Inquinamento provocato dai fuochi d’artificio

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Inquinamento provocato dai fuochi d’artificio
I fuochi d’artificio sono una gioia per gli occhi ma non lo sono per le vie respiratorie e la salute. Sempre più spesso vengono sparati in aria durante eventi festosi, non producono, però, solo cascate di luci in cielo, ma anche molto rumore e un inconfondibile odore di fumo con relative polveri sottili, dannose per l’uomo e per l’ambiente.

Secondo i dati resi pubblici da Arpa Lazio l’1 gennaio 2021, con i fuochi d’artificio fatti scoppiare nella capitale nella notte di San Silvestro, i livelli di concentrazione delle polveri sottili (pm10) hanno superato il limite di tolleranza. Nelle centraline di Preneste e Cinecittà, infatti, i valori sono schizzati rispettivamente a 81 e a 82, contro il limite fissato alla quota di 50 microgrammi per metro cubo per evitare possibili rischi per la salute.

Il prof. Luca Tortora, docente di Chimica Inorganica del Dipartimento di Scienze dell’Università degli Studi Roma Tre, ci spiega come sono composti i fuochi d’artificio e cosa viene immesso nell’aria: “ I fuochi d’artificio sono composti da coloranti, come il rame per ottenere il blu o il bario per il verde, combustibile, ossia la polvere pirica, ossidanti, che insieme al combustibile permettono di produrre la fiamma per far bruciare il colorante, e il legante, un composto organico che serve a tenere insieme l’intera miscela. Gli elementi dei quali sono composti i fuochi d’artificio rappresentano dei potenziali inquinanti”.

I metalli usati per i coloranti, infatti, rimangono dispersi nell'ambiente per giorni dopo l'evento. Per realizzare i fuochi d'artificio vengono utilizzati anche metalli pesanti ed altamente tossici quali piombo, cromo, antimonio. Il loro utilizzo è stato vietato in America ed Inghilterra.

Il particolato con diametro di 10 e 2.5 micron, generato durante la combustione, rimane sospeso in aria. In particolare, i PM2.5 possono dare gravi problemi respiratori e cardiovascolari. Clorati e perclorati vengono utilizzati per aumentare l'effetto scenico di alcuni colori rendendoli più brillanti, ma quantità elevate di perclorati possono contaminare le falde acquifere nelle immediate vicinanze del luogo dove vengono utilizzati i fuochi d'artificio.

Inquinanti gassosi quali biossido di azoto (NO2) e biossido di zolfo (SO2), monossido di carbonio (CO) e biossido di carbonio/anidride carbonica (CO2) vengono prodotti e liberati in grandi quantità durante la combustione dei fuochi d'artificio. Possono portare a problemi respiratori ed asma.

“Anche l'ozono (O3) – conclude il prof. Tortora - rientra tra i potenziali inquinanti prodotti durante l'utilizzo di fuochi d'artificio. L'ozono è una molecola molto reattiva formata da 3 atomi di ossigeno e la sua presenza a terra in elevate quantità può portare gravi problemi respiratori. Si genera a partire dall'ossigeno atmosferico molecolare (O2) per aggiunta di un ulteriore atomo di ossigeno.
La reazione può avvenire grazie alla presenza dei famosi inquinanti NOx (NO, NO2 etc.), ma anche grazie all'energia generata dalle emissioni luminose prodotte dallo scoppio dei fuochi”.

Su questo argomento, il prof. Tortora è stato intervistato da Valentina Lupia su Link identifier #identifier__55081-1La Repubblica – Roma, online il 3 gennaio 2021.
 

Link identifier #identifier__26958-2Articolo La Repubblica - Roma del 3 gennaio 2021