21810513 - THEORY OF HUMAN RIGHTS

Nella seconda metà del ventesimo secolo si è affermata su scala internazionale l’esigenza di giudicare l’operato degli apparati di governo alla luce di principi morali ritenuti di portata universale. Non senza difficoltà oggi si tenta di fare dei diritti umani un imprescindibile punto di riferimento per la valutazione della legittimità morale e giuridica dell'ordine politico globale. Al di là dei numerosi problemi pratici legati allo sviluppo e all'attuazione dei diritti umani su scala sia locale sia globale, permangono delle questioni teoriche irrisolte legate alla concettualizzazione e alla giustificazione dei diritti umani. Lo scopo generale del corso è duplice: far luce su queste problematiche e al tempo stesso fornire un avanzato grado di conoscenza dei principali dibattiti filosofici su come i diritti umani vengono intesi, sui modi di giustificarne l’esistenza e l’estensione, e sulla loro rilevanza morale, sociale e politica. In particolare, il corso mira ad assicurare una solida comprensione dei legami esistenti tra diritti umani, giustizia sociale, teoria del riconoscimento e democrazia liberale. Durante il corso gli studenti saranno tenuti a leggere testi, a discuterli ed a elaborare opinioni personali per esercitare le proprie capacità di apprendimento, critica e comunicazione. Sviluppare una consapevolezza delle principali questioni nel campo dei diritti umani è importante in professioni come l'istruzione, la salute, la legge, il lavoro sociale e di cooperazione e sviluppo, sia nel settore pubblico che privato. Alla fine del corso gli studenti saranno in grado di utilizzare in modo critico e consapevole le conoscenze e la comprensione acquisite proiettandosi all’interno delle predette sfere operative.
scheda docente | materiale didattico

Programma

La locuzione “diritti umani” denota un campo d'azione e un ampio ambito di studi di carattere interdisciplinare. Nella prima prospettiva, i diritti umani sono generalmente esprimono degli standard minimi di condotta a cui uno Stato deve attenersi nel relazionarsi alle persone sulle quali esercita la propria giurisdizione. Dalla fine della seconda guerra mondiale, su scala internazionale un certo numero di convenzioni, accordi, dichiarazioni d’intenti e protocolli d’intesa sono stati promulgati con l’indicazione di quali diritti ascrivibili agli individui sono da ritenersi fondamentali. Notevoli sforzi sono stati compiuti al fine di assicurare la migliore e più estesa tutela possibile in questo ambito. La tal cosa ha portato alla creazione di un sistema di giurisdizione virtualmente globale e a livelli multipli con l’istituzione di appositi tribunali internazionali. Anche se molti vedono i diritti umani come una costruzione occidentale, culturalmente di parte, basata su una concezione astratta e atomistica dell'individuo, l'idea che uno Stato promuova e compia atti crudeli e degradanti ripugna un numero crescente di persone a livello globale. Nella seconda prospettiva, si è ripetuto che i diritti umani, da un punto di vista descrittivo, sono poteri o proprietà appartenenti a tutti gli esseri umani in virtù della loro condizione di esseri umani. Che tutti gli esseri umani debbano poter godere di determinati diritti fondamentali è vista come una questione di giustizia globale. Oggi non solo le teorie dei diritti umani, che si preoccupano di fornire criteri per l’azione, ma anche le teorie sui diritti umani, che si preoccupano di questioni di natura fondazionale, sembrano essere in concorrenza tra loro. Il corso si concentra sulla teoria dell'autonomia, vulnerabilità, riconoscimento e giustizia di Axel Honneth. Vi è un accordo generale sul fatto che le società liberal-democratiche si basano su principi normativi, che richiedono disposizioni legali per garantire che i governi non violino i diritti fondamentali degli individui. Tuttavia, in parte a causa della complessità dei processi globali di integrazione, deregolamentazione e riforma, in parte a causa dell'influenza della critica anti-fondazionale (decostruzione; postmodernismo; relativismo), questi principi sembrano aver perso molto della loro originaria forza prescrittiva. Contro coloro che hanno affermato che tale problema è dovuto ad uno sfasamento tra indagine filosofica e applicazione pratica, Honneth ha sostenuto che più di tempi lunghi, c’è bisogno di ravvivare la speranza e la persistenza necessari alla trasformazione dei principi di libertà e giustizia in linee guida per l'azione politica. A suo avviso, i principi normativi alla base del discorso sui diritti umani sono formulati in un modo che ci impedisce di derivare linee guida per l'azione politica. In particolare, il corso esaminerà il modello di ricostruzione normativa che Honneth ha teorizzato sulla base di presupposti hegeliani allo scopo di situare la propria teoria della giustizia come riconoscimento nell'ambito dell’analisi di una varietà di istanze e pratiche istituzionali storicamente determinate che incarnano affermazioni esistenzialmente significative.

CONTENUTO DEL PROGRAMMA

PARTE I – Background storico, approcci metodologici, prospettive e problematiche

- Introduzione al corso; diritti umani nella prospettiva teorica; analisi ontologica ed epistemologica
- Libertà, giustizia come equità ed etica del discorso. Rawls, Habermas e le sfide della critica anti-fondazionalista
- Identità, autenticità, riconoscimento, e alterità

PARTE II – Autonomia, vulnerabilità, riconoscimento e giustizia in Axel Honneth

- Situare Honneth: le radici hegeliane e la “fabbrica sociale” della giustizia
- Le lotte per il riconoscimento e la grammatica morale dei conflitti sociali
- Il diritto alla libertà e la fondazione sociale dell’etica democratica
- Le ragioni per l’esistenza della libertà giuridica e morale e le loro patologie
- La libertà sociale e i tre registri del “Noi” nelle relazioni sociali
- Autonomia, vulnerabilità, riconoscimento, giustizia e libero mercato: la sfera dei consumi, il mercato del lavoro e la sostenibilità ambientale
- Il “Noi” nella formazione della volontà democratica; auto-realizzazione organizzata: i paradossi dell’individualizzazione
- La “negatività” sociale; riconoscimento e ideologia

Il corso è impartito in lingua inglese.

Testi Adottati

• Honneth, A., Il diritto della libertà. Lineamenti per un’eticità democratica, trad. C. Sandrelli, Codice Edizioni, Torino 2015


Modalità Erogazione

Le lezioni frontali sono concepite come lezioni di natura interattiva basate sull'uso del "metodo socratico". Ogni sessione introduce un argomento specifico attraverso il lavoro espositivo ed esegetico. L'insegnante attirerà l'attenzione sui punti chiave dei testi sulla base di un'adeguata contestualizzazione e si soffermerà sulle difficoltà di interpretazione. L'insegnante farà inoltre riferimento alle questioni-chiave nei dibattiti attuali attraverso esempi, casi e confronti pertinenti. Ogni sessione, in vista della quali gli studenti debbono tenersi preparati, richiede una partecipazione attiva. Il dibattito in classe è una risorsa indispensabile. Ci si affiderà anche al possibile contributo di uno o due docenti ospiti, e verranno utilizzati materiali audio-video per il supporto.

Modalità Valutazione

E' previsto un esame orale finale che coprirà il 40% del voto finale. L'esame finale è preceduto da due esoneri scritti in itinere il cui valore corrisponde al 30% per ciascuno di essi.