Storia e società

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Il Corso di Laurea Magistrale in Storia e Società (LM84) propone un percorso di studio in grado di rispondere contemporaneamente a due esigenze decisive: 1) far maturare le competenze verso un più alto grado di qualificazione; 2) soddisfare interessi e vocazioni personali. Nella Laurea Magistrale le discipline storiche vengono approfondite non solo per temi e problemi, ma anche nel loro profilo concettuale, critico e metodologico, sperimentando le tecniche della ricerca storica. La proposta è quella di un percorso di studi non solo dal necessario carattere teoretico, ma anche legato a problematiche dell'attuale dibattito culturale italiano e europeo, con una significativa apertura alle realtà internazionali della cooperazione e dello sviluppo.
Gli studenti possono optare fra diversi indirizzi a seconda dei loro interessi. La struttura dei corsi è inoltre organizzata per consentire il massimo dialogo tra docenti e studenti anche tramite un capillare servizio di tutorato ed orientamento.

Il Corso di studio è articolato su quattro curricula:
- Storia e comunicazione
- Storia e politica Internazionale
- Società e ambiente
- European History: quest'ultimo curriculum è riservato agli studenti iscritti al doppio titolo con Humboldt-Universitaet di Berlino; Université Paris Diderot Paris VII; University College di Dublino. L'accesso al doppio titolo è a numero chiuso tramite bando di concorso.

OBIETTIVI
OBIETTIVI
Esperto culturale
- valorizzazione e diffusione della conoscenza storica e territoriale
- gestione e promozione dei luoghi dedicati alla promozione e conservazione del patrimonio culturale;
- competenze nel mondo dell'informazione e della comunicazione, nel giornalismo politico, parlamentare e d'opinione, e nell'organizzazione di eventi culturali;
- funzioni di responsabilità in istituzioni ed aziende private che operano nel campo internazionale, nonché in organizzazioni pubbliche e private; in specifici ambiti della cooperazione internazionale, in particolare in quelli culturali, religiosi, sociali e della tutela dei diritti umani anche nel quadro delle attività svolte da Organizzazioni non governative; in centri di ricerca pubblici e privati; in istituzioni governative e specialmente nelle carriere legate alla presenza culturale dell'Italia all'estero;
- funzioni di responsabilità nella direzione di centri studi e di ricerca, pubblici e privati, in istituzioni governative e locali nei settori della pianificazione territoriale e della gestione delle risorse ambientali e paesistiche, nell'ambito delle politiche di fruizione dei beni culturali e in quello del trattamento e interpretazione dell'informazione geografica;
- funzione di consulenza all'orientamento,
- funzione di consulenza nell'industria culturale,
- Ulteriori sbocchi professionali, con funzioni di coordinamento, sono anche quelli relativi all'editoria geografica multimediale, alle organizzazioni internazionali di intervento sociale e di volontariato, nonché quelli connessi con il marketing territoriale e la valorizzazione del territorio, come gli ecomusei e i parchi naturalistici.
Antropologi
Geografi
Storici
Archivisti e Bibliotecari
Redattori di testi tecnici
Altri specialisti dell'educazione e della formazione

Archivi, musei, biblioteche, istituti culturali, centri studio, ONG, agenzie educative, scuola primaria e secondaria, Università, centri di ricerca, agenzie territoriali, editoria, amministrazione pubblica, etc.
Le discipline storiche vengono approfondite non solo per temi e problemi, ma anche nel loro profilo concettuale, critico e metodologico, sperimentando teorie e tecniche della ricerca storica (comprese le nuove risorse offerte dalle tecnologie multimediali). Grande attenzione viene, però, rivolta anche alla formazione interdisciplinare mediante la costruzione di percorsi curricolari, che portano la storia a confrontarsi, a dialogare e a integrarsi con le scienze che, più immediatamente, studiano e interpretano la società contemporanea, i processi di cambiamento, le politiche volte a favorire lo sviluppo della cooperazione internazionale, le dinamiche e le interazioni sociali, l'antropologia, la sociologia, le scienze del linguaggio e delle comunicazione, del territorio e dell'ambiente.
In questo quadro, alle discipline geografiche è affidato l'approfondimento critico della relazione tra territori, società, istituzioni e processi spazio-temporali – da quelli locali a quelli che connettono tra loro i luoghi del pianeta – e delle forme e dei modi della relativa rappresentazione.
A tal fine, per indirizzare con più coerenza e compattezza le acquisizioni di saperi storici differenziati tra quelli sopra elencati, il corso di Laurea Magistrale è strutturato nei seguenti curricula:
- Storia, comunicazione e politica internazionale;
- Società e ambiente;
- European History
In tutti i casi lo studente che ha effettuato la preiscrizione deve sostenere un colloquio con un membro del Corso di studi in Scienze Storiche, al fine di una verifica della personale preparazione e per un accertamento di eventuali carenze formative. Per l'ammissione al corso di Laurea Magistrale in Storia e società sono peraltro richieste conoscenze derivanti dal possesso di una Laurea nonché da competenze specifiche, come dettagliato nel Regolamento del corso di Laurea Magistrale (ivi comprese adeguate competenze linguistiche, con riferimento ad almeno una lingua dell'Unione Europea oltre l'italiano). L'accertamento è compiuto secondo modalità definite dal Regolamento del corso di Laurea Magistrale.
Attraverso corsi di natura specialistica che, poggiando sulle conoscenze di base, puntano ad un accurato approfondimento tematico e disciplinare il corso di laurea magistrale è finalizzato al conseguimento di competenze avanzate e specifiche nei contenuti e nelle metodologie delle scienze storiche, nonché nelle tecniche e negli strumenti della ricerca, nell'analisi e nell'utilizzo critico delle fonti storiche (narrative, documentarie, iconografiche, materiali, digitali); a ottenere una conoscenza dettagliata e specialistica di uno o più periodi o tematiche disciplinari; ad acquisire un'aggiornata formazione di carattere interdisciplinare, in grado di interagire con le scienze umane e sociali, sviluppando capacità di integrazione in gruppi di studio e di lavoro di carattere multidisciplinare e multitasking, e sfruttando le acquisite abilità critiche, analitiche e organizzative nella risoluzione dei problemi. Tali risultati vengono acquisiti attraverso la specificazione di un certo numero di crediti attribuiti agli ambiti delle discipline della comunicazione, linguistiche,storico-culturali, storico-filosofiche, storico-documentarie, storico-geografico-ambientali e delle scienze sociali. Mediante laboratori offerti dalle strutture accademiche e tirocini volti all'esterno, gli studenti potranno apprendere le modalità di applicazione, nei relativi contesti lavorativi,della promozione e della partecipazione attiva alla gestione di luoghi e strumenti (archivi, biblioteche, musei, fonoteche, videoteche, ecc.) per la conservazione, la fruibilità e la comunicazione della memoria e del patrimonio storico. Il corso si propone inoltre di mettere in grado gli studenti di accedere ai percorsi previsti dalle normative ministeriali per l' abilitazione all'insegnamento nella scuola secondaria superiore.
Autonomia di giudizio
Con corsi organizzati in modalità seminariale e sviluppati in gruppi di lavoro e ricerca, si punta a fare in modo che gli studenti siano in grado di applicare le conoscenze e gestire la complessità, nonché di formulare giudizi sulla base di informazioni limitate o incomplete nella costruzione e la diffusione della conoscenza e dei saperi storici, attraverso l'utilizzo dei diversi stili e linguaggi della comunicazione storica anche come esperti nel campo dell'informazione, dell'editoria, dello spettacolo e della promozione di eventi culturali, nello studio delle relazioni internazionali e delle politiche volte a favorire la costruzione della pace e nel rapporto tra società e ambiente.

Abilità comunicative
Con periodiche verifiche delle attività di laboratorio, seminariali, e dei gruppi di ricerca verrà valutata la capacità di comunicare in modo chiaro e privo di ambiguità le loro conclusioni, nonché le conoscenze e la ratio ad esse sottese a interlocutori specialisti e non specialisti, utilizzando fluentemente, in forma scritta e orale, oltre all'italiano, una lingua straniera dell'Unione Europea, con riferimento soprattutto ai lessici disciplinari (anche attraverso l'erogazione di corsi in lingua); si verificherà in tal senso anche il possesso delle abilità necessarie a comunicare in modo chiaro le conclusioni del proprio lavoro di analisi e di ricerca in forma orale e scritta. Verrà verificata anche l'abilità nell'uso dei principali strumenti informatici e della comunicazione telematica negli ambiti specifici di competenza.
Capacità di apprendimento
Nell'intento di ottenere che gli studenti acquisiscano la capacità di attuare ulteriori studi e approfondimenti conoscitivi in maniera efficace e autonoma, si accerterà che abbiano sviluppato solide capacità di apprendimento grazie all'insieme delle attività didattiche previste. I singoli corsi (quando non anche le singole unità didattiche) prevedono pertanto la verifica dell'apprendimento tramite prove di valutazione finali (ed eventualmente in itinere) in forma scritta e/o orale e/o pratica, come stabilito dal regolamento didattico. La verifica conclusiva delle capacità di apprendimento si basa sull'analisi dell'intera carriera dello studente e della qualità della prova finale.
La Laurea Magistrale in Storia e società si consegue previo superamento di una prova finale che consiste nella presentazione e discussione di una tesi elaborata in forma originale dallo studente sotto la guida di un relatore e sottoposta, in sede di discussione, all'esame critico di un correlatore, nell'ambito di uno dei settori scientifico-disciplinari presenti nell'ordinamento del corso di Laurea per il quale siano previsti insegnamenti nel regolamento del corso di Laurea Magistrale. Per la determinazione dell'argomento della tesi, lo studente deve aver conseguito almeno 30 CFU. Le modalità per la determinazione e la preparazione dell'argomento della tesi nonché per la scelta del relatore sono fissate nel Regolamento del corso di Laurea Magistrale secondo le linee stabilite dal Consiglio di Dipartimento. Per essere ammesso alla discussione dell'elaborato per la prova finale, che porta all'acquisizione di 30 crediti, lo studente deve aver conseguito 90 crediti. Le modalità dello svolgimento della prova finale sono fissate nel Regolamento del corso di Laurea Magistrale secondo le linee stabilite dal Consiglio di Dipartimento.
RISULTATI
RISULTATI
In base ai dati forniti dall'Ufficio Statistico di Ateneo alla data del 10 giugno 2018, risulta che il CdS ha avuto 71 immatricolati nell’a.a. 2017-2018, un numero costantemente in crescita dal 2013-2014, anno in cui vi erano 41 immatricolati.
Dal rapporto AlmaLaurea XX 2018 (su dati 2017) si evince che nella scelta del CdS prevale la motivazione culturale (62,5%). Il dato appare in netto aumento rispetto all’anno scorso (47,2%) e leggermente superiore rispetto al 61,4% della media nazionale a parità di classe di Laurea.
Anche la media della votazione finale è lievemente superiore a quella nazionale (110,6 a fronte di 110,3); mentre la media dei voti d'esame è leggermente inferiore (28,3 a fronte di 28,6 della media nazionale).
Dallo stesso rapporto AlmaLaurea XX 2018 si evince che la durata media del corso di studio si attesta su 3,2 anni, dato che richiede un’attenzione particolare, anche se sostanzialmente in linea con i dati nazionali (3,1) e da valutare alla luce della composizione sociale degli studenti iscritti, che presenta un elevato numero di studenti lavoratori. Infatti, in base agli stessi dati il 59,4% dei laureati del CdS ha maturato esperienze lavorative durante il percorso formativo, in misura però minore rispetto al dato nazionale del 67,8%, Essi per il 9,4% risultano studenti lavoratori, per il 3,1% lavoratori a tempo indeterminato, per il 18,6% lavoratori a tempo parziale, mentre il 28,1% rientra nella categoria degli stagionali, saltuari, occasionali. L’impegno lavorativo potrebbe spiegare la flessione della media dei voti degli esami (da 28,7 dell’anno scorso a 28,3) e di laurea (da 110,8 a 110,6), ma sostanzialmente abbastanza in linea con le medie nazionali di 28,7 e 110,3. La condizione di lavoratori spiegherebbe anche il fatto che l’età media alla laurea risulta piuttosto elevata: 30 anni, in calo rispetto all’anno scorso (30,2: AlmaLaurea XIX 2017), ma sempre superiore al dato nazionale (29,7). Il dato si comprende però anche confrontandolo con quello sull'età media degli studenti al momento dell'immatricolazione: il 52,8% si è iscritto dopo due o più anni dal conseguimento della laurea triennale, il dato però comunque è inferiore a quello nazionale del 54,7%.
Riguardo alla mobilità internazionale, l’attrazione degli studenti con residenza all’estero è superiore rispetto alla laurea triennale corrispondente (5,6%) e anche rispetto alla percentuale nazionale del 2,5%. La presenza di studenti stranieri presenta un valore positivo, ma rimane tuttavia inferiore agli obiettivi prefissi. Più elevato è il dato della mobilità in uscita. Il 18,8% ha compiuto un’esperienza di studio all’estero durante il suo percorso di laurea magistrale, dato superiore a quello nazionale (11,4%) e questo nonostante il numero di borse di studio a disposizione (18,8%) sia inferiore al dato nazionale del 22,1%.
In definitiva, si ritiene di poter confermare la valutazione complessivamente positiva, tuttavia si segnala come elemento di criticità la durata del conseguimento del titolo.
La condizione lavorativa dei laureati dal CdS, a un anno dalla laurea, è sostanzialmente poco positiva, allineandosi con le più generali condizioni dell'occupazione giovanile in Italia. In base all'indagine condotta sui laureati del CdS un anno dopo la laurea (AlmaLaurea XX 2018 su dati 2017) riguardo alla loro situazione lavorativa, risultano valori stabili rispetto a quelli registrati nel precedente esercizio di valutazione. Gli occupati sono il 50% esattamente come l’anno scorso (AlmaLaurea XIX 2017 su dati 2016), dato di poco superiore alla media nazionale (49,4%), a cui si deve aggiungere un 16,7% che non lavorava al momento della rilevazione, ma aveva lavorato dopo la laurea (dato nazionale: 19,3%). È da notare, poi, che per il 33,3% degli intervistati l'occupazione lavorativa è a tempo indeterminato, rispetto a un 23,3% a livello nazionale.
Più della metà degli occupati inoltre prosegue il lavoro iniziato prima o durante la laurea (46,7%), dato superiore alla media nazionale del 42,79%, ma in flessione (nell’anno precedente era il 54,6%). In compenso è in aumento la percentuale di coloro che hanno notato un miglioramento nel lavoro dovuto alla laurea (42,9% contro il 33% dell’anno scorso), che rende il dato molto superiore alla media nazionale del 23,5%. Ma in realtà solo il 13,3% fa un lavoro per cui è richiesta la laurea, anche se il 50% ritiene molto efficace la laurea per il lavoro svolto, dato superiore alla media nazionale del 31,9%.
È interessante però notare che il 71,3% intende continuare gli studi, dopo il conseguimento della LM, contro una media nazionale del 49,9%. Anzi ben il 43,8% aspira a conseguire un dottorato di ricerca, scelta maggioritaria anche a livello nazionale (31,9%).
Dai riscontri ottenuti dalle strutture che hanno ospitato tirocinanti del CdS (A.A. 2016/2017) risulta una sostanziale soddisfazione, particolarmente in ordine alla capacità di adattamento a funzioni e mansioni variegate, alle competenze comunicative, alle capacità di sintesi e di formulazione verbale e concettuale.
Apprezzate, inoltre, le specifiche competenze culturali di cui i tirocinanti sono portatori, generalmente riconosciute utili e appropriate nei contesti di svolgimento dei tirocini.
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