COMUNICATO STAMPA
Roma, 2 ottobre 2026 – Domani, 3 ottobre, una delegazione dell’Università Roma Tre sarà a Lampedusa in occasione c, dedicata alla commemorazione delle vittime delle migrazioni e alla promozione di una cultura fondata sui diritti umani, sulla solidarietà, sulla pace e sulla responsabilità collettiva.
A rappresentare l’Ateneo saranno il Rettore Massimiliano Fiorucci e il Prorettore Marco Catarci. Una presenza che testimonia l’impegno di Roma Tre sui temi dell’inclusione, della giustizia sociale, dell’educazione interculturale e della cittadinanza democratica.
«Essere a Lampedusa il 3 ottobre assume per la nostra Università un significato profondo», dichiara il Rettore Massimiliano Fiorucci. «Roma Tre è un Ateneo che riconosce nella giustizia, nella libertà, nella dignità della persona e nel rispetto dei diritti umani i propri valori fondanti. La presenza dell’Università in un luogo così fortemente simbolico significa riaffermare la responsabilità che le istituzioni della conoscenza hanno nella costruzione di una società più giusta, libera, inclusiva e solidale. Ricordare le donne, gli uomini e i bambini che hanno perso la vita o sono scomparsi nel Mediterraneo non è soltanto un dovere della memoria: significa interrogare il presente, contrastare l’indifferenza e contribuire, attraverso la ricerca, la formazione e l’impegno pubblico, alla costruzione di una cultura della dignità e della responsabilità».
La visita si inserisce nel percorso di ricerca, formazione e impegno pubblico sviluppato da Roma Tre attraverso Link identifier #identifier__100471-1l’Osservatorio del Comitato Verità e Giustizia per i Nuovi Desaparecidos del Mediterraneo, coordinato dalle professoresse Lavinia Bianchi e Susanna Nanni. Negli ultimi anni, l’Osservatorio ha promosso attività scientifiche, culturali e formative dedicate alle persone scomparse lungo le rotte migratorie del Mediterraneo, alla denuncia delle violazioni dei diritti umani alle frontiere e alla costruzione di pratiche di memoria, verità e giustizia.
Un lavoro interdisciplinare che mette in relazione le migrazioni forzate, le politiche di confine e i processi di invisibilizzazione delle persone, interrogando le disuguaglianze e le responsabilità che attraversano lo spazio mediterraneo.
Il programma della visita comprenderà la partecipazione ai momenti commemorativi della Giornata e un percorso nei principali luoghi simbolo dell’isola: il Memoriale del 3 ottobre, il Porto M, il Molo Favarolo, il cimitero, la Porta d’Europa e il Parco della Memoria. Sono inoltre previsti incontri con persone sopravvissute al naufragio del 3 ottobre 2013, realtà associative impegnate nell’accoglienza e nella tutela dei diritti umani e figure che hanno contribuito alla costruzione della memoria pubblica delle migrazioni nel Mediterraneo.
Tra le testimonianze ci sarà quella di Vito Fiorino, che nella notte del 3 ottobre 2013 salvò 47 persone, 46 uomini e una donna, durante il naufragio costato la vita a centinaia di migranti. Sarà inoltre presente Claudia Carlotto, figlia di Estela de Carlotto, storica presidente delle Abuelas de Plaza de Mayo, organizzazione argentina impegnata nella ricerca dei bambini e delle bambine sottratti alle proprie famiglie durante la dittatura. La sua presenza offrirà l’occasione per approfondire il dialogo tra la memoria delle desapariciones latinoamericane e quella dei nuovi desaparecidos del Mediterraneo, uno dei temi centrali delle attività di ricerca e terza missione promosse da Roma Tre.
Lampedusa rappresenta oggi uno dei luoghi più significativi della memoria europea contemporanea: frontiera geografica e simbolica, l’isola rende visibili le contraddizioni delle politiche migratorie e interroga il significato dell’accoglienza, della tutela della vita umana e della responsabilità delle istituzioni.
La presenza di Roma Tre vuole così unire ricerca, formazione e partecipazione civile. Ricordare le donne, gli uomini, le bambine e i bambini che hanno perso la vita o sono scomparsi nel Mediterraneo significa contrastare l’oblio e riconoscere la dignità di ogni persona, senza distinzione di provenienza o condizione giuridica.
Il percorso promosso dal Comitato Verità e Giustizia per i Nuovi Desaparecidos del Mediterraneo e dal suo Osservatorio ricorda che la memoria non riguarda soltanto il passato, ma è una pratica pubblica che interroga il presente e contribuisce a orientare il futuro. Essere a Lampedusa il 3 ottobre significa, per Roma Tre, riaffermare che nessuna vita perduta in mare può essere considerata invisibile e che la ricerca della verità e della giustizia costituisce una responsabilità condivisa tra università, istituzioni e società civile.
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