Dante e le grandi questioni escatologiche

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Dante e le grandi questioni escatologiche
Il 25 e il 26 novembre 2021, presso l'Aula Magna (via Ostiense 236) dell’Università degli Studi Roma Tre, si terrà il Convegno Internazionale Dantesco dal titolo “Dante e le grandi questioni escatologiche“.

Nell’ambito delle celebrazioni del 700° anniversario della morte di Dante Alighieri il Pontificio Consiglio della Cultura, in collaborazione con: l’Università degli Studi Roma Tre, la Pontificia Commissione Dantesca, la Fondazione per i Beni e le Attività Culturali e Artistiche della Chiesa e la Fondazione Giancarlo Pallavicini, organizza a Roma, nei giorni 25 e 26 novembre 2021, un Convegno internazionale dal titolo Dante e le grandi questioni escatologiche.


Tra le molte manifestazioni e iniziative, ora di carattere scientifico, ora più propriamente divulgative, il Convegno internazionale si distingue per un approccio a Dante che consenta di intenderne la poesia in relazione al contesto teologico, filosofico, poetico, storico, in cui essa nacque.

Al Convegno interverranno studiosi provenienti da tutto il mondo, noti alla comunità scientifica per l’altissima qualità delle loro ricerche, che interessano diversi ambiti del sapere: in particolare quello teologico e biblico, linguistico e filologico, filosofico e storico-artistico. Sarà, così, possibile cogliere la profondità della poesia della Commedia, che per Dante non è mai riducibile a finzione letteraria, ma che anzi si nutre di una tensione vigorosa nello sforzo di comunicare, mediante la bellezza e la potenza espressiva del linguaggio poetico, le verità di fede e di pensiero che sono proprie dell’epoca in cui egli visse e di cui si appropriò in modo sorprendente e personale.

Il Convegno Dante e le grandi questioni escatologiche sarà articolato in tre sessioni, volte a illuminare tre grandi temi presenti nella tradizione secolare in cui l’Alighieri affonda le radici: quello della visione divinamente ispirata, quello della risurrezione delle anime e dei corpi alla fine dei tempi, quello relativo all’angelologia. Ciascuno di questi temi ha il suo fondamento nella Bibbia e giunge a Dante attraverso la mediazione delle opere di esegesi biblica, di riflessione filosofica e teologica maturate sia nel silenzio dei chiostri monastici, sia in seno alla Scolastica, sia all’interno degli Ordini mendicanti. L’indagine su questi temi e sulle opere che furono note a Dante permetterà di accedere alla poesia dantesca grazie a un punto di osservazione privilegiato e spesso trascurato negli studi critici sulla Commedia. In questo modo il Pontificio Consiglio della Cultura intende onorare la memoria di Dante, che agli occhi dei suoi contemporanei si presentò come poeta depositario di una visione, e che per noi oggi è testimone e vivido custode delle radici gloriose della nostra civiltà.
Durante il Convegno è prevista anche la recitazione di alcuni brani della Commedia a cura della Compagnia del Teatro Libero di Rebibbia.

 

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