Come si ascolta un oceano sotterraneo a milioni di chilometri dalla Terra?
Come si racconta una ricerca che dura una vita?
È arrivato SWIMmers, il podcast che racconta la scienza tra Terra e spazio partendo dalle persone che la fanno.
Tecnici che tarano strumenti, ricercatrici che passano le notti a interpretare segnali, fallimenti che diventano nuove domande, sogni che imparano a camminare.
Un racconto a più voci di SWIM, il progetto ERC Advanced Grant di geofisica planetaria della professoressa Elena Pettinelli del Dipartimento di Matematica e Fisica dell’Università Roma Tre, tra prove in laboratorio, attese decennali e piccoli trionfi quotidiani.
🎧 Dal 20 febbraio 2026, una volta al mese per 15 episodi.
Un podcast che parla di cose spaziali, sottovoce.
Il team del progetto ERC Advanced Grant SWIM è composto da:
Elena Pettinelli, Sebastian Emanuel Lauro, Barbara Cosciotti, Elisabetta Mattei, Fabio Cammarano, Paola Gallo, Laura Lupi, Marta Perrotta
Il Laboratorio di Fisica dei Ghiacci Planetari si trova al Dipartimento di Matematica e Fisica dell'Università Roma Tre.
Grafica by Maura Moretti di Netwolf Srls.
Produzione e montaggio di Dario Galleana, dottorando in “Culture, pratiche e tecnologie del cinema, dei media, della musica, del teatro e della danz”a all'Università Roma Tre, con la supervisione della professoressa Marta Perrotta.
Un podcast di Roma Tre Radio: Link identifier #identifier__186019-1radio.uniroma3.it
📡Segui il viaggio. Ascolta gli episodi.
Episodio 1
Titolo: Roma → Giove → acqua
In questo episodio iniziamo il viaggio nel progetto SWIM, alla ricerca di acqua sulle lune ghiacciate di Giove. Incontriamo i primi protagonisti: la geofisica Elena Pettinelli, la sonda JUICE e il laboratorio di Fisica dei Ghiacci Planetari dell’Università Roma Tre. Ci chiediamo come ascoltare oceani sotterranei con i radar, perché fare ricerca sulla Terra e non (ancora) nello spazio, come la ricerca scientifica trasforma sogni in progetti, e perché il termine “genio” non è d’aiuto. Chiudiamo con un caffè, perché così cominciano le scoperte.
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Episodio 2
Titolo: Radici → Persone → SWIM
In questo episodio Elena Pettinelli racconta perché SWIM è come un cedro del Libano: longevo, maestoso e con radici che si espandono veloci. SWIM ne ha molte: il nonno Salvo, marconista nella Prima guerra mondiale e insegnante di curiosità; il professor Bella e la storia del panettone; Giovanni Picardi, l’ingegnere del radar di Marte e il suo erede Roberto Orosei. Ascoltare le radici ci fa capire l’intuizione di guardare sotto la superficie di un pianeta, come funziona il radio echo sounding e perché le domande semplici sono le più importanti.
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Episodio 3
Titolo: Indizi → Incertezza → Inversione
In questo episodio le vite di due amici ci raccontano il concetto fisico di “inversione” e come comunicare risultati incerti. L’inversione è un processo scientifico che spiega un fenomeno inaccessibile raccogliendo indizi rilevabili del suo funzionamento. È il metodo del medico e dell’investigatore. Nel caso di SWIM, “vediamo” gli oceani sommersi di Europa ascoltando i loro echiradar. Sebastian Lauro, ingegnere di SWIM, e Roman Barabakh, musicista di strada, ci raccontano come l’inversione sia anche una pratica quotidiana: raccogliere indizi, interpretarli alla luce delle nostre conoscenze, e cercare di ridurre l’incertezza del mondo. Ospiti speciali: Andreas Fichtner (ETH), Heiner Igel (LMU).
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Episodio 4
Titolo: Spade laser → Raman → solitudine?
In questo episodio incontriamo Elisabetta Mattei, geofisica ed esperta di spettroscopia Raman, una tecnica che permette di riconoscere un materiale “illuminandolo” con un laser. Elisabetta è anche una grande fan di Star Wars, con cui ha condiviso non solo i laser ma anche la solitudine dei Jedi. La storia del suo dottorato a Viterbo, da sola, racconta questo aspetto, spesso trascurato, della ricerca. A Viterbo, la solitudine è interrotta da due panini al prosciutto sporchi di gesso. A portarli è il professor Alberto De Santis, mentore ed esperto di tavole calde.
Ospite speciale: Michele De Santis (Professore associato di ingegneria dell’energia presso l’Università degli Studi della Campania)
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Episodio 5
Titolo: Meccanica → creare → indipendenza
In questo episodio Barbara Cosciotti, geofisica sperimentale, artigiana di vetreria artistica e responsabile del laboratorio SWIM racconta cosa significhi immaginare un laboratorio prima ancora che la ricerca prenda forma: pensare a tutti i macchinari di cui il team avrà bisogno, calcolare in anticipo gli imprevisti, costruire tutto quello che manca, o che non esiste ancora. Come lei, Francesco Basile, tecnico di laboratorio, ripara e costruisce circa qualunque cosa che la sua mente può immaginare. In entrambi i casi, scopriamo il cuore meccanico della ricerca spaziale, e la poesia nascosta nella tecnica.
Ospite speciale: Francesco Basile (Tecnico del Laboratorio di Geofisica presso il Dipartimento di Scienze dell’Università degli Studi di Roma Tre)
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Episodio 6
Titolo: SWIMmers | acciaio ♪ pelle ♪ macchine
Questo episodio è interamente composto con le registrazioni fatte in laboratorio. È una riflessione sonora sulle macchine come protesi della creatività umana. Cosa significa creare? Cosa dicono le macchine di noi? Voci di acciaio pronunciano le risposte.
Macchine. Macchine. Macchine
Mare – Un mare di circuiti
Cicale – Richiami ultrasonici
Cicale che lavorano su un mare di metallo
Costruiscono macchine per estendere le loro mani
Mani logiche, sensate
Mani chiare, risolutive
Fuori tutto è logico, lucido — ma dentro
Dentro la macchina è lo spazio profondo
Non si respira ossigeno ma corrente
Pensiero corrente, che corre da A a B
Acqua corrente, che diventa ghiaccio
Corrente alternata 0 e 1
Qui dentro non so che lingua parlare
Come riparare quello che si rompe
Come leggere quello che è scritto
Distinguere l’utile dal necessario
Sono macchine
Ero piccolo. Passavo l’estate in montagna
Ricordo le cicale sugli alberi, che amavano acqua
Ricordo il giorno in cui mio nonno decise che il mio bastone, il bastone magico, quello che usavo nelle mie battaglie, serviva per accendere il fuoco
Mio nonno spezzò il bastone. Piansi
Ricordo che mio padre andò nel bosco di castagni dietro casa, e tornò con un legno contorto, curvo e annodato. Lo intagliò, fino a tirarne fuori un serpente. Lo tinse con una spremuta di ribes
Successe qualcosa, quando mio nonno rimosse il bastone dal mondo dei bastoni. E successe qualcos’altro. Quando un ramo diventò un bastone, poi serpente, poi il mio bastone magico serpente
Accadde una creazione. Qualcosa prima era qualcos’altro, e poi non era niente. E poi c’era di nuovo
Mio nonno, mio padre, creavano
Ordine | Flusso
Logica | Buio
Funzione | Magia
Soluzione | Conoscenza
Acciaio | Pelle
Corrente | Sangue
Idee | Macchine
Macchine. Macchine. Macchine che parlano di noi.
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