consente di sostenere l'Esame di Stato per l'abilitazione professionale alla Sezione A dell'Albo degli Ingegneria, sia nel Settore dell'ingegneria dell’Informazione, sia nel settore dell’Ingegneria Industriale.
Il laureato nel Corso di Laurea Magistrale della classe deve:
- conoscere approfonditamente gli aspetti teorico-scientifici dell'ingegneria, sia in generale sia in modo approfondito relativamente a quelli dell'ingegneria biomedica;
- essere in grado di identificare, formulare e risolvere, anche in modo innovativo, i problemi propri delle applicazioni in campo biomedico, di tipo complesso, che richiedano un approccio multidisciplinare e l'impiego di metodologie e tecnologie pervasive;
- essere capaci di ideare, pianificare, progettare e gestire sistemi, processi e servizi complessi e/o innovativi;
- essere capaci di progettare e gestire esperimenti di elevata complessità;
- essere dotati di conoscenze di contesto e di capacità di sintesi;
- avere conoscenze nel campo dell'organizzazione aziendale (cultura d'impresa) e dell'etica professionale;
- essere in grado di utilizzare fluentemente, in forma scritta e orale, almeno una lingua dell'Unione Europea oltre l'italiano, con riferimento anche ai lessici disciplinari.
I principali sbocchi occupazionali previsti dai corsi di laurea magistrale della classe sono quelli dell'innovazione e dello sviluppo della produzione, della progettazione avanzata, della pianificazione e della programmazione, della gestione di sistemi complessi, sia nella libera professione sia nelle imprese manifatturiere o di servizi che nelle amministrazioni pubbliche. I laureati magistrali saranno in grado di interagire con i professionisti sanitari, nell'ambito delle rispettive competenze, nelle applicazioni diagnostiche e terapeutiche. I laureati magistrali potranno trovare occupazione presso:
- industrie del settore biomedico e farmaceutico produttrici e fornitrici di dispositivi e sistemi, nuovi materiali, micro e nano sistemi, apparecchiature e materiali per diagnosi, cura e riabilitazione;
- aziende ospedaliere pubbliche e private; società di servizi per la gestione di apparecchiature ed impianti medicali, di telemedicina; laboratori specializzati.
Gli ambiti occupazionali previsti per i laureati, sono con riferimento alla classificazione ATECO 2007, ISTAT), i seguenti:
- società e industrie di progettazione, produzione e commercializzazione di biomateriali, dispositivi, apparecchiature e sistemi medicali (26.6 Fabbricazione di strumenti per irradiazione, apparecchiature elettromedicali ed elettroterapeutiche, 32.5 Fabbricazione di strumenti e forniture mediche e dentistiche); gestione di dispositivi, apparecchi, sistemi e impianti in sede ospedaliera ed in ambito farmaceutico (mansioni tecnico/gestionali per il gruppo di attività 86 Assistenza sanitaria, 21 Fabbricazione di prodotti farmaceutici di base e di preparati farmaceutici);
- gestione di servizi tecnici ed informatici in aziende ospedaliere e sanitarie (84.12.1 regolamentazione delle attività degli organismi preposti alla sanità);
- valutazione dell'impatto biologico di prodotti industriali ed ergonomia della attività di produzione (71.2 Collaudi ed analisi tecniche);
- laboratori di ricerca industriali, ospedalieri, universitari e di altri enti (72.1 Ricerca e sviluppo sperimentale nel campo delle scienze naturali e dell'ingegneria).
Il Corso di Laurea Magistrale in Biomedical Engineering è finalizzato a formare un Dottore Magistrale che, padroneggiando un insieme di tecnologie e metodi di base comuni a più settori applicativi, sia in grado di progettare e gestire sistemi, impianti, apparati nel loro intero ciclo di vita, e di sviluppare servizi ad alto valore aggiunto per l'acquisizione, il trattamento, la trasmissione, e la diffusione di conoscenze associate alla tutela della salute e del benessere.
A tal fine egli sarà in grado, a conclusione del percorso formativo, di svolgere attività di progettazione complessa ed attività direzionali di pianificazione, organizzazione, guida, coordinamento e controllo connesse con la produzione di beni e l'erogazione di servizi del settore biomedico, e delle tecnologie a tutela della salute e del benessere. A lui sarà quindi richiesto di risolvere, in modo economicamente efficiente e con un approccio multidisciplinare, problemi di pianificazione, progettazione, ingegnerizzazione, produzione e gestione di componenti, dispositivi, apparati, sistemi e servizi orientati al soddisfare le esigenze proprie delle società industriali avanzate in termini di salute e benessere.
Al termine del ciclo di studi egli avrà consolidato una approfondita preparazione multidisciplinare basata sull'integrazione tra l'ingegneria dell'informazione, l'ingegneria industriale e le scienze della vita. In questo modo si vuole formare una figura professionale con competenze multidisciplinari necessarie per inserirsi nel variegato mondo del lavoro e delle professioni, che rappresenti il trait d'union paradigmatico tra le tecnologie avanzate e le problematiche della salute e del benessere, essendo in grado di:
- sviluppare metodi quantitativi per lo studio dei sistemi biologici e fisiologici, nonché per l'acquisizione e l'elaborazione dei dati, segnali ed immagini di interesse biologico e medico;
- progettare dispositivi e sistemi per la diagnosi, la terapia e la riabilitazione, organi artificiali e protesi, sistemi di supporto funzionale e ausili per disabili;
- sviluppare metodologie di progettazione integrata materiali/componenti che si avvalgano anche dei più moderni approcci multi-scala fino alle nanotecnologie per la realizzazione di materiali e/o superfici multifunzionali;
- contribuire al miglioramento dell'assistenza sanitaria, nelle strutture pubbliche e private, organizzando una gestione delle apparecchiature biomediche che ne garantisca un impiego sicuro, corretto ed economico, oltre che alla progettazione di soluzioni impiantistiche e tecnologiche energeticamente sostenibili.
- agire nel contesto internazionale di progettazione, realizzazione, produzione, gestione e manutenzione delle tecnologie biomediche.
Per garantire quindi da una parte un approfondimento dei contenuti di impostazione metodologica per il rafforzamento delle conoscenze di natura scientifica e tecnica, e dall'altra la formazione di una figura professionale con una marcata connotazione interdisciplinare, il Corso di Laurea Magistrale si pone come obiettivo quello di garantire l'acquisizione autonoma e continua nel tempo di metodologie e tecniche che consentano di gestire l'innovazione tecnologica nelle diverse branche dell'Ingegneria Biomedica.
Per raggiungere questi obiettivi, ad una formazione più specificatamente orientata alle materie caratterizzanti della classe nell'ambito dell’ingegneria biomedica, si accompagna un insieme di attività formative affini o integrative in specifici campi dell’ingegneria industriale e dell’informazione, e nelle scienze applicate al settore biomedico.
La laurea magistrale in Biomedical Engineering si pone quindi come proposta attrattiva non solo per i laureati triennali in Ingegneria Biomedica, ma più in generale per tutti i laureati triennali provenienti dalla classe delle Lauree in Ingegneria Industriale e dell’Informazione interessati agli aspetti di applicazione nel vasto panorama dell’area biomedica.
L'accesso alla Laurea Magistrale avviene a partire dalle lauree triennali in Ingegneria dell'Informazione o Ingegneria Industriale (DM 509/99 e DM 270/04), secondo le modalità specificate nel Regolamento Didattico del Corso di Laurea Magistrale, sulla base delle disposizioni contenute nel Regolamento Didattico di Ateneo.
 L'iscrizione di studenti con laurea triennale diversa da quelle specificate, o di Laurea conseguita in paese estero, sarà valutata sulla base del curriculum di studi dello studente. Le modalità con cui viene accertata la personale preparazione dello studente e l’individuazione delle eventuali carenze formative sono specificate nel Regolamento Didattico del Corso di Laurea Magistrale.
E' inoltre richiesto allo studente di essere capace di comunicare efficacemente, in forma scritta e orale, in lingua inglese. Il riconoscimento dell'idoneità linguistica, come specificato nel Regolamento Didattico del Corso di Laurea Magistrale, è effettuato sulla base del superamento di prove di verifica effettuate presso il Centro Linguistico di Ateneo di Roma Tre o dell'Ateneo di provenienza e sulla base della documentazione eventualmente prodotta dallo studente a riguardo.
Gli studenti, già in possesso di una solida formazione di base nell'area dell'ingegneria, acquisiranno specifiche conoscenze e capacità di comprensione relative agli ambiti multidisciplinari della professione dell'ingegnere biomedico, che li metteranno in grado di elaborare ed applicare idee originali. A tale scopo, i programmi degli insegnamenti più avanzati del percorso di studi prevedono la presentazione di argomenti e soluzioni tecnologiche legate agli sviluppi del mercato e della ricerca internazionali.
Lo studente acquisirà le conoscenze e capacità predette attraverso la frequenza ai corsi, in particolare quelli caratterizzanti, la partecipazione a seminari su specifici temi di avanguardia nel settore, lo studio del materiale didattico indicato o fornito dai docenti, il confronto e il dialogo con i docenti stessi. L'acquisizione di tali conoscenze verrà verificata attraverso esercitazioni, prove in itinere, esami di profitto scritti e/o orali. Le verifiche di apprendimento sono volte ad accertare la comprensione delle conoscenze acquisite. L'attitudine al problem solving che deve caratterizzare la formazione ingegneristica di base viene ulteriormente sviluppata attraverso esempi di applicazione delle metodologie e tecnologie insegnate, con particolare riferimento alle problematiche della bioingegneria, durante tutto il corso di studi. L'impostazione didattica comune a tutti gli insegnamenti, ma in particolare a quelli caratterizzanti, prevede che la formazione teorica sia accompagnata da esemplificazioni, applicazioni, lavori individuali e di gruppo e verifiche che sollecitino, tra le varie competenze, la capacità di utilizzare le conoscenze acquisite per la formulazione e risoluzione di problemi specifici, la capacità di comunicazione dei risultati del lavoro svolto, e la capacità di generalizzare le conoscenze acquisite in modo tale da poter affrontare e risolvere autonomamente nuovi problemi.
Nel percorso di studi sono previsti insegnamenti con caratteristiche sperimentali ed orientati ad attività progettuali, e ad essi si aggiunge l’attività progettuale e sperimentale relativa alla prova finale di laurea magistrale.
Il raggiungimento di questi obiettivi sarà verificato attraverso gli esami di profitto e l'esame di laurea magistrale.
Autonomia di giudizio
Il dottore magistrale in Biomedical Engineering deve essere in grado di progettare e condurre con indipendenza indagini analitiche, attraverso l'uso di modelli e sperimentazioni anche complesse, sapendo valutare criticamente i dati ottenuti e trarne conclusioni. Sarà quindi in grado di assumere responsabilità decisionali autonome, e di partecipare al processo di decisione nel contesto tipicamente interdisciplinare dell’ingegneria biomedica. A tal fine, l'impostazione didattica prevede che nei corsi più avanzati la formazione teorica sia accompagnata da una componente progettuale, e da lavori individuali e di gruppo che sollecitino la partecipazione attiva, l'attitudine propositiva e la capacità di elaborazione autonoma.
Le capacità di giudizio autonomo, maturate durante tutto l'arco degli studi nei singoli insegnamenti, saranno valutate attraverso i vari esami di profitto, trovando un momento di consolidamento ed ulteriore verifica nel corso della prova finale di laurea magistrale, che consta di un progetto di ricerca di ampio respiro, che potrà essere svolto anche presso strutture esterne ed estere. Sotto la guida di un relatore accademico, eventualmente affiancato da un tutor aziendale, lo studente affronta in modo approfondito un problema complesso, al fine di proporre possibili soluzioni, selezionare ed implementare il metodo più efficace per risolvere il problema dimostrando di aver acquisito una autonomia di scelta ed una capacità progettuale basata sulla focalizzazione, verso esigenze specifiche, di conoscenze scientifiche, metodologiche, e tecnologiche interdisciplinari e multi-settoriali.
Abilità comunicative
I laureati magistrali in Biomedical Engineering dovranno essere in grado di comunicare efficacemente ed interagire sulle tematiche di interesse con interlocutori specialisti e non specialisti. Questo obiettivo verrà perseguito tramite gli esami ed i possibili stage da svolgere in contesti aziendali o di ricerca. Inoltre, per sviluppare le abilità comunicative sia scritte che orali, nel corso di alcuni degli insegnamenti maggiormente caratterizzanti il corso di studi, sono previste attività seminariali svolte da gruppi di studenti su argomenti specifici di ciascun insegnamento, che prevedono la produzione di report scientifici. Le abilità comunicative saranno stimolate/verificate anche dalla presentazione, da parte dei vari componenti dei gruppi, dei report sulle attività che saranno discussi nell'ambito del gruppo-aula.
La verifica dell'apprendimento avviene attraverso gli esami di profitto e l'esame finale di laurea. Gli esami prevedono prove scritte e/o colloqui orali in cui la capacità di espressione, corretta, chiara e sintetica costituisce un elemento di giudizio primario. La prova finale, infine, permette un'ulteriore opportunità di verifica delle capacità di analisi, elaborazione e comunicazione del lavoro svolto, in quanto prevede la discussione, innanzi ad una commissione, di un elaborato prodotto dallo studente su un'area tematica attraversata nel suo percorso di studi. Oggetto di valutazione in questo caso sono non solamente i contenuti dell'elaborato, ma anche le capacità di sintesi, comunicazione ed esposizione del candidato, e la giustificazione, anche dialettica, delle scelte effettuate.
Capacità di apprendimento
Le capacità di apprendimento sono coltivate e verificate durante tutto l'iter formativo. Alla fine del percorso di studi il laureato magistrale deve possedere una capacità di apprendimento che gli consenta di affrontare in modo efficace le mutevoli problematiche lavorative connesse con l'innovazione tecnologica, essenziale nel campo della Bioingegneria. Infine deve saper riconoscere la necessità dell'apprendimento autonomo durante tutto l'arco della vita e avere la capacità di impegnarvisi. Gli insegnamenti della laurea magistrale utilizzano metodologie didattiche che implicano la ricerca bibliografica autonoma, l'analisi e la risoluzione di problemi differenti e complessi, l'integrazione delle varie discipline e la discussione in gruppo e/o in contesti seminariali. Tali metodologie favoriscono l'acquisizione di competenze inerenti l'apprendimento, e l'adattamento a mutate condizioni tecnologiche e di mercato. Lo studente è, inoltre, sempre spinto a ricercare il materiale per la propria formazione, a trarne una sintesi, a provare le proprie capacità di soluzione dei problemi ed a esporre quanto appreso. L'acquisizione di tale capacità verrà verificata tramite i vari esami di profitto, e lo svolgimento della tesi di laurea, durante la quale lo studente si misura in maniera autonoma con la soluzione di un problema complesso.
La prova finale di Laurea Magistrale in Biomedical Engineering consisterà nella redazione scritta di una relazione di sintesi critica relativa a uno o più progetti elaborati dallo studente nell'ambito delle attività formative dell'orientamento professionale seguito.
Tale attività potrà essere svolta sia nei laboratori dell'Ateneo, sia presso aziende o enti di ricerca anche esteri con i quali sono attive convenzioni didattiche.
L'esame finale verterà sulla discussione orale della relazione e del/i progetto/i presentati dal candidato.
RISULTATI
RISULTATI
Per l'analisi della situazione è stata utilizzata la documentazione a disposizione da parte dell'ufficio statistico dell'Ateneo (http://asi.uniroma3.it/moduli/ava/), riguardante le coorti degli studenti a partire dal 2013, e da AlmaLaurea (http://www2.almalaurea.it/cgi-php/lau/sondaggi/intro.php), riguardanti i laureati negli anni solari 2015 e 2016, anche per valutare il profilo specifico della Laurea Magistrale in confronto con la media nazionale delle classi di laurea corrispondenti e con le altre lauree del Dipartimento. Infine, sono stati utilizzati alcuni dati relativi alle carriere accademiche degli studenti messi a disposizione dall'Anvur.

Sono stati esaminati con particolare attenzione i sottoriportati aspetti:

1. Attrattività del CdS
L'attrattività del CdS è attualmente in crescita, con un numero di avvii di carriera che supera le 30 unità negli ultimi 2 anni. Il dato relativo all'attrattività extra-ateneo è confortante, con una percentuale di iscritti al primo anno con Laurea conseguita in altro ateneo in linea con il dato nazionale (24% vs. 26,5%).

2. Esiti del percorso formativo
Dagli indicatori ANVUR, si segnala una buona prestazione degli indicatori relativi alla carriera, con dati decisamente superiori alla media nazionale nella stessa classe su 1) Percentuale di laureati entro la durata del corso (63,6% vs. 41,1%), e 2) Percentuale di studenti al II anno con un numero di CFU superiore a 39 (32,3% vs. 25,4%).
Sugli ultimi dati di coorte consolidati, si evidenzia una buona efficacia del percorso accademico, con 1) una soddisfacente percentuale di laureati stabili entro 3 anni (78,6% vs. 78,7% dato nazionale della stessa classe) e 2) una durata media di 2,9 anni, a fronte di un dato nazionale pari a 2,8 anni.
Dai dati AlmaLaurea relativi ai laureati nell'anno solare 2016, posti a confronto con il dato nazionale relativo alla stessa classe di laurea, si evidenziano risultati soddisfacenti sul tasso di occupazione ad 1 anno (87,5% vs. 82,1%), e la piena occupazione a 3 anni (100% vs. 93,4%). Soddisfacente anche il risultato della percentuale di occupati che, a 3 anni dalla laurea, utilizzano in misura elevata le competenze acquisite con la laurea (75% vs. 36,5%), e la retribuzione mensile netta, che risulta superiore rispetto al dato nazionale a 1, 3, e 5 anni.
La generale soddisfazione dei laureati rispetto al lavoro svolto risulta in media superiore rispetto al dato nazionale a 1, 3, e 5 anni (circa 8 vs. 7,5 su scala a dieci valori)
In questo contesto, risulta quindi efficace l'insieme di iniziative svolte per ottimizzare i rapporti tra la formazione accademica ed il mondo della professione, tra cui si segnalano:
- le attività seminariali del CdS che si sviluppano all'interno degli insegnamenti;
- il coinvolgimento delle aziende tramite l'istituto dei tirocini, fortemente gradito dagli studenti e sostenuto dal CdS nel corso delle varie offerte formative;
- premi di laurea.
I punti di cui sopra sono chiaramente punti di forza del CdS, poiché rappresentano per gli studenti occasioni che permettono loro di conoscere l'ambiente di lavoro e di valutare la possibilità di un loro inserimento in tale ambito.
Un punto di forza del CdS è sicuramente il forte legame esistente con le Aziende del settore, tramite l'istituto dei Tirocini. Inoltre, sono stati attivati per tutti i corsi di studi relativi al CCD in Ingegneria Elettronica e verranno ulteriormente potenziati seminari condotti da Rappresentanti di Enti di ricerca e dell'Industria che illustrano problemi, soluzioni e prospettive di attività in campo di ricerca e sviluppo. Tra questi seminari sono compresi in modo particolare anche quelli riguardanti i settori tematici della Laurea Magistrale LM-21 in Biomedical Engineering.
Dall'a.a. 2015/16, l'Internazionalizzazione del CdS è un fattore di maggiore possibilità occupazionale in un mondo produttivo sempre più globalizzato e delocalizzato. Inoltre, l'internazionalizzazione permette l'accesso a una vasta platea di studenti proveniente anche da paesi europei ed extra-europei che accresce gli scambi culturali con altre nazioni, creando le premesse per fattive collaborazioni occupazionali degli studenti e di collaborazione nel settore della ricerca applicata con i paesi emergenti.
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